Dalla Cantina Costaripa arriva la nuova annata del rosato simbolo della Valtènesi: finezza, sapidità e stile senza eccessi
Ci sono rosati che cercano il colore intenso e l’effetto immediato. E poi ci sono bottiglie che scelgono la via più sottile, quella della misura. La Cantina Costaripa con la nuova annata di RosaMara 2025, ha scelto di raccontare il Lago di Garda senza alzare la voce, lasciando che siano luce e materia a parlare nel calice.
Un rosato che nasce dalla Valtènesi
Nel versante bresciano del Lago di Garda, la Valtènesi ha costruito negli anni una propria identità nel mondo dei rosati. RosaMara 2025 si inserisce in questa tradizione con un assemblaggio che unisce Groppello Gentile, Marzemino, Sangiovese e Barbera, provenienti da vigne con oltre venticinque anni di età coltivate su suoli morenici ghiaiosi con presenza di argilla.
È un equilibrio che nasce dalla terra, dove la componente minerale contribuisce a dare tensione e una marcata impronta salina al vino.

Un’annata luminosa e concentrata
La 2025 è stata segnata da una primavera regolare e luminosa, seguita da un’estate calda che ha leggermente anticipato la vendemmia. Le uve sono arrivate in cantina in condizioni ottimali e la riduzione delle rese delle varietà rosse ha favorito una maggiore concentrazione e un equilibrio più definito.
La raccolta, effettuata manualmente alle prime ore del mattino, tutela l’integrità del frutto e preserva la freschezza aromatica.
La vinificazione a lacrima
La lavorazione segue la cosiddetta “vinificazione a lacrima”, tecnica che utilizza esclusivamente il mosto fiore, considerato la parte più pura dell’acino. Una parte del vino fermenta e affina per circa sei mesi in piccole botti di rovere bianco da 228 litri.
Questa scelta non punta a marcare il vino con il legno, ma a dare profondità e una tessitura più complessa, mantenendo al centro freschezza e precisione.
Il profilo nel calice
Il colore è chiarissimo, rosa perla. Al naso emergono pesca di vigna, piccoli frutti rossi, melograno e delicati richiami floreali, con una chiusura che richiama il mare. In bocca il sorso è secco, vibrante, sapido, sostenuto da una trama setosa e da una lunga persistenza agrumata.
È un rosato che non gioca sulla dolcezza né sulla semplice immediatezza, ma su equilibrio e precisione.
A tavola, oltre l’aperitivo
RosaMara 2025 si muove con naturalezza dall’aperitivo ai piatti di mare. Crudi di pesce, ricciola, dentice, capasanta scottata, pepata di cozze e insalate mediterranee trovano nel vino un compagno capace di accompagnare senza coprire.
La struttura, pur leggera, lascia intuire anche una discreta capacità di evoluzione nel tempo, caratteristica non sempre scontata nei rosati.
RosaMara 2025 conferma così una lettura del rosato che punta sulla finezza e sulla coerenza stilistica, restituendo nel bicchiere un’idea precisa dei vini dei Garda: luminosa, salina, misurata.
