In malga non ci si arriva in funivia: l’estate in Val Casies

In Val Casies, Alto Adige, le malghe si raggiungono solo a piedi: sentieri storici, formaggi artigianali e niente impianti

C’è una valle in Alto Adige dove l’unico modo per arrivare a mangiare un formaggio fatto a mano è guadagnarselo con le gambe. In Val Casies, laterale della Val Pusteria tra Brunico e San Candido, l’estate si vive nelle malghe e le malghe si raggiungono esclusivamente a piedi, perché non ci sono funivie, non ci sono seggiovie, non ci sono scorciatoie. Tre piccole sciovie invernali, poi basta. In quota si sale o a piedi o non si sale.

Il punto non è l’assenza di infrastrutture come dato tecnico. È che quella scelta, mantenuta nel tempo e certificata dal marchio di sostenibilità Gstc, ha preservato un tipo di montagna che altrove si trova sempre più raramente: pascoli curati, biodiversità intatta, e malghe che fanno ancora il lavoro per cui sono state costruite.

Val Casies - foto TG Gsiesertal Georg Hofer
Val Casies – foto TG Gsiesertal Georg Hofer

L’Almweg 2000 e il «Sentiero delle usanze»

Chi sale lungo l’Almweg 2000, l’alta via panoramica che percorre il crinale della valle senza impianti di risalita, trova un orizzonte aperto e, alla fine del percorso, strutture come la Hinterschuher Alm e la Tolder Hütte, a circa duemila metri di quota. Qui si può ancora assistere alla lavorazione artigianale di burro e formaggi: non come attrazione scenografica, ma perché è quello che accade ogni mattina.

Un secondo itinerario, il cosiddetto «Sentiero delle usanze», collega malghe e pascoli attraverso un tracciato che ripercorre le vie di transumanza storiche della valle. Il nome è già un programma: le usanze sono quelle agropastorali che reggono ancora l’economia locale, dove le famiglie lavorano la terra con un ritmo che il turismo non ha modificato in modo sostanziale.

Malga Kaser e Moos Alm: legno, cirmolo e formaggio

Tra le strutture più riconoscibili del sistema di malghe della Val Casies ci sono la Malga Kaser e la Moos Alm: costruzioni in legno di cirmolo, con l’odore caratteristico di quella resina che in quota diventa quasi fisico. L’architettura è quella tradizionale alpina, non restaurata per sembrare tale ma ancora funzionante come lo era cento anni fa.

Il formaggio che si trova qui è prodotto con il latte degli animali che pascolano sui prati circostanti. Non c’è distanza tra pascolo e produzione: la filiera è corta nel senso più letterale del termine, con la malga al centro di tutto.

Houfa Hitte - foto TG Gsiesertal
Houfa Hitte – foto TG Gsiesertal

Un marchio che cambia le regole del gioco

La Regione Panoramica delle Dolomiti Val Casies-Monguelfo-Tesido ha ottenuto il Marchio di Sostenibilità Alto Adige, rilasciato sulla base di criteri Gstc (Global Sustainable Tourism Council). Non è una vuota etichetta di marketing: il protocollo di certificazione valuta gestione ambientale, impatto socioeconomico e conservazione del patrimonio culturale.

In termini pratici, vuol dire che il turismo estivo della valle è costruito attorno ai sentieri e alle malghe, non viceversa. Chi arriva in Val Casies per l’estate trova una montagna che funziona ancora secondo le proprie logiche, non secondo quelle dei visitatori.


Informazioni su percorsi e strutture sul sito www.gsieser-tal.com.

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