Dal 25 aprile al 28 giugno, circa 80 Città dell’Olio aprono le olivete in 17 regioni per celebrare l’olio e la Repubblica
Una bruschetta con pane, pomodoro, basilico e olio extravergine d’oliva. L’Associazione nazionale Città dell’Olio ha scelto questo piatto per raccontare, nel 2026, gli 80 anni della Repubblica Italiana. Dal 25 aprile al 28 giugno, circa 80 Comuni aderenti alla rete si aprono ai visitatori con la sesta edizione della Merenda nell’Oliveta, manifestazione diffusa in 17 regioni patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il supporto di Enit, Unpli e Lilt.
Il tema dell’edizione — «L’Olio della Repubblica» — non è una concessione al calendario. L’olivo, pianta millenaria associata alla pace, diventa qui la cornice entro cui leggere valori costituzionali e coesione territoriale. Lo ha spiegato Michele Sonnessa, presidente dell’Associazione: «In questo tempo contrassegnato dalla guerra, l’olivo simbolo di pace diventa anche un presidio di libertà in difesa della democrazia».
Dalle Alpi alla Sicilia, 80 olivete protagoniste
La copertura geografica è la più ampia dalla prima edizione: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. Ogni territorio porta la propria olivicoltura locale, ma il formato è condiviso: le olivete si trasformano in spazi aperti dove degustazioni, laboratori, musica e attività per famiglie si alternano a momenti di riflessione sul paesaggio agrario.

Non si tratta di una fiera concentrata in un unico luogo, ma di un calendario di appuntamenti distribuiti nel tempo. I primi eventi partono il 25 aprile a Castelvetrano, in provincia di Trapani — sede storicamente legata alla cultivar Nocellara del Belice — e proseguono il 26 aprile a Duino Aurisina, Brenzone e Cavaion Veronese. A maggio si aggiunge Trevi, in Umbria, con un programma di due giorni tra il 2 e il 3.
La bruschetta tricolore come rito civile
Il piatto simbolo dell’edizione 2026 non è casuale. Pane, pomodoro, basilico e olio extravergine sono ingredienti che attraversano tutta la cucina italiana, accessibili e riconoscibili ovunque. Servita nelle olivete a tutti i partecipanti, la bruschetta tricolore funziona da gesto collettivo: un modo per rendere concreto il discorso sui valori condivisi.
L’associazione ha costruito negli anni un modello replicabile, affidando a ciascuna Città dell’Olio la libertà di declinare il format secondo il proprio contesto. Il risultato è una manifestazione che non ha un centro unico né una scenografia prestabilita: ogni oliveta porta la propria storia.
Un calendario in aggiornamento
Il programma completo degli eventi è consultabile su www.merendanelloliveta.it. Le adesioni coprono 17 delle 20 regioni italiane, con una partecipazione che, secondo i dati dell’organizzazione, supera le edizioni precedenti sia per numero di Comuni sia per distribuzione territoriale.
L’olivicoltura italiana conta circa 175 milioni di piante su oltre un milione di ettari coltivati, con una produzione che varia sensibilmente di anno in anno in funzione delle condizioni climatiche. La Merenda nell’Oliveta si inserisce in un panorama in cui la promozione del settore si fa sempre più attraverso esperienze dirette nei luoghi di produzione, anziché solo nei punti vendita.
