Zafferano dell’Aquila: vent’anni di eccellenza DOP

Dal 5 al 19 settembre l’altopiano di Navelli celebra due decenni di riconoscimento europeo per l’oro rosso d’Abruzzo

L’Abruzzo si prepara a celebrare un anniversario importante: vent’anni dal riconoscimento DOP per lo Zafferano dell’Aquila, iscritto nel Registro delle Denominazioni d’Origine Protetta il 4 febbraio 2005. Dal 5 al 19 settembre prossimi, l’altopiano di Navelli ospiterà una serie di eventi per ricordare questo traguardo che ha trasformato una tradizione agricola secolare in un brand riconosciuto a livello internazionale.

Un territorio unico

L’altopiano di Navelli si estende ai piedi del Gran Sasso, ricadendo nel territorio di 13 comuni della provincia aquilana: Barisciano, Caporciano, Fagnano Alto, Fontecchio, L’Aquila, Molina Aterno, Navelli, Poggio Picenze, Prata d’Ansidonia, San Demetrio nei Vestini, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi e Villa Sant’Angelo.

Fiori di zafferano
Fiori di zafferano

La coltivazione deve essere praticata su terreni posti ad un’altitudine compresa tra 350 e 1.000 metri sul livello del mare, in un ambiente che combina una buona percentuale di calcare attivo, sostanza organica e potassio del suolo con un clima che oscilla tra continentale e mediterraneo.

Una storia che rischia l’estinzione

La zona di Navelli è famosa sin dal Medioevo per la produzione di zafferano, importato dagli spagnoli nel XVI secolo. Tuttavia, se non si è arrivati alla sua completa estinzione lo si deve alla testardaggine di Silvio Salvatore Sarra, un agricoltore che nel 1971 dette vita alla Cooperativa Altopiano di Navelli quando i bulbi venivano dati da mangiare agli animali.

Oggi la cooperativa conta circa 98 soci e contribuisce in modo significativo a rendere l’Abruzzo la seconda regione produttrice di zafferano alle spalle della Sardegna. L’Italia non produce grandi quantità di zafferano, ma è rinomato a livello internazionale per la qualità del prodotto.

Il prodotto

Lo Zafferano dell’Aquila DOP si ottiene dagli stimmi del fiore del Crocus Sativus L., è di colore rosso porpora e viene commercializzato in filamenti allo stato naturale o in polvere. È unico per il suo sapore e per il processo di produzione che segue tecniche colturali invariate da oltre 600 anni.

Il terreno viene preparato in primavera con un’aratura a 30 cm di profondità, fertilizzato con circa 30 tonnellate per ettaro di letame, mentre è vietato l’utilizzo di qualsiasi fertilizzante durante il ciclo vegetativo.

Pistilli di zafferano
Pistilli di zafferano

Gli eventi del ventennale

Il programma delle celebrazioni, presentato ai primi di settembre a Palazzo Margherita a L’Aquila, prevede quattro eventi principali. Tra questi, il seminario del 5 settembre “Zafferano dell’Aquila DOP: vent’anni di storia, economia, cultura e identità” e gli show cooking del 9 e 12 settembre.

L’iniziativa è promossa dal Gruppo di Azione Locale Gran Sasso Velino, finanziata dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo, in collaborazione con la Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia e la Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila.

L’impatto economico

Come ha dichiarato il vicepresidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente durante la presentazione, «i tredici comuni delle aree interne che fanno parte della DOP hanno beneficiato in modo concreto di questo percorso di valorizzazione, soprattutto territoriale e turistica, con ricadute economiche significative».

Un risultato che conferma come la certificazione DOP non sia solo un riconoscimento di qualità, ma un vero strumento di sviluppo per territori che altrimenti potrebbero rimanere ai margini dell’economia moderna.


Il programma completo degli eventi è disponibile presso il Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP.

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