Il 4 settembre la presentazione del volume di Angelo Biondi, nel cartellone di Settembre diVino per i 60 anni della Doc locale
Millenni di storia della vite raccolti in un volume: è quanto propone il professor Angelo Biondi, che venerdì 4 settembre, alle ore 18, presenta il suo libro negli spazi di via Zuccarelli (ex Macerie) a Pitigliano. «La vite, i vignaioli e il vino nel territorio del ‘Bianco di Pitigliano’. Una cultura antica», edito da Editrice Laurum, arriva per iniziativa del Consorzio di Tutela Doc Bianco di Pitigliano e Sovana, nel cartellone di Settembre diVino e nelle celebrazioni per i 60 anni della denominazione.
Una storia più antica della Doc
Il volume ricostruisce il legame tra la coltivazione della vite, il paesaggio e il lavoro dei vignaioli nel territorio di Pitigliano e delle Città del Tufo, con una prospettiva che parte da epoche precedenti al riconoscimento della denominazione. Il titolo stesso, Una cultura antica, richiama una tradizione che precede di millenni la Doc, ottenuta nel 1966 tra le prime in Italia.

Biondi, una firma già nota alle celebrazioni
Il nome di Biondi non è nuovo a chi segue le iniziative per l’anniversario: lo storico del territorio era già intervenuto al convegno del 20 giugno alla Cantina Cooperativa di Pitigliano, dedicato ai 60 anni della denominazione. Il libro presentato il 4 settembre porta ora in forma di volume quel lavoro di ricerca sulla memoria della viticoltura locale.
Istituzioni e produttori a confronto
Ad aprire l’incontro saranno i saluti del sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili, della sindaca di Sorano Barbara Belcari e dell’assessore regionale Leonardo Marras. Insieme all’autore interverranno Paolo Lorenzo Spicci, presidente della Cantina di Pitigliano, Stefano Formiconi, presidente del Consorzio di Tutela dei vini Doc Bianco di Pitigliano e Sovana, ed Edoardo Ventimiglia, vicepresidente del Consorzio. Il confronto metterà a fianco la ricerca storica del volume e lo stato attuale della viticoltura delle Città del Tufo.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del Bianco di Pitigliano e del Rosso di Sovana, nato per rafforzare il legame tra vino e territorio. L’ingresso è libero e aperto a cittadini e appassionati.
