L’UE definisce l’aceto per la prima volta: stop ai prodotti chimici

La Commissione Agricoltura approva gli emendamenti per distinguere l’aceto agricolo da quello di sintesi: più chiarezza per i consumatori

L’8 settembre 2024 segna una data importante per chi riempie il carrello della spesa: per la prima volta nella storia dell’Unione Europea, l’aceto avrà una definizione ufficiale. La Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale (COMAGRI) del Parlamento europeo ha approvato gli emendamenti che introducono una definizione unionale di aceto all’interno della normativa europea.

Un vuoto normativo lungo decenni

Fino ad oggi, la legislazione europea contemplava solo l’aceto di vino attraverso il regolamento UE 1308/2013, lasciando tutto il resto del settore senza una definizione chiara. Questo vuoto normativo durava da decenni e creava confusione sia per i produttori che per i consumatori.

Aceto Balsamico
Aceto Balsamico

La nuova definizione permetterà di distinguere chiaramente l’aceto prodotto da materie prime agricole da quello ottenuto con acido acetico di sintesi, un composto chimico che non ha nulla a che vedere con i processi tradizionali di fermentazione.

Cosa cambia al supermercato

Per il consumatore, questa decisione si traduce in maggiore chiarezza sulle etichette. Non tutti gli aceti sono uguali: quello tradizionale nasce dalla fermentazione di sostanze agricole come vino, mele, riso o malto, mentre quello industriale viene prodotto chimicamente in laboratorio.

Con la nuova normativa, le denominazioni di vendita dovranno essere più precise, permettendo di riconoscere immediatamente l’origine del prodotto. Chi compra aceto di mele, ad esempio, potrà essere sicuro che derivi effettivamente dal frutto e non da processi chimici industriali.

I numeri del settore in Italia

Il mercato italiano dell’aceto vale oltre un miliardo di euro al consumo, con il 92% del volume destinato all’export. L’Italia è infatti uno dei principali produttori mondiali, grazie a eccellenze come l’Aceto Balsamico di Modena e l’Aceto Balsamico Tradizionale, riconosciuti a livello internazionale.

«Finalmente potrà essere riconosciuto il valore di una definizione armonizzata a livello europeo», ha dichiarato Sabrina Federzoni, presidente del Gruppo Aceti di Federvini, sottolineando come questa decisione tuteli l’origine agricola del prodotto.

Aceto di mele
Aceto di mele

Il percorso verso l’approvazione definitiva

L’approvazione in Commissione COMAGRI è solo il primo passo. Ora inizia il negoziato interistituzionale (trilogo) tra Parlamento europeo, Commissione e Consiglio per l’adozione definitiva della normativa.

Gli emendamenti sono stati proposti dagli europarlamentari Stefano Bonaccini e Salvo De Meo, con il supporto dei coordinatori dei principali gruppi politici: Dario Nardella (S&D), Carlo Fidanza (ECR), Herbert Dorfmann (PPE) e Raffaele Stancanelli (PfE).

Protezione per produttori e consumatori

Questa decisione non è solo tecnica, ma ha un impatto concreto sulla filiera agroalimentare. Da un lato protegge i produttori tradizionali dalla concorrenza sleale di prodotti chimici venduti come aceto, dall’altro garantisce ai consumatori di sapere esattamente cosa stanno comprando.

La valorizzazione della materia prima agricola diventa quindi un elemento centrale della nuova definizione, in linea con gli obiettivi europei di trasparenza e qualità alimentare. Una vittoria per chi crede che dietro a un buon aceto ci debba essere sempre un processo naturale di fermentazione, non una provetta di laboratorio.

spot_img

Ultimi Articoli

Il nuovo frigorifero Miele aiuta a sprecare meno cibo

Telecamere interne, umidità controllata e filtro antiodori: i due...

A Mantova le Regioni europee chiedono più peso per Dop e Igp

La Dichiarazione di Mantova porta a Bruxelles sei priorità...

Carne bovina, l’Italia ne produce meno della metà

Confagricoltura e Uniceb firmano un protocollo d'intesa per rilanciare...

Fruit Attraction 2026: l’ortofrutta tra costi e clima

Alla fiera di Madrid il settore dell’ortofrutta europeo ha...