Dal 5 al 7 settembre torna l’evento di Langhirano. Fino al 14 settembre porte aperte nei prosciuttifici del territorio
Il Festival del Prosciutto di Parma torna dal 5 al 7 settembre a Langhirano, confermando l’appuntamento annuale che da oltre vent’anni celebra uno dei salumi più conosciuti al mondo. Insieme alla manifestazione, ripartono anche le visite guidate “Finestre Aperte” nei prosciuttifici della zona, attive nei weekend del 6-7 e 13-14 settembre.
Un territorio dalle caratteristiche uniche
La produzione del Prosciutto di Parma si concentra in una zona geografica precisa, delimitata dai comuni della provincia parmense che godono di un microclima particolare. Le colline tra Langhirano e la Val Baganza offrono le condizioni ideali per la stagionatura: l’umidità proveniente dal mare si mescola con l’aria secca delle montagne, creando un ambiente naturale che permette al prosciutto di maturare lentamente.

Questo processo, che dura almeno 12 mesi, trasforma le cosce di suino in un prodotto dalla consistenza morbida e dal sapore dolce, caratteristiche che distinguono il Parma DOP da altri prosciutti crudi. La lavorazione segue metodi tramandati da generazioni: solo sale marino, nessun additivo chimico, e la pazienza di attendere che il tempo faccia il suo corso.
Il Festival e le novità 2025
Quest’anno il Festival introduce la “Prosciutto di Parma Experience”, uno spazio dedicato alla degustazione guidata. I visitatori possono acquistare un biglietto che include l’assaggio di tre diverse stagionature del prosciutto, più una variante tagliata a mano, abbinate a birre locali, vini del territorio e altri prodotti tipici.
L’inaugurazione del 5 settembre alle 18:30 vedrà la partecipazione di Giulia Ghiretti, medaglia d’oro di nuoto paralimpico a Parigi 2024, e Francesco Panella, ristoratore e volto televisivo. Il programma prosegue con talk, dimostrazioni culinarie e momenti di approfondimento sulla tradizione produttiva locale.
Finestre Aperte: dentro i prosciuttifici
L’iniziativa “Finestre Aperte”, attiva dal 1999, permette di visitare gli stabilimenti di produzione accompagnati dai produttori stessi. Non si tratta di visite turistiche standardizzate, ma di incontri diretti con chi lavora quotidianamente il prosciutto, che spiegano le fasi della lavorazione e condividono la propria esperienza professionale.

I prosciuttifici aderenti aprono le porte nei weekend, mostrando le sale di stagionatura dove migliaia di cosce appese riposano per mesi. È possibile osservare da vicino la “spillatura”, il controllo della maturazione attraverso un osso di cavallo che, infilato nel prosciutto, permette di valutarne l’aroma e quindi il grado di stagionatura.
Un settore in crescita
Il turismo enogastronomico rappresenta una voce sempre più importante per l’economia del territorio parmense. Secondo Alessandro Utini, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, questa forma di turismo valorizza non solo il prodotto ma l’intero territorio, dalle bellezze paesaggistiche al patrimonio storico-artistico.
La DOP Prosciutto di Parma conta oggi 144 produttori autorizzati, che lavorano circa 8,5 milioni di cosce all’anno. Il marchio della corona ducale, impresso su ogni prosciutto, garantisce l’origine e il rispetto del disciplinare di produzione, strumenti che hanno permesso di conquistare mercati internazionali mantenendo l’identità territoriale.
Per informazioni su programma e prenotazioni: www.festivaldelprosciuttodiparma.com
