Dalla Food Valley di Reggio Emilia alle tavole italiane: mezzo secolo di semi, legumi e zuppe bio, raccontato a Tuttofood 2026
Il 21 gennaio 1976, a Gattatico di Reggio Emilia, nasceva Cerreto Bio. Cinquant’anni dopo, l’azienda ha scelto l’ultimo Tuttofood per festeggiare l’anniversario presentando tre nuove zuppe a cottura rapida e numeri di mercato che pochi si aspettavano: i semi di chia e di zucca hanno segnato, tra il 2025 e i primi mesi del 2026, crescite di volume superiori al 100%.
Mezzo secolo fa il biologico non era ancora una categoria commerciale strutturata. Era, per chi lo praticava, una scelta quasi controcorrente. Cerreto nasceva in quella fase, distribuiva erbe, spezie, legumi e cereali su larga scala già negli anni Novanta, poi compì il passaggio decisivo verso la fine del secolo: l’ingresso nel biologico certificato. Da lì la strategia non si è mai spostata di un centimetro.

Cinque decenni, una sola categoria merceologica
Lo stabilimento di Gattatico misura 5.000 mq e ospita sette linee di produzione. I prodotti — tutti e soli biologici certificati — arrivano in oltre 2.000 punti vendita italiani, sia con marchio Cerreto Bio sia in private label. Nel 2015 l’azienda è entrata nel Gruppo Fratelli Pagani; nel 2022 ha acquisito Terravecchia, realtà siciliana specializzata in legumi e frutta secca, ampliando il portafoglio senza alterare il posizionamento: Cerreto resta esclusivamente bio, Terravecchia copre il convenzionale. Due brand distinti, pensati per non confondere il consumatore.
«I due brand sono complementari verso la distribuzione», ha spiegato Claudio Ferrari, responsabile vendite Italia di Cerreto Bio. «Il consumatore sa quello che sta comprando: Cerreto venderà sempre esclusivamente prodotto biologico».
Analisi fino a 400 molecole per lotto
Il controllo qualità parte dalle materie prime. Ogni lotto viene esaminato da laboratori accreditati a livello europeo su fino a 400 molecole diverse, per verificare l’assenza di fitofarmaci, diserbanti, funghicidi, insetticidi e conservanti. I risultati sono accessibili direttamente dal packaging tramite QR code, che rimanda alle analisi e alle certificazioni del lotto di produzione.
Le certificazioni comprendono gli standard Ifs e Brc Food, oltre alla certificazione biologica. L’etichettatura è stata rinnovata nel 2018 e aggiornata di recente con pack più informativi.
Il prodotto che ha stupito: i semi
I dati Nielsen sul category monitor di Cerreto Bio segnalano una crescita in doppia cifra per il biologico nel 2024, 2025 e nei primi mesi del 2026. Il segmento convenzionale è rimasto stazionario, sia a volume sia a valore.
Il prodotto che più ha sorpreso è stata la linea dei semi oleosi, in particolare quelli di chia e di zucca. Ferrari non ha usato giri di parole: «Sono le due referenze che hanno avuto una crescita esponenziale sia nel 2025 e sta proseguendo anche nel 2026. Parliamo anche di 100 di volume in più, cioè una roba molto impattante sui consumi». I semi di chia e di zucca, aggiunti nelle ricette di casa come nei preparati, hanno trascinato una crescita che Ferrari ha attribuito a un consumatore ormai strutturalmente più attento: «Nell’alimentazione vegetale il consumatore è più attento alle tematiche healthy. Il biologico fa sicuramente meglio rispetto a un’alimentazione non biologica».

Tre nuove zuppe, pronte in 20 minuti
A Tuttofood l’azienda ha presentato tre zuppe a cottura rapida, senza necessità di ammollo. La formula si basa su legumi spezzati o decorticati, cereali perlati, erbe e verdure essiccate. Due delle tre contengono anche semi — di zucca e di chia — la terza segue una ricetta tradizionale.
Nel dettaglio: la Zuppa Contadina Bio con legumi, orzo e verdure; la Zuppa Rustica Bio con semi di zucca e rosmarino; la Zuppa Mediterranea Bio con legumi, orzo, grano saraceno, verdure, semi di chia e origano, indicata come fonte di omega-3.
Energia solare al 100% e neutralità carbonica dal 2022
Sul fronte ambientale, l’azienda ha ampliato l’impianto fotovoltaico: fino al 2025 copriva circa il 50% del fabbisogno energetico con energia solare autoprodotta; i nuovi pannelli ad alta efficienza — integrati con sistemi di accumulo — portano ora la copertura al 100%. Dal 2022 Cerreto Bio è climaticamente neutra, dopo aver calcolato le proprie emissioni secondo il Greenhouse Gas Protocol e compensato la CO₂ residua attraverso il sostegno a un progetto eolico in India, in partnership con ClimatePartner.
La filiera è eterogenea ed è composta da fornitori italiani e internazionali, tutti però devo essere in possesso delle certificazioni necessarie e rispettare la normativa europea in materia. Tutto deve essere tracciatile e ogni fornitura viene, come detto, controllata all’arrivo in azienda. I fornitori, inoltre, vengono selezionati anche sulla base di criteri ambientali e sociali.
Internamente, l’azienda ha convertito parte del parco auto a veicoli elettrici, eliminato le capsule monouso per il caffè e introdotto stoviglie riutilizzabili per i dipendenti. Misure minori, certo, ma indicative di un approccio che parte dall’interno prima di comunicarlo all’esterno.
