Le barrique della Vigna Gustava battute a Milano, Londra e New York: i fondi vanno a iniziative sociali in Italia e all’estero
Nelle Langhe si produce Barolo da secoli. Ma da cinque anni, sotto il castello di Grinzane Cavour, una parte di quel vino prende una strada diversa: non va in bottiglia per essere venduta, finisce all’asta per finanziare il terzo settore. È il meccanismo di Barolo en primeur, progetto nato nel 2021 da una collaborazione tra Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione CRC Donare ETS e il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. La sesta edizione, avviata con una degustazione tecnica il 26 giugno 2026 presso Enosis Meraviglia, porta all’asta le barrique dell’annata 2025 della Vigna Gustava.
Nelle cinque edizioni precedenti sono stati raccolti complessivamente circa 1,5 milioni di euro, distribuiti a oltre cento progetti: iniziative sociali, culturali e di inclusione in provincia di Cuneo, in Italia e, dall’ultima edizione, anche all’estero, con il sostegno a un ospedale in costruzione in Africa. Il ricavato dell’asta va integralmente ai progetti selezionati, perché la Fondazione CRC copre tutti i costi operativi dell’iniziativa.
Il meccanismo dell’asta
L’asta vera e propria si tiene al Castello di Grinzane Cavour a fine ottobre, in collegamento simultaneo con Londra e New York. Ogni barrique è aggiudicata singolarmente e ogni lotto sostiene una specifica causa sociale o benefica, comunicata al momento dell’aggiudicazione. È un modello trasparente: il denaro viene versato direttamente al progetto scelto dall’aggiudicatario. L’efficacia di questa iniziativa ha attirato l’interesse di altre realtà, alcune delle quali hanno già contattato gli organizzatori per partecipare alle prossime edizioni.

La vigna
La Vigna Gustava è stata acquistata dalla Fondazione CRC nel 2019. Si estende di fronte al Castello di Grinzane Cavour, su un pendio con inclinazione media del 35-40%. Il suolo è caratterizzato dalle Marne di Sant’Agata Fossili, formazione geologica tipica dell’area del Barolo e del Barbaresco, composta da strati marnosi con modesta componente sabbiosa e significativa presenza di limo e argilla. Si tratta di sedimenti risalenti al periodo Tortoniano, tra 11,6 e 7,2 milioni di anni fa, con contenuto carbonatico variabile tra il 25% e il 75%.
L’analisi pedologica ha individuato sei distinte aree geo-pedologiche all’interno del vigneto. Le variazioni riguardano la composizione chimica, con predominanza di carbonati accompagnati da magnesio, potassio, limo, calcio e argilla, e la profondità del substrato marnoso, che oscilla tra 70-80 cm e 100-110 cm. È una variabile rilevante per il Nebbiolo, vitigno le cui radici possono spingersi fino a sette metri di profondità. La parcellizzazione del vigneto consente di vinificare ogni micro-zona separatamente, ottenendo barrique con identità distinte.
La vigna aveva in origine una funzione didattica: era il campus della Scuola Enologica di Alba. Quella vocazione è rimasta. La Vigna Gustava continua a essere laboratorio per gli studenti dell’istituto, e il progetto en primeur la rende anche uno strumento di raccolta fondi per cause esterne.
Il vino dell’annata 2025
Le vinificazioni sono curate da Donato Lanati e dal suo laboratorio Enosis Meraviglia. La raccolta del Nebbiolo è avvenuta il 29 settembre 2025, data in linea con i canoni tradizionali del vitigno, con tutte le parcelle vendemmiate nello stesso giorno. La vinificazione è stata totalmente manuale: circa dieci giorni di macerazione, pochissimi rimontaggi mirati e due delestage. Dopo la fermentazione malolattica il vino è passato in barrique con interventi minimi. L’imbottigliamento è previsto dopo tre anni di affinamento.
Lanati si è soffermato in degustazione su alcune caratteristiche del Nebbiolo che rendono questo vitigno diverso dagli altri. La prima riguarda la longevità: i precursori aromatici presenti nelle bucce dell’acino si liberano progressivamente nel vino durante l’affinamento, attraverso un processo di idrolisi che dipende dal territorio. Più il sito è vocato, più quella riserva aromatica è ampia e il vino continua a esprimersi nel tempo senza perdere la propria identità sensoriale. La seconda riguarda il profilo antocianico: nel Nebbiolo l’antociano dominante è la peonina, mentre nella maggior parte degli altri vitigni prevale la malvina, molecola più stabile. Questo rende il Nebbiolo più vulnerabile all’ossidazione, ma anche più fedele al terroir d’origine, con un’impronta varietale difficile da imitare altrove.

Quanto ai tannini del 2025, ancora astringenti in questa fase, come atteso in un vino giovane, Lanati ha spiegato che la loro struttura attuale dipende dalla polimerizzazione ancora incompleta: le molecole corte reagiscono con le proteine della saliva e danno la sensazione di secchezza tipica del Nebbiolo giovane. Con la sosta in legno, l’ossigeno che filtra lentamente attraverso le doghe favorisce legami tra tannini e antociani, le catene si allungano, diventano meno reattive e il vino guadagna morbidezza. Sulle tre annate analizzate — 2023, 2024 e 2025 — le analisi mostrano che la Vigna Gustava ha prodotto risultati chimicamente omogenei nonostante le differenze climatiche stagionali, confermando la capacità del sito di ammortizzare le variabili esterne.
Il profilo dell’annata 2025 è stato descritto dal critico enologico Antonio Galloni, Ceo di Vinous, che ha condotto la degustazione tecnica: un’annata senza il caldo intenso e la siccità del 2022, né le piogge problematiche a ridosso della vendemmia del 2024. L’alternanza regolare di periodi caldi e precipitazioni, senza shock climatici significativi, ha prodotto vini orientati alla nitidezza espressiva, alla freschezza e all’aderenza al terroir, più che alla concentrazione estrattiva. Il presidente del Consorzio Sergio Germano parla di un Nebbiolo di pulizia e freschezza marcate, con buone prospettive di invecchiamento, adatto a un mercato che chiede sempre più la leggibilità del luogo nel bicchiere.
Le 15 barrique all’asta
Saranno messe all’asta 15 barrique, ognuna con una propria fisionomia, frutto delle sei micro-zone della Vigna Gustava. Si va dalla barrique 1 — potente, dal profilo scuro, con la gravitas tipica delle vecchie vigne storiche — alla barrique 3, quella che Galloni indica come tra le più entusiasmanti dell’edizione: impatto floreale intenso, rose e lavanda all’olfatto, grana finissima al palato. La 4, ancora in pieno divenire con tannini spigolosi in via di ammorbidimento grazie al contatto con le fecce fini, è tra le più austeramente ancestrali.
Dalla seconda batteria, la 5 è la gemma nascosta: snella, tesa, focalizzata sulla persistenza piuttosto che sulla massa. La 6 ne è l’opposto nella stessa sotto-zona — ciliegia nera sotto spirito, note balsamiche, catrame, struttura ampia — e Galloni usa la metafora di soprano e tenore per contrapporre i due lotti. La 7 punta invece sulla rotondità e sull’accessibilità del frutto; la 8 è ancora in fase adolescenziale, con colore eccellente ma tannini che chiedono più tempo in legno.
Dal versante esposto a pieno sud vengono i lotti più maturi e strutturati. La 9 è densa, concentrata, archetipo del Barolo da terreno caldo e ben esposto; la 10 vira al contrario su un profilo più classico e verticale, guidato dall’acidità e dal frutto rosso croccante. La 11 è il lotto della simmetria geometrica: profumi, acidità, tannino e frutto in equilibrio perfetto, nessun elemento che sovrasti gli altri. La 12, dalla porzione a quota leggermente inferiore, mostra l’anima più complessa e scura della vigna — amarena, prugna, caffè, liquirizia — con un potenziale che Galloni giudica straordinario.
Dalla fascia inferiore rivolta a sud e sud-ovest vengono le barrique di maggiore accessibilità. La 13 è quella che darà piacevolezza nel più breve tempo: struttura di medio corpo, tannini setosi, tabacco e cedro già pronti all’olfatto. La 14 condivide lo stesso approccio di beva relativamente precoce ma con maggiore concentrazione; la 15, infine, chiude la serie con un profilo di tensione lineare e lunga persistenza, costruito sull’energia del frutto rosso brillante e sulla tipica verticalità del Nebbiolo giovane.
L’asta è prevista al Castello di Grinzane Cavour il 23 ottobre 2026.
Maggiori informazioni sulle modalità di partecipazione all’asta sul sito della Fondazione Crc Donare.
