Sul maso Föhrnerhof, sopra Bolzano, la Scuola di Cucina del Gallo Rosso dimostra che la tradizione non è roba da museo
Dimenticate le aule lucide e le divise immacolate. La Scuola di Cucina del Gallo Rosso si trova nello storico maso Föhrnerhof, poco sopra Bolzano, un’ex osteria contadina con mura che raccontano più storia di qualsiasi libro di ricette. È qui che dal settembre 2023 si impara a cucinare. Senza troppi fronzoli.
Il luogo stesso è un ingrediente della ricetta: il Föhrnerhof è anche un maso vinicolo, e i vini prodotti in loco — rossi e bianchi — accompagnano direttamente le attività della scuola. Il resto della produzione passa alla cantina di Bolzano. Un dettaglio, ma non trascurabile: qui il vino non è decorazione sul tavolo, è parte del territorio che si mangia.

Cucina contadina, ma non cucina povera
L’Alto Adige ha una cucina complessa. Siede su un confine storico e culturale: l’anima alpina e quella mediterranea si mescolano in modi che spesso sorprendono chi arriva da fuori. La Scuola del Gallo Rosso parte proprio da questa complessità e non la semplifica.
Le ricette sono radicate nella tradizione contadina locale, ma vengono reinterpretate in modo che non diventino reliche. Niente ingredienti importati per abitudine: tutto ciò che entra in cucina è fresco, stagionale e proveniente dal territorio altoatesino. È un vincolo che forza la creatività più di qualsiasi libertà assoluta.
Cinquanta eventi, cinquanta modi di raccontare
Durante l’anno la Scuola propone circa cinquanta eventi, ciascuno pensato come un’esplorazione diversa della cucina rurale altoatesina. Si parla di piatti nati oltre i 1.500 metri di altitudine, della valorizzazione di ogni parte dell’animale — un tema ancora troppo poco discusso nella cucina italiana — della cucina vegetariana che nasce dall’orto, dei tesori spontanei di boschi e prati. Nessun filone è trascurato.
A guidare i partecipanti ci sono cuochi e contadine che conoscono questa cucina dal primo all’ultimo gesto. Vengono da un maso o da un ristorante, poco cambia: il punto è che sanno di cosa parlano. Non è didattica astratta, è trasmissione diretta di ricette, segreti e consigli pratici.

Karin e l’atmosfera del maso
A rendere tutto questo qualcosa di più di un corso di cucina c’è Karin, la contadina del maso. Segue la spesa, i preparativi, l’organizzazione e accoglie i partecipanti come ospiti di casa. Non è un dettaglio di servizio: è il motivo per cui l’esperienza si sente genuina e non simulata.
Chi volesse avvicinarsi a questo mondo senza barriere linguistiche ha un’opportunità concreta. Il 22 aprile dalle 17.30 alle 22.30 è in programma “Sapori di alta montagna”, un evento dedicato alla cucina altoatesina della alta quota. Un appuntamento che vale il viaggio, se ci si aspetta di imparare qualcosa che val la pena riproporre a casa.
Per informazioni: www.gallorosso.it
