La Commissione UE registra il vino calabrese tra le eccellenze protette: è la 19esima denominazione vitivinicola della regione
Il 25 luglio 2025 segna una data importante per l’enologia calabrese: la Commissione europea ha ufficialmente registrato il Cirò Classico nel registro delle Denominazioni di Origine Protetta (DOP), pubblicando il riconoscimento nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
Un territorio che fa la differenza
Il nuovo status DOP riguarda esclusivamente la tipologia di vino rosso prodotta nell’intero territorio dei comuni di Cirò e Cirò Marina (provincia di Crotone). L’area si estende dal livello del mare fino a 462 metri di altitudine e rappresenta uno dei luoghi di più antica tradizione viticola della regione, legato storicamente alla colonia greca di Cremissa.
Il disciplinare prevede un uvaggio preciso: minimo 90% di Gaglioppo, il vitigno autoctono calabrese perfettamente adattato al territorio, completato da Magliocco e Greco Nero (singolarmente o insieme) fino al 10%.

Le caratteristiche del vino
Il Cirò Classico DOP si presenta con colore rosso rubino, profumo intenso e complesso, gusto corposo e persistente che diventa più vellutato con l’invecchiamento. Gli aromi caratteristici includono note di frutta rossa e sfumature speziate, espressione diretta del microclima unico della zona: suoli sedimentari ricchi di minerali, influenza del massiccio montuoso a ovest e del mare Ionio a est.
I numeri del riconoscimento
Con questa registrazione, la Calabria raggiunge 19 denominazioni vitivinicole (9 DOP e 10 IGP) su un totale di 40 denominazioni DOP-IGP regionali. Per l’Italia, il Cirò Classico rappresenta la 529esima indicazione geografica del comparto vino (410 DOP e 119 IGP) e porta il paese a 892 indicazioni geografiche complessive.
L’impatto economico
Secondo il Rapporto Ismea-Qualivita 2024, la DOP economy calabrese vale attualmente 47 milioni di euro. Il riconoscimento del Cirò Classico può rappresentare un ulteriore volano per l’economia del territorio, considerando che le denominazioni protette garantiscono maggiore visibilità sui mercati internazionali e tutela dalla concorrenza sleale.
«Il sistema delle Indicazioni Geografiche è la strada per far riconoscere il giusto valore al lavoro degli agricoltori, ai prodotti e ai territori», ha commentato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, sottolineando come la Calabria abbia dimostrato «una rinnovata capacità di promuoversi mettendo al centro la qualità».
Il riconoscimento del Cirò Classico DOP si inserisce nel più ampio panorama delle eccellenze agroalimentari italiane, confermando la leadership del paese nel settore delle denominazioni protette a livello europeo.
