Un progetto innovativo insegna l’arte del vino a chi non può bere, aprendo nuove prospettive professionali e sociali
C’è chi il vino lo degusta e chi lo studia osservandone il colore, annusandone i profumi, scoprendone la storia. Otto ragazzi dai 16 anni in su, con bisogni educativi speciali, stanno frequentando in Emilia un corso di sommelerie unico nel suo genere: imparano tutto sul mondo enologico senza mai portare un calice alle labbra.
Un’idea nata a Bari, cresciuta in Emilia
Il progetto “Il Sommelier Astemio” è partito a fine gennaio presso Ricreamente APS-ADS, associazione che ha accolto l’iniziativa nata originariamente a Bari da un’idea di Raffaele Massa. L’Associazione Italiana Sommelier Emilia ha messo a disposizione i propri esperti per guidare i partecipanti attraverso 14 lezioni che toccano tutti i temi fondamentali: dalla viticoltura all’enologia, dalle tecniche di servizio agli abbinamenti gastronomici.

La particolarità? Tutto si basa sull’analisi visiva e olfattiva. Nessuna degustazione, ma un approccio che valorizza altri sensi e altre competenze, dimostrando che la cultura del vino va ben oltre il semplice assaggio.
Strumenti pensati per tutti
Il corso utilizza un testo dedicato, “Io Valgo – Imparo a raccontare il Vino”, scritto con un linguaggio accessibile e arricchito da illustrazioni che rendono più immediata la comprensione dei concetti. A supportare ogni lezione, un team formato da sommelier AIS e da tutor specializzati (pedagogisti, educatori professionali, psicologi o docenti di sostegno) che calibrano la didattica sulle capacità di ciascuno.
L’obiettivo è chiaro: fornire competenze spendibili nel mondo del lavoro. Il settore dell’ospitalità e della ristorazione cerca figure preparate, e la conoscenza del vino rappresenta un valore aggiunto concreto per chi desidera costruirsi una professione in questo ambito.

Dal banco alla cantina
Il percorso si concluderà a metà aprile con una visita presso un’azienda vitivinicola del territorio. Un’occasione per vedere da vicino dove nasce il vino, incontrare chi lo produce, toccare con mano una realtà produttiva che fino a quel momento era stata solo studiata sui libri.
L’iniziativa è gratuita grazie al contributo di istituzioni pubbliche e sponsor privati. Segnale che anche il mondo imprenditoriale riconosce il valore sociale di progetti che aprono opportunità concrete di inclusione e autonomia.
Oltre il calice
“Il Sommelier Astemio” ribalta l’idea tradizionale che per conoscere il vino serva necessariamente berlo. Il progetto dimostra che la cultura enologica è fatta di storia, geografia, chimica, tecnica, tradizione. È racconto, è capacità di trasmettere passione e competenza. È, soprattutto, uno strumento di crescita personale e professionale accessibile a tutti.
Il corso emiliano, realizzato in collaborazione con il Comune di Zola Predosa e con l’Istituto IPSAR Luigi Veronelli di Valsamoggia, rappresenta un esempio concreto di come il vino possa diventare linguaggio universale, occasione di incontro e veicolo di opportunità reali per chi troppo spesso resta ai margini del mondo del lavoro.
