Ad Asti tutto pronto per il Bagna Cauda Day con il «Palot da fujot»

Quattordicesima edizione in due fine settimana di novembre, con oltre 160 locali nel mondo e un nuovo utensile per il fujot

Un bavaglio che promette libertà e un cucchiaino piatto nato per spostare un lumino: sono le due novità del Bagna Cauda Day 2026, la più grande bagna cauda collettiva, che ad Asti e in oltre 160 locali del Piemonte e del mondo riaccende per la quattordicesima volta il fujot al centro della tavola. Il motto è «Questo bavaglio ci rende liberi» e il rito dura due fine settimana, dal 20 al 22 e dal 27 al 29 novembre. Per il bis in pieno inverno tornano anche i giorni della Bagna della Merla, il 29, 30 e 31 gennaio 2027.

L’evento è ideato e promosso dall’Associazione culturale Astigiani e dal 2013 porta ogni autunno migliaia di persone a tavola con lo stesso rito: olio, aglio e acciughe tenuti caldi sul lumino, verdure di stagione da intingere, vino rosso nel bicchiere. A ospitarlo sono ristoranti, osterie, agriturismi, cantine e altri locali della convivialità.

Bagna Cauda - foto Franco Bello
Bagna Cauda – foto Franco Bello

Il bavaglio firmato da Pedro Porro

Ogni partecipante riceve il Bavagliolone in stoffa, ormai l’oggetto più riconoscibile della manifestazione e, per alcuni locali, un pezzo da collezione da incorniciare. L’edizione 2026 è disegnata dal giovane artista Pedro Porro, che ha illustrato lo slogan, scelto tra centinaia di proposte dei bagnacaudisti, con una Volvo Polar rossa in viaggio per il mondo.

Dietro il disegno c’è una storia personale. L’auto è quella di suo padre GianLuigi Porro, scomparso lo scorso giugno, che con la Volvo partecipava alla Carovana della bagna cauda riservata alle auto d’epoca. Il bavaglio diventa così un’immagine di viaggio e libertà, e anche un modo per portare con sé una persona cara.

Il Palot da fujot e gli altri oggetti

La novità dell’anno è il «Palot da fujot», un cucchiaino piatto in metallo, inedito, che serve a spostare il lumino acceso sotto il fujot. Lo hanno progettato gli ingegneri della Way Assauto di Asti. Ne verrà consegnato uno per ogni bavaglio e, finito il compito a tavola, si trasformerà in portachiavi.

Completano la dotazione la vetrofania per riconoscere i locali aderenti, le magliette del personale, le tovagliette di carta e Acciù, l’acciuga di stoffa che fa da mascotte, anche lei in versione 2026.

Bavaglio 2026
Bavaglio 2026

Rosso, giallo o verde: la bagna si sceglie

La formula non cambia: tanti locali diversi, un unico rito collettivo e la libertà di scegliere la propria versione. Sul sito dell’evento i locali sono indicati con i «semafori del gusto». Il rosso segna la bagna cauda classica, «come Dio comanda»; il giallo la versione «eretica», con l’aglio stemperato; il verde quella «atea», senz’aglio.

Chi preferisce restare a casa può ordinare la «Sporta a ca’», la bagna cauda da asporto con le sue verdure. Il prezzo di riferimento è 30 euro, con il vino proposto a 15 euro a bottiglia. Alcuni locali aggiungono la «Bagna sovrana» o il «Finale in gloria» con tartufo.

Sul fronte del vino l’evento rinnova il legame con quattro aziende astigiane: Bava di Cocconato, Braida di Rocchetta Tanaro, Cascina Castlèt di Costigliole d’Asti e Coppo di Canelli. Il filo comune è la Barbera d’Asti, abbinamento storico della bagna cauda.

Dalle colline astigiane a New York e Shanghai

Il Bagna Cauda Day ha varcato da tempo i confini regionali. Nell’ultima edizione la tavolata ha coinvolto locali e comunità all’estero, da New York a Shanghai, dal Giappone a Londra e ad altre città europee, riunendo piemontesi lontani da casa, italiani nel mondo e curiosi. Anche per il 2026 sono attese nuove adesioni dall’estero.

Un piatto contadino con una lunga storia

La salsa ha radici antiche. Un primo accenno al gusto dei contadini piemontesi per l’aglio compare nel trattato del medico Antonio Guainerio, a fine Trecento. Le acciughe arrivavano ad Asti lungo le rotte del sale, percorse dai mercanti astigiani già dal XII secolo, e furono poi portate di cascina in cascina dagli «anciuè», i venditori ambulanti, in buona parte della Valle Maira.

Tra gli episodi ricordati dalla tradizione ci sono la bagna cauda servita alle truppe piemontesi in Crimea l’11 novembre 1855 e quella preparata in cima al Cervino nel 1954. Nel 2005 la delegazione di Asti dell’Accademia italiana della cucina ha depositato davanti a un notaio la ricetta ritenuta più affidabile: 12 teste d’aglio, sei bicchieri da vino di olio extravergine d’oliva e 600 grammi di acciughe rosse di Spagna per dodici persone.

Testa d’aj e Bosco degli Astigiani

Dal 2016 il Bagna Cauda Day assegna il premio «Testa d’aj» a chi dimostra coraggio, passione e ironia nel proprio percorso. Nell’albo d’oro figurano, tra gli altri, Guido Ceronetti, Enzo Bianchi, Carlin Petrini, Oscar Farinetti, Luca Mercalli e don Luigi Ciotti; nel 2025 sono stati premiati Raffaele Iachetti, Gian Marco Griffi, Matteo Piano, Raffaella Bologna e Paolo Pejrone.

Gli utili sono destinati dall’Associazione Astigiani a iniziative di solidarietà e di tutela ambientale. Tra i progetti c’è il Bosco degli Astigiani, sulle colline di Viatosto: più di cinque ettari donati al Comune di Asti dalla Banca d’Asti, destinati a diventare uno spazio pubblico per la biodiversità.


L’elenco dei locali aderenti, le modalità di partecipazione e il programma aggiornato sono pubblicati su www.bagnacaudaday.it.

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