Commercio estero Italia: tra dazi USA e opportunità globali

L’export italiano affronta sfide tra cali settoriali e nuovi mercati, con l’agroalimentare in crescita e incertezze sui dazi USA

Il commercio estero italiano si trova in una fase di delicata transizione, come emerge dagli ultimi dati Istat e dal rapporto Ice-Istat per il 2024 e i primi mesi del 2025. Dopo un 2024 che ha visto una modesta flessione delle esportazioni di merci (-0,4%), ma un netto miglioramento del saldo commerciale a 54,8 miliardi di euro grazie soprattutto alla contrazione delle importazioni di energia, il 2025 mostra segnali contrastanti.

A maggio 2025, si registra una contrazione congiunturale sia per le importazioni (-4,1%) che per le esportazioni (-2,3%). Su base annua, l’export diminuisce dell’1,9% in termini monetari e del 4,3% in volume, mentre l’import cala dell’1,7% in valore e del 2,4% in volume. Il saldo commerciale a maggio 2025 si attesta a 6,163 miliardi di euro, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente.

Export italiano agroalimentare ancora trainante
Export italiano agroalimentare ancora trainante

Focus sul settore agroalimentare

In questo panorama, il settore agroalimentare si conferma una delle punte di diamante del Made in Italy. Le esportazioni di “prodotti alimentari, bevande e tabacco” hanno registrato una crescita annua del +3,5% a maggio 2025 e un aumento tendenziale del +5,0% nel periodo gennaio-maggio 2025. Questo dato sottolinea la vitalità del comparto in un contesto generale più incerto. L’Italia detiene quote significative nell’export mondiale per prodotti come i “prodotti da forno e farinacei” (13,19% nel 2024). Le importazioni di prodotti alimentari, bevande e tabacco non sono dettagliate in termini di valori, ma il saldo positivo per i beni di consumo nel 2024, salito a 62,3 miliardi di euro, suggerisce una bilancia commerciale favorevole per questi prodotti.

Trend e mercati

Il commercio mondiale di beni è cresciuto del 2,3% nel 2024, trainato da un aumento dei volumi scambiati. Nonostante ciò, la quota di mercato dell’Italia sulle esportazioni mondiali di merci ha registrato una lieve diminuzione, passando dal 2,83% nel 2023 al 2,76% nel 2024.

Geograficamente, la quota italiana è diminuita in aree come l’Africa Settentrionale e l’America Settentrionale, mentre è aumentata nei Paesi europei non UE, in Oceania e in America centro-meridionale. La Germania rimane il principale mercato di sbocco per l’export italiano (11,4% nel 2024), seguita da Stati Uniti (10,4%) e Francia (10,0%). Tra i mercati più dinamici per l’Italia si segnalano Turchia, Spagna, Regno Unito, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mentre Cina e Germania mostrano andamenti meno vivaci. Le esportazioni verso gli Stati Uniti hanno mostrato un aumento annuo del +2,6% a maggio 2025, con un saldo commerciale positivo di 3,170 miliardi di euro, il più alto tra tutti i Paesi.

Export italiano agroalimentare ancora trainante

Prospettive 2025 e rischio dazi USA

Le prospettive per il 2025 sono caratterizzate da incertezze, in particolare per quanto riguarda i dazi commerciali. Il rapporto Ice sottolinea che oltre 6.000 imprese italiane, con più di 140.000 addetti, sono esposte a rischi elevati a causa della svolta protezionistica degli Stati Uniti. I settori più a rischio includono bevande, prodotti in metallo, farmaceutica, mobili e mezzi di trasporto. Queste aziende esportano oltre 11 miliardi di euro verso gli USA.

Sebbene la politica monetaria sia tornata espansiva, con tassi bancari più favorevoli, il ciclo economico in Europa e Italia rimane stagnante e sui mercati internazionali si addensano “fosche” relative all’export. La trattativa sui dazi con gli USA non sarà semplice, e si registra l’auspicio di un intervento della BCE per contrastare un euro troppo forte. La capacità di adattamento delle micro, piccole e medie imprese sarà cruciale per affrontare le mutevoli condizioni dei mercati internazionali.

 

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