Tuttofood 2026: a Milano il cibo diventa manifesto

Dall’11 al 14 maggio a Rho Fiera Milano, la manifestazione agroalimentare lancia una carta internazionale dei valori del cibo

L’appuntamento con Tuttofood 2026 è dall’11 al 14 maggio a Rho Fiera Milano. Un evento che già al momento della presentazione mette sul tavolo non solo espositori e momenti di business, ma cala l’asso di un documento che prova a stabilire cosa dovrebbe essere il cibo nel prossimo futuro.

Il Food Manifesto è stato presentato il 17 marzo al ministero dell’Agricoltura a Roma, in occasione della conferenza stampa di lancio dell’edizione 2026. L’idea è una carta dei valori condivisa, ispirata al modello agroalimentare italiano, con l’ambizione di coinvolgere produttori, buyer, istituzioni e ricercatori di tutto il mondo. Realizzato con il supporto del Future Food Institute e di diverse organizzazioni internazionali di settore, il progetto mette al centro un concetto preciso: il cibo come bene primario, non come semplice merce.

Tuttofood 2026 presentazione al Masaf
Tuttofood 2026 presentazione al Masaf

Che cos’è Tuttofood

Nata dalla collaborazione tra Fiere di Parma e Fiera Milano, Tuttofood ha impiegato due edizioni per entrare tra le prime fiere del settore agroalimentare a livello mondiale. I numeri del 2026, ancora in aggiornamento a 55 giorni dall’apertura, parlano di 85.000 metri quadrati netti di superficie espositiva — il 15% in più rispetto al 2025 — distribuiti su 10 padiglioni. Sono attesi oltre 100.000 visitatori, oltre 4.000 top buyer gestiti dall’incoming program di ICE Agenzia, rappresentanti di 80 paesi e più di 200 convegni ufficiali.

La manifestazione può contare anche sulla collaborazione con Fiera Colonia, che porta in dote la rete di relazioni costruita con Anuga, una delle principali fiere alimentari del mondo.

Export record, dazi e Medio Oriente

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha citato i dati dell’export agroalimentare italiano: 72,4 miliardi di euro, un massimo storico. Una cifra che, secondo il ministro, cresce anche grazie alle fiere internazionali, dove i prodotti italiani incontrano operatori e buyer da tutto il mondo.

Ma il contesto non è sereno. Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia, ha messo sul tavolo alcune criticità concrete: dazi, oscillazioni del cambio euro-dollaro e tensioni geopolitiche. Il Medio Oriente in particolare preoccupa: si prevede un calo dei consumi fuori casa, e ICE dovrà intensificare la pressione promozionale per aiutare le imprese italiane a compensare.

Tuttofood - repertorio
Tuttofood – repertorio

Mercosur e India, le nuove rotte

Di fronte al rallentamento del Medio Oriente, la strategia guarda altrove. Mercosur e India sono i mercati che ICE indica come prioritari: l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e India apre accessi che finora erano difficili per le imprese italiane. ICE ha già raddoppiato le attività di incoming e sostiene roadshow e business matching internazionali.

Zoppas ha citato anche il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco come strumento di promozione non convenzionale: una forma di soft power che rafforza l’immagine del Made in Italy senza passare dalle leve della comunicazione commerciale tradizionale.

“Il cibo di domani dipende dalle nostre scelte di oggi”

Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma, ha spiegato il senso del Food Manifesto in modo diretto: l’idea è spostare la fiera da luogo di puro scambio a qualcosa con un indirizzo culturale. «Contro la paura del cibo serve una nuova grammatica che valorizzi la trasparenza delle filiere, la sicurezza alimentare, l’etica del lavoro e la salute a tavola». Valori concreti, ha precisato, e misurabili.

Il Manifesto sarà presentato durante i 400 eventi in programma a Rho. Tra i convegni, figurano per la prima volta in Italia sessioni di AIM (Associazione Europea Industrie di Marca) e EDA (European Dairy Association). Slow Food aveva aperto questa strada quarant’anni fa. Fiere di Parma dice di volerla percorrere in modo diverso: dall’interno dell’industria alimentare, non contro di essa.

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