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	<description>In viaggio nell&#039;universo dei sapori</description>
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		<title>Il nuovo frigorifero Miele aiuta a sprecare meno cibo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 07:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuori Menu]]></category>
		<category><![CDATA[elettrodomestici]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi prodotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Telecamere interne, umidità controllata e filtro antiodori: i due nuovi modelli Miele puntano sulla conservazione degli alimenti Controllare dal supermercato se in frigorifero c&#8217;è ancora il latte, senza telefonare a casa. È la funzione più concreta dei nuovi frigo-congelatori FrenchDoor di Miele, in arrivo in Italia in due versioni: il Kffd 6867 da posizionamento libero, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Telecamere interne, umidità controllata e filtro antiodori: i due nuovi modelli Miele puntano sulla conservazione degli alimenti</h2>
<p>Controllare dal supermercato se in frigorifero c&#8217;è ancora il latte, senza telefonare a casa. È la funzione più concreta dei nuovi frigo-congelatori FrenchDoor di Miele, in arrivo in Italia in due versioni: il <strong>Kffd 6867</strong> da posizionamento libero, in nero ossidiana, e il <strong>Kfmc 3844 Fd</strong> della gamma MasterCool III, da incasso. Entrambi hanno una dotazione che aiuta a far durare di più ciò che si compra e a ridurre il cibo che finisce nella pattumiera.</p>
<p>Il formato FrenchDoor prevede la parte frigorifero con due sportelli affiancati e il congelatore sotto, in cassetti. Cambiano il modo di installarlo e il livello di tecnologia, ma l&#8217;impostazione è la stessa.</p>
<h3>Vedere cosa c&#8217;è prima di fare la spesa</h3>
<p>Il modello da incasso ha quattro telecamere FoodView, che mostrano il contenuto del frigorifero direttamente dall&#8217;app Miele. Il vantaggio contro lo spreco è facile da intuire: si evita di ricomprare ciò che è già in casa e si nota prima il vasetto dimenticato in fondo a un ripiano, che altrimenti scade senza che nessuno se ne accorga.</p>
<figure id="attachment_66216" aria-describedby="caption-attachment-66216" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-66216" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor.jpg" alt="Miele frigo-congelatore a libera installazione FrenchDoor" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66216" class="wp-caption-text">Miele frigo-congelatore a libera installazione FrenchDoor</figcaption></figure>
<h3>Frutta e verdura più a lungo</h3>
<p>Sul fronte della conservazione, il Kffd 6867 usa la tecnologia PerfectFresh Active: un nebulizzatore bagna leggermente il contenuto dei cassetti e può limitare la perdita di umidità degli alimenti. Frutta e verdura, tra i prodotti che si rovinano con maggiore facilità, restano così fresche più a lungo. Il sistema comprende anche una zona regolata in automatico tra 0 e +3 °C.</p>
<p>Il Kfmc 3844 Fd ha invece la funzione MasterFresh Pro, che ottimizza umidità e temperatura di raffreddamento nei cassetti. L&#8217;interno è in acciaio inox spazzolato, scelto per l&#8217;aspetto e per la maggiore facilità di tenere puliti gli spazi dove si conservano i cibi.</p>
<figure id="attachment_66215" aria-describedby="caption-attachment-66215" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66215" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1.jpg" alt="Miele frigo-congelatore a libera installazione FrenchDoor" width="1920" height="1281" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1-1536x1025.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Miele-frigo-congelatore-a-libera-installazione-FrenchDoor-1-1068x713.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66215" class="wp-caption-text">Miele frigo-congelatore a libera installazione FrenchDoor</figcaption></figure>
<h3>Odori sotto controllo, ghiaccio senza ingombri</h3>
<p>Gli odori si formano quando alimenti diversi stanno a contatto o quando uno è conservato male, e possono passare da un cibo all&#8217;altro. Entrambi i modelli hanno il filtro a carboni attivi Longlife AirClean System, collocato nel flusso d&#8217;aria: si riattiva nel forno. Il Kffd 6867 è anche No Frost, quindi limita la formazione di ghiaccio all&#8217;interno.</p>
<p>Per l&#8217;acqua refrigerata e il ghiaccio la scelta è stata nascondere tutto dentro il frigorifero, per non alterare le linee esterne. Nel modello libero il pulsante dell&#8217;acqua è nel vano interno e il cassetto IceMaker, con paletta prendighiaccio, richiede l&#8217;allaccio alla rete idrica. Nel modello da incasso c&#8217;è un dispenser di ghiaccio integrato nel vano frigorifero.</p>
<p>Completano la dotazione dell&#8217;incasso l&#8217;illuminazione BrilliantLight Pro a strisce LED, l&#8217;apertura Push2open con una semplice pressione e i ripiani in vetro a tenuta stagna.</p>
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		<title>A Erbusco Chefs for Life cucina per il cuore dei bambini</title>
		<link>http://de-gustare.it/a-erbusco-chefs-for-life-cucina-per-il-cuore-dei-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 07:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 ottobre a L&#8217;Albereta 17 chef e otto stelle Michelin sostengono la cardiochirurgia pediatrica del Policlinico di Milano Diciassette chef e otto stelle Michelin riuniti in un&#8217;unica brigata, per una cena il cui incasso finirà in una sala operatoria pediatrica. Succede mercoledì 21 ottobre a L&#8217;Albereta Relais &#38; Châteaux di Erbusco, in Franciacorta, dove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il 21 ottobre a L&#8217;Albereta 17 chef e otto stelle Michelin sostengono la cardiochirurgia pediatrica del Policlinico di Milano</h2>
<p>Diciassette chef e otto stelle Michelin riuniti in un&#8217;unica brigata, per una cena il cui incasso finirà in una sala operatoria pediatrica. Succede mercoledì 21 ottobre a L&#8217;Albereta Relais &amp; Châteaux di Erbusco, in Franciacorta, dove Chefs for Life porta «Il Cuore delle Stelle batte per la Cura», quarto appuntamento della stagione solidale 2026. A beneficiarne sarà la Fondazione G. e D. De Marchi Ets, impegnata da oltre 40 anni nella ricerca scientifica e nella cura di bambini e adolescenti con tumori e gravi malattie.</p>
<p>Il ricavato, con una quota garantita in beneficenza di almeno il 33%, andrà al progetto della Fondazione per la nuova cardiochirurgia pediatrica del Policlinico di Milano. Un intero reparto sarà dedicato alla diagnosi e alla cura delle principali patologie cardiochirurgiche di neonati e bambini: cardiopatie congenite, malformazioni vascolari e cardiache.</p>
<figure id="attachment_66208" aria-describedby="caption-attachment-66208" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-66208" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta.jpg" alt="L'Albereta" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/LAlbereta-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66208" class="wp-caption-text">L&#8217;Albereta</figcaption></figure>
<h3>Un angiografo per operare con le immagini in tempo reale</h3>
<p>I fondi raccolti serviranno a comprare un angiografo Azurion 7 B20/15 Biplane Philips, apparecchio per la terapia guidata da immagini. «Questo sistema avanzato di terapia guidata da immagini è progettato per garantire ai piccoli pazienti un trattamento migliore e più sicuro, fornendo ai chirurghi una guida visiva in tempo reale ad altissima risoluzione durante i delicati interventi cardiaci e cardiovascolari», spiega Francesco Iandola, direttore esecutivo della Fondazione.</p>
<h3>Quarta tappa di un calendario che non si ferma</h3>
<p>Chefs for Life è una serie di cene benefiche in cui ogni appuntamento sostiene una realtà diversa. Nel 2026 la stagione è partita a maggio a Reggello, in provincia di Firenze, con oltre 30.000 euro per la nuova Biobank della Fondazione dell&#8217;ospedale pediatrico Meyer. L&#8217;8 giugno a Verona sono arrivati più di 25.000 euro per la ricerca sulla fibrosi cistica.</p>
<p>A luglio la tappa «Sotto le Stelle della Franciacorta» ha riunito 200 partecipanti e raccolto oltre 36.000 euro per la ricerca contro il melanoma. Con le prime tre serate la stagione ha quindi superato i 91.000 euro; il 21 ottobre la Franciacorta ospita il quarto appuntamento, stavolta con i bambini e le malattie del cuore al centro.</p>
<p>Il calendario proseguirà lunedì 16 novembre a Milano con «Le Stelle Accendono Milano», in programma al DaV Milano, nella Torre Allianz di piazza Tre Torri. Al momento non sono stati indicati la causa sostenuta e i dettagli della serata.</p>
<h3>La cucina di Marchesi come sfondo</h3>
<p>La scelta di L&#8217;Albereta ha un peso nella storia della cucina italiana. Il luogo nasce dalla visione della famiglia Moretti ed è legato a Gualtiero Marchesi, che qui ha firmato la cucina per 20 anni. Alta gastronomia, grandi vini e convivialità faranno da cornice a una serata pensata come momento di incontro attorno a un obiettivo comune. Al momento non sono stati indicati i piatti e i vini in programma.</p>
<h3>Come partecipare</h3>
<p>La partecipazione prevede una donazione di 300 euro, di cui almeno il 33% è destinato alla beneficenza. Informazioni e prenotazioni passano da Chantal van Dalen di WeWe Agency (<a class="autolink" href="mailto:chantal.vandalen@wewe.agency">chantal.vandalen@wewe.agency</a>).</p>
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		<title>A Mantova le Regioni europee chiedono più peso per Dop e Igp</title>
		<link>http://de-gustare.it/a-mantova-le-regioni-europee-chiedono-piu-peso-per-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 10:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuori Menu]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Indicazioni geografiche]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Dichiarazione di Mantova porta a Bruxelles sei priorità per le Indicazioni geografiche, un comparto da 20,7 miliardi di euro Le Regioni europee con prodotti Dop e Igp scrivono per la prima volta in un unico documento che cosa chiedono all&#8217;Unione europea. Si chiama Dichiarazione di Mantova e sarà firmata il 15 ottobre a Mantova, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La Dichiarazione di Mantova porta a Bruxelles sei priorità per le Indicazioni geografiche, un comparto da 20,7 miliardi di euro</h2>
<p>Le Regioni europee con prodotti Dop e Igp scrivono per la prima volta in un unico documento che cosa chiedono all&#8217;Unione europea. Si chiama Dichiarazione di Mantova e sarà firmata il 15 ottobre a Mantova, durante l&#8217;Assemblea generale di Arepo, l&#8217;Associazione delle Regioni europee dei prodotti di origine. Il testo indica alla Commissione europea le priorità da inserire nel Piano d&#8217;azione sulle Indicazioni geografiche, che Bruxelles sta preparando.</p>
<p>A firmare sarà Alessandro Beduschi, assessore all&#8217;Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia e presidente di Arepo. Il documento arriva alla fine del suo mandato, che ha dedicato proprio a questo risultato. «Le Indicazioni geografiche rappresentano un patrimonio economico prima ancora che produttivo: generano valore che resta legato ai territori, sostengono migliaia di imprese e contribuiscono a mantenere vive intere comunità rurali», spiega.</p>
<figure id="attachment_66204" aria-describedby="caption-attachment-66204" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66204" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi.jpg" alt="Alessandro Beduschi" width="1920" height="1281" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi-1536x1025.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Alessandro-Beduschi-1068x713.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66204" class="wp-caption-text">Alessandro Beduschi</figcaption></figure>
<h3>Dalla certificazione a una strategia</h3>
<p>L&#8217;idea di partenza è che ottenere una Dop o una Igp non sia un traguardo, ma l&#8217;inizio di un percorso di sviluppo. Da qui le sei priorità: sostenere le Indicazioni geografiche per tutto il loro ciclo di vita; trasformare la protezione giuridica in valore economico per i produttori; portare Dop e Igp più spesso nella vita quotidiana; preparare le filiere a innovazione, nuove competenze, ricambio generazionale e cambiamento climatico; riconoscere alle Regioni un ruolo diretto nella governance; costruire politiche su dati e obiettivi misurabili.</p>
<p>Beduschi la definisce «una risposta che viene dal basso, quindi dai territori, dalle regioni, alla globalizzazione». La globalizzazione, osserva, «ci relega a una guerra commerciale abbastanza spietata» contro chi produce quantità che l&#8217;Europa non può sostenere. Il sistema delle Indicazioni geografiche, aggiunge, «ci preserva da questo e ci rende unici, non delocalizzabili». I disciplinari, inoltre, certificano unicità e identità del prodotto e tutelano il reddito agricolo lungo la filiera.</p>
<p>Il testo è stato in parte negoziato con la Commissione, e a rendere il dialogo più solido ha contribuito l&#8217;allargamento dell&#8217;associazione. Le Indicazioni geografiche restano concentrate nel bacino mediterraneo, tra Spagna, Francia, Italia e Grecia, ma negli ultimi anni hanno aderito alcune regioni tedesche, mentre la Polonia e altri Paesi dell&#8217;Est si sono detti disponibili a partecipare, per ora come osservatori.</p>
<h3>Che cosa pesa la Dop economy</h3>
<p>I numeri spiegano la posta in gioco. In Italia la Dop economy vale 20,7 miliardi di euro (dati 2024, rapporto Ismea-Qualivita), con una crescita del 3,5%. L&#8217;export ha superato per la prima volta i 12,3 miliardi, in aumento dell&#8217;8,2%. Il sistema conta 328 consorzi di tutela, 184 mila operatori e oltre 864 mila occupati tra cibo, vino e bevande alcoliche.</p>
<p>La Lombardia è la regione che cresce di più: 2,9 miliardi di euro, il 13,1% in più in un anno, pari a circa il 16% del sistema agroalimentare regionale e al 14% del valore nazionale delle Indicazioni geografiche. Gli operatori sono 8.188 e i prodotti Dop, Igp e Stg (Specialità tradizionale garantita) sono 75.</p>
<p>Mantova vale da sola 700 milioni, con un balzo del 20,9% e 121 milioni di valore aggiunto in un anno: l&#8217;incremento assoluto più alto tra le province italiane in testa alla graduatoria. Insieme a Brescia, che supera il miliardo, raccoglie circa il 59% del valore lombardo di Dop e Igp. Secondo Beduschi, è anche l&#8217;unica provincia in Italia e in Europa a ospitare le due Dop che producono più valore, Grana Padano (2.185 milioni, +23,3%) e Parmigiano Reggiano (1.760 milioni, +10,1%).</p>
<p>In una fase in cui l&#8217;agricoltura italiana fatica sul ricambio generazionale, conta soprattutto dove arriva questo valore. Beduschi parla di una migliore distribuzione del reddito a favore della «parte più vulnerabile che è la prima parte, quella agricola, senza la quale non ci sarebbe il resto».</p>
<figure id="attachment_66205" aria-describedby="caption-attachment-66205" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66205" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin.jpg" alt="Grana Padano oriGin" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Grana-Padano-oriGin-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66205" class="wp-caption-text">Grana Padano oriGin</figcaption></figure>
<h3>Difendere le Dop fuori dall’Europa</h3>
<p>Sul fronte estero la Dichiarazione chiede di sostenere l’export e di contrastare frodi e imitazioni. Per Beduschi la pressione arriva da Paesi senza tradizione casearia che stanno avviando grandi produzioni di latte e che immettono sul mercato internazionale quantità destinate, spiega, a rendere «sempre più difficile competere sul prezzo». La risposta sta nella riconoscibilità: l’Europa è competitiva, aggiunge, «quando queste Indicazioni Geografiche fanno capire al consumatore la bontà, la qualità e la impossibilità di essere delocalizzati».</p>
<p>Il Piano d’azione della Commissione dovrebbe tradursi anche in aiuti europei per far entrare le Indicazioni geografiche nei mercati oltreoceano e in altri Paesi. Dal 2015, dopo Expo Milano, l’esperienza europea ha portato alla nascita di sistemi simili alle Dop nel Sud-Est asiatico, in Africa e nelle Americhe, con il sostegno dell’Unione europea e di oriGIn. Restano però l’agropirateria e l’Italian sounding, cioè le imitazioni che richiamano l’origine italiana senza averla. Un lavoro di diplomazia con tutte le parti può aiutare a creare canali di vendita sicuri per le Indicazioni geografiche, anche a tutela dei consumatori esteri che avranno la certezza di comperare il prodotto originale e non una imitazione. Il confronto è però con realtà cooperative e industriali molto più grandi, con capacità di marketing diverse.</p>
<h3>Turismo, scuole e un Expo itinerante</h3>
<p>La Dichiarazione chiede di collegare Dop e Igp agli itinerari enogastronomici, ai siti Unesco e al patrimonio culturale. Propone una Giornata europea delle Indicazioni geografiche e un Expo itinerante, che Arepo e oriGIn, l&#8217;associazione mondiale dei produttori, vorrebbero portare nelle piazze delle capitali europee a partire dal 2027, con il supporto tecnico-scientifico di Qualivita.</p>
<p>Il punto, spiega Beduschi, è che le Indicazioni geografiche, «oltre a essere meravigliose, devono essere maggiormente conosciute e apprezzate»: i marchi colorati di Dop e Igp restano spesso poco noti ai consumatori, che ne ignorano il significato più profondo. L&#8217;obiettivo è far capire il valore del prodotto e favorirne la presenza nelle case, nelle mense scolastiche, nella ristorazione collettiva e nei ristoranti.</p>
<p>Il turismo è già un banco di prova. Nel 2025 in Italia sono state censite 667 attività di turismo Dop e 292 eventi, questi ultimi in crescita del 26% in un anno. In Lombardia le attività sono 61, otto in più rispetto al 2024, legate a 62 prodotti e promosse da 32 consorzi di tutela riconosciuti.</p>
<h3>Cooperazione e salute: i due convegni</h3>
<p>Intorno all&#8217;Assemblea si sviluppano due giornate di incontri. Il 15 ottobre alle 15, al Teatro Bibiena, il convegno <em>Quale futuro per la cooperazione lattiero-casearia lombarda?</em> affronta il ruolo delle cooperative nella filiera. La Lombardia produce il 47% del latte italiano e il 72% del Grana Padano. Beduschi cita due studi: per Nomisma la cooperazione garantisce al comparto agricolo un valore aggiunto del 16% in più, per Confcooperative si arriva fino al 35% rispetto a un modello più industriale. Tra le ipotesi, la creazione di piattaforme comuni per sfruttare economie di scala.</p>
<p>Il 16 ottobre alle 14, alla Casa del Mantegna, il convegno <em>Formaggi Dop e salute: un dibattito scientifico</em>, promosso da Aral (Associazione regionale allevatori della Lombardia) e Arepo, con la regia scientifica di Luigi Bonizzi dell&#8217;Università degli Studi di Milano, mette a confronto ricercatori ed esperti su sicurezza alimentare, qualità, proprietà nutrizionali e salute. Tra gli scopi dichiarati, smontare i pregiudizi che colpiscono i formaggi duri come Grana Padano e Parmigiano Reggiano.</p>
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		<title>A Cembra torna Caneve en festa, la cena di caneva in caneva</title>
		<link>http://de-gustare.it/a-cembra-torna-caneve-en-festa-la-cena-di-caneva-in-caneva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 09:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Otto tappe tra Trento Doc, Lambrusco e grappa negli avvolti del borgo, sabato 17 ottobre, con musica, arte e un escape game Una cena da mangiare camminando, da una cantina all&#8217;altra, con otto calici e otto piatti diversi. Sabato 17 ottobre il centro storico di Cembra, in Trentino, ospita la tredicesima edizione di Caneve en [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Otto tappe tra Trento Doc, Lambrusco e grappa negli avvolti del borgo, sabato 17 ottobre, con musica, arte e un escape game</h2>
<p>Una cena da mangiare camminando, da una cantina all&#8217;altra, con otto calici e otto piatti diversi. Sabato 17 ottobre il centro storico di Cembra, in Trentino, ospita la tredicesima edizione di Caneve en festa, organizzata dall&#8217;Associazione Turistica Val di Cembra. Le <em>caneve</em>, le cantine ricavate negli avvolti del borgo, diventano le tappe di un percorso tra spumanti, vini, grappe e specialità delle Valli di Cembra e Fiemme.</p>
<p>La formula è quella di sempre e che ogni anno richiama centinaia di partecipanti, anche da fuori provincia. Il ritrovo è dalle 16 all&#8217;Oratorio di Cembra, con partenze scaglionate ogni mezz&#8217;ora fino alle 20.30, in modo che ciascuno possa fare il giro con i propri tempi.</p>
<figure id="attachment_66212" aria-describedby="caption-attachment-66212" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66212" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa.jpg" alt="Caneve en festa" width="1920" height="1279" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1024x682.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1536x1023.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1068x711.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66212" class="wp-caption-text">Caneve en festa</figcaption></figure>
<h3>Otto tappe, dal Trento Doc agli strauben</h3>
<p>Si parte con il Trento Doc, servito con un crostone di tartare di Carne Salada del Trentino Igp di Casa Largher. Nella seconda caneva tocca al Müller Thurgau, abbinato alla polenta preparata dagli Alpini e alla tosella cucinata dal Caseificio Sociale di Cavalese. Il Gewürztraminer arriva alla terza tappa insieme alle mezze maniche Felicetti, mantecate con burro alle erbe e Trentingrana dalla Locanda Ca&#8217; dei Volti.</p>
<p>Poi i rossi. La Schiava accompagna würstel e crauti della Macelleria Zanotelli; il Pinot Nero va con una minestra calda di farro d&#8217;autunno, ancora a cura delle cuoche di Ca&#8217; dei Volti.</p>
<p>La sesta caneva esce dai confini trentini. Il Lambrusco di Sorbara e il Lambrusco Grasparossa vengono proposti con tigelle e crescentine farcite di pesto modenese e Parmigiano Reggiano, a cura di I Custodi del Lambrusco e Dream Team Modna.</p>
<p>Si passa quindi ai dolci: i biscotti artigianali Birichini del Panificio Tarter di Ville di Fiemme, con un calice di liquore alla frutta. L&#8217;ultima tappa resta fedele alla tradizione, con la grappa trentina e gli strauben alla marmellata cucinati dalle nonne cembrane.</p>
<p>Sono previste variazioni per celiaci e vegetariani, da segnalare al momento della prenotazione. Per chi non beve alcolici esiste un ticket analcolico.</p>
<figure id="attachment_66211" aria-describedby="caption-attachment-66211" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66211" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1.jpg" alt="Caneve en festa" width="1920" height="1279" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1-1024x682.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1-1536x1023.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Caneve-en-festa-1-1068x711.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66211" class="wp-caption-text">Caneve en festa</figcaption></figure>
<h3>Curling, sculture ed enigmi</h3>
<p>Lungo il percorso c&#8217;è una tappa in più, la «Stone en Caneva», realizzata con i curler dei CR4: una pausa con Müller Thurgau e Trentingrana offerti, che mette insieme due realtà del territorio, il curling e il vino.</p>
<p>Una caneva è invece riservata alla mostra di sculture «Anima e metallo» di Giorgio Zanettin. Chi preferisce mettersi alla prova può partecipare alla Caneva Escape, una sfida per gruppi da tre a cinque persone: un enigma legato alla vita in caneva da risolvere tra indizi e prove. Si gioca solo su prenotazione, chiamando il 393.5503104, e i posti sono limitati.</p>
<h3>Musica e prenotazioni</h3>
<p>A scandire la serata ci sono quattro formazioni: il duo acustico folk rock trentino Unshods, il duo Malegria in versione unplugged, la fisarmonica del maestro Marco e i Niutenti. Alle 21, in Piazza Toniolli, è in programma lo spettacolo «Let&#8217;s go» del gruppo Country Line Dance.</p>
<hr />
<p><em>La prenotazione è obbligatoria e i posti sono limitati: ci si iscrive al <a href="https://bit.ly/CaneveEnFesta26" target="_blank" rel="noopener">link</a>.</em></p>
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		<title>A Laces il Piris Jagdhof unisce spa e alta cucina</title>
		<link>http://de-gustare.it/a-laces-il-piris-jagdhof-unisce-spa-e-alta-cucina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Felician]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[hotel]]></category>
		<category><![CDATA[ospitalità]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Val Venosta un quattro stelle superior con 47 camere, cena a sette portate e progetto Piris Local. A 25 chilometri, Merano Il Piris Jagdhof di Laces è un quattro stelle superior della Val Venosta, con 47 camere e la calda gestione della famiglia Pirhofer, proprietaria fin dalla costruzione dell&#8217;albergo negli anni Sessanta. Essendo associato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>In Val Venosta un quattro stelle superior con 47 camere, cena a sette portate e progetto Piris Local. A 25 chilometri, Merano</h2>
<p>Il <strong>Piris Jagdhof</strong> di Laces è un quattro stelle superior della Val Venosta, con 47 camere e la calda gestione della famiglia Pirhofer, proprietaria fin dalla costruzione dell&#8217;albergo negli anni Sessanta. Essendo associato a tre prestigiose catene, Belvita Hotels, Dolce Vita e Bike Hotel, ha una significativa attenzione al benessere, alla cucina gourmet, alla bicicletta e in generale a tutte le attività all&#8217;aria aperta. La spa occupa una parte importante della struttura, con sei saune tra finlandesi, a vapore, bio e <em>laconium</em>, due piscine, tre idromassaggi e quattro sale relax, ma è soprattutto la cucina a rappresentare uno dei tratti distintivi dell&#8217;esperienza alberghiera. Si parte al mattino con un grande buffet per la prima colazione, con molti piatti cucinati sul momento e serviti espressi. Nel pomeriggio è compresa una pausa dolce, secondo la formula dei tre quarti di pensione. Alla sera la cena al tavolo si compone di sette portate variate giorno per giorno e a seconda della stagionalità.</p>
<h3>Roland e la cucina tra montagna e mare</h3>
<p>Alla guida della cucina c&#8217;è Roland, originario di Silandro e da sei anni chef dello Jagdhof. Il suo percorso professionale è iniziato proprio qui come stagista, è proseguito con esperienze all&#8217;estero e lo ha poi riportato in Val Venosta. La cucina proposta dall&#8217;albergo combina prodotti e riferimenti della tradizione di montagna con elementi provenienti dalla cucina di mare. Il risultato è una proposta che non si limita alla gastronomia altoatesina, ma alterna carne, pesce, verdure e preparazioni di impostazione contemporanea.</p>
<figure id="attachment_66195" aria-describedby="caption-attachment-66195" style="width: 1536px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66195" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piatto.png" alt="Piris Jagdhof piatto" width="1536" height="1024" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piatto.png 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piatto-300x200.png 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piatto-1024x683.png 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piatto-768x512.png 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piatto-150x100.png 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piatto-696x464.png 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piatto-1068x712.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption id="caption-attachment-66195" class="wp-caption-text">Piris Jagdhof piatto</figcaption></figure>
<h3>Il menu classico</h3>
<p>Il menu classico permette di leggere bene questa impostazione. Si comincia con la Piris Ciabatta e l&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, poi un buffet di insalate, salse e vinaigrette. L&#8217;antipasto può comprendere una terrina, fegato di pollame, tramezzino, mela cotogna, nocciola e mela: ingredienti diversi riuniti in una composizione che mette insieme prodotti locali e tecnica gastronomica.</p>
<p>La sequenza prosegue con un consommé di manzo con frittatine ed erbe aromatiche e quindi con i taglierini alle vongole, al pomodoro, vino bianco e prezzemolo. Questo piatto rende evidente l&#8217;idea di una cucina che non vuole rimanere confinata alla montagna.</p>
<p>Tra le portate principali bisogna effettuare una scelta. Da una parte il manzo, con petto brasato, broccoli e gratin di patate di montagna della Val Martello; dall&#8217;altra la triglia con cassoulet di fagioli, cipolla rossa ed erbe aromatiche. Il dessert porta ancora una volta il territorio nel piatto: prugne, pasta frolla, crema alla vaniglia e gelato al latte di neve della Val Venosta. Chiude il percorso un buffet di formaggi dell&#8217;Alto Adige e d&#8217;Italia, accompagnati da mostarde e frutta fresca.</p>
<h3>Il menu vegetariano</h3>
<p>Il menu vegetariano segue una logica autonoma, non semplicemente sostitutiva. Comprende spuma di burrata con pomodoro del contadino, basilico e crumble all&#8217;oliva; gnocchi con mascarpone, pera, scamorza e noce; quindi curry di lenticchie con citronella, verdure miste e riso basmati. Il dessert è una panna cotta al rosmarino con crumble alla mandorla e pesca.</p>
<figure id="attachment_66196" aria-describedby="caption-attachment-66196" style="width: 1536px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66196" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piscina.png" alt="Piris Jagdhof piscina" width="1536" height="1024" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piscina.png 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piscina-300x200.png 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piscina-1024x683.png 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piscina-768x512.png 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piscina-150x100.png 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piscina-696x464.png 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Piris-Jagdhof-piscina-1068x712.png 1068w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /><figcaption id="caption-attachment-66196" class="wp-caption-text">Piris Jagdhof piscina</figcaption></figure>
<h3>Piris Local e la cantina</h3>
<p>Un elemento centrale della filosofia gastronomica è appunto il progetto <em>Piris Local</em>. I piatti contrassegnati con questo riferimento sono preparati esclusivamente con ingredienti a chilometro zero provenienti dalla regione, con l&#8217;obiettivo di sostenere gli agricoltori locali e ridurre i trasporti. La proposta è completata da una cantina articolata, con vini altoatesini sia al calice sia in bottiglia e una selezione che comprende etichette italiane e internazionali. Il vino ha inoltre un referente nella famiglia, il figlio Hannes, che segue personalmente il settore, organizza degustazioni e accompagna gli ospiti nelle cantine della zona.</p>
<p>La ristorazione dello Jagdhof è costruita su tre elementi: stagionalità, rapporto con il territorio e varietà della proposta. La cucina venostana rimane il punto di riferimento geografico, ma viene interpretata senza rinunciare a ingredienti e tecniche che guardano anche oltre le Alpi.</p>
<h3>Da Laces a Merano: Castel Trauttmansdorff</h3>
<p>Il Piris Jagdhof è anche un ottimo punto di partenza per conoscere il territorio circostante. La località turistica più conosciuta è senza dubbio Merano, perla del turismo in Alto Adige fin dall&#8217;inizio del Novecento, che dista 25 chilometri circa. A Merano il rapporto tra natura, storia e turismo trova una sintesi particolare nel complesso di <strong>Castel Trauttmansdorff</strong>. Al centro dei suoi oltre 12 ettari di giardini sorge infatti il castello che ospita il <strong>Touriseum</strong>, il Museo provinciale del turismo dell&#8217;Alto Adige. È un luogo nel quale la Provincia autonoma di Bolzano ha concentrato due aspetti fondamentali della propria storia: il paesaggio e la lunga trasformazione del territorio attraverso il turismo.</p>
<h3>Il Touriseum: 250 anni di turismo alpino</h3>
<p>Il Touriseum è il primo museo dell&#8217;arco alpino interamente dedicato alla storia del fenomeno turistico. Il percorso permanente si sviluppa attraverso 20 sale e racconta circa 250 anni di turismo alpino, alternando il punto di vista dei visitatori a quello degli abitanti. Il tema non viene affrontato soltanto con documenti e oggetti: modellini, filmati, effetti sonori, installazioni e un grande flipper dedicato al turismo altoatesino rendono la visita particolarmente adatta anche a una fruizione familiare.</p>
<p>La storia raccontata dal museo è anche la storia di un cambiamento economico e sociale. Dalle prime esplorazioni delle Alpi alla nascita delle città di cura, dall&#8217;epoca dei grandi alberghi alla Prima guerra mondiale, fino allo sviluppo del turismo moderno, l&#8217;allestimento mostra come l&#8217;arrivo dei visitatori abbia modificato il territorio e la vita dei suoi abitanti. Il castello stesso diventa così parte della narrazione: fu scelto dall&#8217;imperatrice Elisabetta d&#8217;Austria per i suoi soggiorni meranesi e rappresenta una delle vicende che aiutano a comprendere la nascita della vocazione turistica della città.</p>
<h3>I Giardini e la serra</h3>
<p>All&#8217;esterno, i Giardini di Castel Trauttmansdorff propongono invece un viaggio nella botanica. Qui si incontrano paesaggi floreali e piante provenienti da diverse parti del mondo, inseriti nella cornice mediterranea di Merano. Le piante alpine ed esotiche convivono in differenti ambienti e il percorso permette di osservare il rapporto tra specie, paesaggio e clima. Il giardino comprende oltre 80 paesaggi e si sviluppa lungo un dislivello di circa 100 metri, offrendo anche punti panoramici sulla città e sulle montagne. Percorsi, corsi d&#8217;acqua e stazioni interattive trasformano la visita in un&#8217;esperienza che può avere anche una funzione didattica, particolarmente adatta a bambini e famiglie. La serra, realizzata nel 2014, completa questo rapporto tra botanica, divulgazione e osservazione delle piante.</p>
<hr />
<p><em>Per maggiori informazioni sulla struttura alberghiera <a href="http://www.jagdhof.com/">www.jagdhof.com</a>, mentre per programmare una visita al Castel Trauttmansdorff e ai sui giardini <a href="http://www.trauttmansdorff.it/">www.trauttmansdorff.it</a>.</em></p>
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		<title>Céréal propone le Madeleine senza glutine per i celiaci</title>
		<link>http://de-gustare.it/cereal-propone-le-madeleine-senza-glutine-per-i-celiaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 07:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[celiachia]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi prodotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sette monoporzioni con farina di riso, senza latte e lattosio: la merenda francese per chi evita il glutine, in farmacia e online La Madeleine che Marcel Proust inzuppa nella tisana di tiglio e che in Alla ricerca del tempo perduto fa riaffiorare i ricordi ha ora una versione per i celiaci. Céréal, che ha una [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Sette monoporzioni con farina di riso, senza latte e lattosio: la merenda francese per chi evita il glutine, in farmacia e online</h2>
<p>La Madeleine che Marcel Proust inzuppa nella tisana di tiglio e che in <em>Alla ricerca del tempo perduto</em> fa riaffiorare i ricordi ha ora una versione per i celiaci. Céréal, che ha una linea dedicata ai prodotti senza glutine, propone il dolcetto francese a forma di conchiglia con farina di riso, senza latte e lattosio, in sette monoporzioni incartate una per una. Si trova in farmacia, nei negozi specializzati e online su <a class="autolink" href="https://nutrishopping.it/">nutrishopping.it</a>.</p>
<h3>Riso e patate al posto del grano</h3>
<p>La Madeleine è una merendina morbida della tradizione francese, riconoscibile dalla forma a conchiglia. Nella versione Céréal il grano è sostituito da farina di riso, fecola di patate e amido di riso. Secondo l&#8217;azienda, la farina di riso rende l&#8217;impasto più leggero.</p>
<p>Gli altri ingredienti sono uovo, zucchero e olio di girasole alto oleico (17,4%), con soli aromi naturali. Il gusto è dolce e delicato, pensato per la colazione o per la merenda, magari accanto a una tazza di tè.</p>
<figure id="attachment_66190" aria-describedby="caption-attachment-66190" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66190" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine.jpg" alt="Madeleine Ceréal senza glutine" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Madeleine-Cereal-senza-glutine-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66190" class="wp-caption-text">Madeleine Céréal senza glutine</figcaption></figure>
<h3>Pensata per i celiaci, ma adatta a tutti</h3>
<p>Per chi ha la celiachia l&#8217;unica cura è la dieta senza glutine, e la merenda è uno dei momenti in cui la scelta si restringe. In Europa la dicitura «senza glutine» può comparire in etichetta solo se il prodotto contiene meno di 20 mg di glutine per chilo. Nell&#8217;elenco degli ingredienti delle Madeleine non figurano frumento, orzo, segale o altri cereali con glutine.</p>
<p>La ricetta è priva anche di latte e lattosio, dato utile a chi deve evitare i latticini oltre al glutine. Contiene invece uova e può contenere soia e frutta a guscio, un&#8217;indicazione da tenere presente in caso di allergie.</p>
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		<title>Obesità, i nuovi farmaci cambiano la cura ma servono regole</title>
		<link>http://de-gustare.it/obesita-i-nuovi-farmaci-cambiano-la-cura-ma-servono-regole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;Obesity Day alle linee guida Oms per i ragazzi: le nuove terapie cambiano la cura, la Sardegna prova a renderle accessibili Più di un immigrato su due, il 51%, dice di essere ingrassato dopo l&#8217;arrivo in Italia. Il dato emerge da un questionario online della Fondazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Dall&#8217;Obesity Day alle linee guida Oms per i ragazzi: le nuove terapie cambiano la cura, la Sardegna prova a renderle accessibili</h2>
<p>Più di un immigrato su due, il 51%, dice di essere ingrassato dopo l&#8217;arrivo in Italia. Il dato emerge da un questionario online della Fondazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) ed è il punto di partenza dell’ultimo Obesity Day, la campagna di prevenzione di sovrappeso e obesità che è arrivata arriva alla ventiseiesima edizione. Il tema scelto è «La salute parla tutte le lingue»: servono messaggi comprensibili anche a chi ha alle spalle un&#8217;altra cucina e un&#8217;altra lingua.</p>
<p>Le risposte raccontano un cambiamento rapido. L&#8217;82% degli intervistati ha modificato le proprie abitudini alimentari, il 72% mangia più spesso cibi «italiani» e il 36% porta in tavola solo raramente, o mai, i piatti del proprio Paese. Sovrappeso e obesità riguardano circa un terzo del campione. Si tratta di un sondaggio compilato volontariamente, quindi un&#8217;indicazione più che una misura precisa, ma la direzione è chiara. Al termine del questionario è possibile scaricare un decalogo e una piramide alimentare tradotti in più lingue.</p>
<h3>Un problema che riguarda tutti</h3>
<p>I numeri nazionali spiegano perché la prevenzione resti al centro. Secondo l&#8217;Istat, nel 2025 il 46,4% degli adulti italiani era in eccesso di peso e l&#8217;11,6% viveva con l&#8217;obesità. Vito Amendolara, presidente dell&#8217;Osservatorio nazionale dieta mediterranea, ricorda che l&#8217;Italia è stato il primo Paese al mondo a riconoscere per legge l&#8217;obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. Per lui il primato conta solo se cambia ciò che accade nei giorni senza campagne.</p>
<p>Amendolara chiede l&#8217;educazione alimentare come materia scolastica, controlli sulla pubblicità ingannevole e limiti al marketing di cibi poco salutari rivolto ai minorenni. Cita l&#8217;esempio della Campania: tra i 3 e i 17 anni il 36,8% dei ragazzi è in sovrappeso o obeso, contro il 26% della media nazionale.</p>
<figure id="attachment_66170" aria-describedby="caption-attachment-66170" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66170" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio.jpg" alt="Salute e Crescita in Equilibrio" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Salute-e-Crescita-in-Equilibrio-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66170" class="wp-caption-text">Immagine creata con IA</figcaption></figure>
<h3>I farmaci, oltre la perdita di peso</h3>
<p>Accanto alla prevenzione corre la ricerca sui farmaci. Dopo semaglutide e tirzepatide, le molecole che imitano gli ormoni intestinali chiamati incretine, arrivano nuove versioni. Nel 2026 la Food and Drug Administration statunitense ha dato una prima approvazione alle pillole a base di semaglutide orale e di orforglipron. Le compresse non richiedono la catena del freddo e sono più semplici da assumere ogni giorno, ma di solito funzionano un po&#8217; meno delle iniezioni.</p>
<p>Il passo successivo si chiama retatrutide, un farmaco ancora sperimentale che agisce su tre ormoni del metabolismo. Lo studio Triumph-1, pubblicato sul <em>New England Journal of Medicine</em>, riporta che alle dosi più alte più di un paziente su tre ha perso almeno il 30% del peso iniziale, un risultato finora vicino a quello della chirurgia bariatrica. Le apnee notturne si sono dimezzate, l&#8217;infiammazione misurata con la proteina C reattiva è scesa del 60% e tra chi aveva il prediabete nove persone su dieci sono tornate a una glicemia normale. L&#8217;approvazione negli Stati Uniti è attesa all&#8217;inizio del 2027.</p>
<p>Gli specialisti riuniti in un workshop romano, organizzato con il contributo non condizionato di Lilly, hanno parlato di benefici su cuore, fegato e articolazioni. Più prudente il capitolo sul cervello: gli effetti contro le malattie neurodegenerative sono ipotesi basate su studi preclinici, senza ancora prove sull&#8217;uomo.</p>
<h3>Le insidie delle terapie</h3>
<p>Questi farmaci non sono una scorciatoia. Con tirzepatide, circa il 25% del peso perso è massa magra, cioè muscolo, e preservarlo è una delle sfide aperte. Alla sospensione, inoltre, si recupera in genere circa due terzi dei chili persi nel giro di un anno, con una perdita progressiva dei benefici metabolici e cardiovascolari. Per questo gli esperti li descrivono come terapie di lungo periodo, da affiancare ad attività fisica, dieta e supporto psicologico.</p>
<h3>Bambini e ragazzi: le linee guida Oms</h3>
<p>La cautela è ancora maggiore con i più giovani. Nel 2024 vivevano con l&#8217;obesità 170 milioni di bambini e adolescenti tra i 5 e i 19 anni, l&#8217;8% della fascia d&#8217;età contro il 2% del 1990. L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato le prime linee guida dedicate: niente farmaci, chirurgia o dispositivi per la perdita di peso fino a nove anni.</p>
<p>Dai 10 ai 19 anni i farmaci approvati possono essere presi in considerazione solo dopo il fallimento di un programma supervisionato su alimentazione, movimento e comportamenti. La chirurgia bariatrica resta per i casi di obesità grave, a condizioni rigorose. Le linee guida chiedono anche di curare in parallelo ansia, depressione e bassa autostima, perché stigma e bullismo pesano sul benessere emotivo.</p>
<p>In Italia, secondo l&#8217;Istituto superiore di sanità, tra i bambini di otto-nove anni uno su dieci ha l&#8217;obesità e quasi uno su cinque è in sovrappeso. La Società italiana metabolismo diabete obesità (Simdo) ha tradotto le indicazioni in cinque raccomandazioni: mai prima dei 10 anni e mai come primo passo, niente fai da te né acquisti online, un&#8217;équipe con pediatra, specialista, nutrizionista e psicologo, controlli costanti nel tempo e pari opportunità di cura a prescindere dal reddito.</p>
<h3>La proposta sarda</h3>
<p>Proprio sul tema dell&#8217;accesso è nata in Sardegna una proposta di legge presentata da Stefano Schirru, consigliere regionale di Alleanza Sardegna, e sottoscritta da tutti i gruppi di minoranza. «A parità di bisogno, chi può permettersi il farmaco si cura, mentre gli altri rinunciano», spiega Schirru.</p>
<p>Il testo prevede una sperimentazione di tre anni per le persone con obesità, o con sovrappeso e patologie correlate, anche senza diabete. I prezzi sarebbero ridotti con acquisti centralizzati o convenzioni, mentre la gratuità verrebbe riconosciuta ai pazienti fragili in base all&#8217;Isee. La dotazione complessiva è di 3,5 milioni di euro: 300.000 nel 2026, 1,5 milioni nel 2027 e 1,8 milioni nel 2028.</p>
<p>La prescrizione passerebbe solo da centri ospedalieri specialistici, con piani terapeutici e controlli, anche per scoraggiare l&#8217;acquisto autonomo. In Sardegna sono circa 160.000 le persone con obesità, l&#8217;8-9% della popolazione. Secondo Schirru la Lombardia ha già approvato una legge simile e il Piemonte si prepara a farlo; l&#8217;isola sarebbe la terza regione. Il presidente nazionale della Simdo, Giancarlo Tonolo, ha giudicato la proposta un passo giusto: l&#8217;accesso alle cure, afferma, non può dipendere dalla possibilità di pagarle.</p>
<h3>Cosa cambierebbe per la società</h3>
<p>Ridurre l&#8217;obesità significherebbe prima di tutto meno diabete di tipo 2 e meno malattie cardiovascolari, due complicanze che oggi pesano su pazienti, famiglie e sistema sanitario. Per Schirru intervenire adesso può evitare o ritardare quei problemi e, nel tempo, far scendere i costi di farmaci, visite e ricoveri; la sperimentazione servirebbe proprio a misurare benefici e sostenibilità.</p>
<p>Il vantaggio non sarebbe solo sanitario. Un ragazzo curato in tempo, e senza stigma, ha più possibilità di crescere bene, di studiare e di stare con gli altri. Come ricorda l&#8217;Obesity Day, l&#8217;obesità va letta come una malattia e non come una questione estetica. I numeri da cui ripartire sono quelli dell&#8217;Istat: nel 2025 quasi un adulto su due era in eccesso di peso, e più di uno su dieci, l&#8217;11,6%, aveva l&#8217;obesità.</p>
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		<title>Jazz &#038; Wine of Peace: a Cormòns il jazz supera il confine</title>
		<link>http://de-gustare.it/jazz-wine-of-peace-a-cormons-il-jazz-supera-il-confine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 09:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 22 al 25 ottobre la ventinovesima edizione porta il jazz in 21 luoghi del Collio friulano e sloveno, tra cantine e teatri Quattro giorni, 21 luoghi e un confine da attraversare con il programma in mano. Dal 22 al 25 ottobre Cormòns ospita la ventinovesima edizione di Jazz &#38; Wine of Peace, il festival [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Dal 22 al 25 ottobre la ventinovesima edizione porta il jazz in 21 luoghi del Collio friulano e sloveno, tra cantine e teatri</h2>
<p>Quattro giorni, 21 luoghi e un confine da attraversare con il programma in mano. Dal 22 al 25 ottobre Cormòns ospita la ventinovesima edizione di Jazz &amp; Wine of Peace, il festival che porta concerti e degustazioni tra cantine, teatri e dimore storiche del Collio, sul versante friulano e su quello sloveno.</p>
<p>Il nome dice già l&#8217;idea: il jazz e il vino messi insieme in nome di una rinnovata pace tra i popoli. L&#8217;organizza il Circolo Controtempo, la direzione artistica è di Enrico Bettinello. Con le anteprime gli appuntamenti sono 27, sparsi su un territorio intero: per seguire il festival bisogna spostarsi.</p>
<figure id="attachment_66177" aria-describedby="caption-attachment-66177" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66177" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio.jpg" alt="Paesaggio del Collio" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Paesaggio-del-Collio-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66177" class="wp-caption-text">Paesaggio del Collio</figcaption></figure>
<h3>Il Collio come palcoscenico</h3>
<p>Si ascolta musica in un castello, in un&#8217;abbazia, in una villa, in cantina. Quest&#8217;anno entrano nel circuito Villa Russiz e Russiz Superiore a Capriva del Friuli, la Cantina Livon a Dolegnano e la Tenuta della Casa a Cormòns, che si aggiungono a realtà già legate al festival come Borgo San Daniele, Polje e Gradis&#8217;ciutta.</p>
<p>Il formato Jazz&amp;Taste è quello più vicino al mondo del vino: tre concerti all&#8217;ora di pranzo in cantina, con la degustazione dei vini del produttore. Si va dal violoncello e dall&#8217;elettronica di Livia De Romanis a Borgo San Daniele, giovedì 22, ai Rivocs a Polje, venerdì 23, fino al duo Zampini e Boni alla Tenuta della Casa, domenica 25.</p>
<p>Anche le strade di Cormòns entrano nel programma. Giovedì sera la Funkasin Street Band, undici fiati e tre percussioni, attraversa il centro storico a passo di funk. Nel fine settimana l&#8217;Enoteca ospita i dj set della seconda serata, e domenica la chiusura è affidata al Dac Trio.</p>
<h3>Un festival che passa il confine</h3>
<p>Il Collio è un territorio a cavallo di due Paesi, e il festival ne segue la geografia. In Slovenia si suona a Vila Vipolže e al Kulturni Dom di Nova Gorica, dove gli Shake Stew festeggiano dieci anni di attività. Due progetti nascono dalla collaborazione con festival sloveni: il trio del violoncellista Gal Golob con il Jazz Cerkno, e il concerto di Pasquale Mirra, commissionato dal Ljubljana Jazz Festival, ispirato al poeta Srečko Kosovel a cento anni dalla sua scomparsa.</p>
<p>Il programma mette in fila musicisti di molte provenienze. L&#8217;Antidote, che sabato mattina suona alla Cantina Livon, riunisce un pianista libanese, un violoncellista albanese e un percussionista iraniano. Prima dell&#8217;apertura, tra il 17 e il 19 ottobre, le anteprime comprendono un incontro tra danza e jazz e il concerto del Coro Audite Juvenes nel Duomo di Cormòns in ricordo delle due vittime della frana di Brazzano, nel novembre 2025.</p>
<figure id="attachment_66176" aria-describedby="caption-attachment-66176" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66176" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno.jpg" alt="Jw25 - Federico Calcagno" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Jw25-Federico-Calcagno-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66176" class="wp-caption-text">Jw25 &#8211; Federico Calcagno</figcaption></figure>
<h3>I nomi da segnare</h3>
<p>Giovedì sera, al Teatro comunale di Cormòns, il sassofonista Isaiah Collier rilegge John Coltrane nel centenario della nascita. Venerdì sono in cartellone il duo Craig Taborn e Peter Evans, pianoforte e tromba, a Villa Codelli, e la Subtropic Arkestra di Goran Kajfeš. Sabato tocca ad Alfa Mist, tra jazz, soul e hip-hop, mentre Carolina Bubbico presenta <em>Vocàlia</em>, progetto costruito sulla voce. Domenica corto.alto suona a Gradis&#8217;ciutta, a San Floriano del Collio.</p>
<p>Novità di questa edizione è anche un artista in residenza, il chitarrista olandese Teis Semey, che incontra il pubblico, suona con la band Raw Fish e con il suo quintetto e conduce un workshop con gli studenti del Conservatorio Tartini di Trieste.</p>
<hr />
<p>Programma completo, orari, sedi, biglietti e abbonamenti sono sul sito del festival: <a href="https://controtempo.org/" target="_blank" rel="noopener">controtempo.org</a>.</p>
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		<title>Raccolto il riso Tea messo a punto contro il brusone</title>
		<link>http://de-gustare.it/raccolto-il-riso-tea-messo-a-punto-contro-il-brusone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 08:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuori Menu]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Riso]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa 2.500 piante in due campi tra Pavia e Novara: chiusa la seconda stagione di prove, ora tocca alle analisi in laboratorio Circa 2.500 piante di riso su due campi che messi insieme misurano 242 metri quadrati: sono le dimensioni della seconda stagione di prove in campo del riso ottenuto con le Tea, le Tecniche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Circa 2.500 piante in due campi tra Pavia e Novara: chiusa la seconda stagione di prove, ora tocca alle analisi in laboratorio</h2>
<p>Circa 2.500 piante di riso su due campi che messi insieme misurano 242 metri quadrati: sono le dimensioni della seconda stagione di prove in campo del riso ottenuto con le Tea, le <strong>Tecniche di evoluzione assistita</strong>. Con la mietitura nelle province di Pavia e Novara la stagione si è chiusa. L&#8217;obiettivo è ottenere piante meno esposte al brusone, il fungo che nelle annate sfavorevoli può far perdere fino alla metà del raccolto.</p>
<p>A condurre il lavoro è il gruppo di ricerca dell&#8217;Università degli Studi di Milano coordinato da Vittoria Brambilla, professoressa associata al Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali, nell&#8217;ambito del progetto Ris8imo. L&#8217;Ente Nazionale Risi ha ospitato le prove e ha curato le coltivazioni. Tra i finanziatori ci sono la Fondazione Bussolera Branca e il Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.</p>
<h3>Tre varietà, un solo bersaglio</h3>
<p>Le piante appartengono a tre varietà o linee di miglioramento genetico italiane. Su ciascuna è stata usata la tecnologia Crispr-Cas9 per inattivare alcuni geni di suscettibilità al brusone, cioè geni che favoriscono l&#8217;infezione.</p>
<p>Le pannocchie raccolte sono state portate in buste sigillate nei laboratori dell&#8217;università, dove saranno sottoposte ad analisi fenotipiche, agronomiche e statistiche. Gli esami misureranno la resistenza alla malattia e anche la produttività, la qualità della granella e le caratteristiche delle piante. Al momento non sono stati indicati risultati né tempi di diffusione dei dati.</p>
<figure id="attachment_66187" aria-describedby="caption-attachment-66187" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66187" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto.jpg" alt="Il gruppo di ricerca con il riso Tea appena raccolto" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Il-gruppo-di-ricerca-con-il-riso-Tea-appena-raccolto-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66187" class="wp-caption-text">Il gruppo di ricerca con il riso Tea appena raccolto</figcaption></figure>
<h3>Dal campo di 28 metri quadrati a quelli di oggi</h3>
<p>Il progetto di ricerca è attivo dal 2017. Nel 2024, a Mezzana Bigli, nel Pavese, era partita la prima sperimentazione in campo in Italia di piante Tea, autorizzata dal Ministero dell&#8217;Ambiente e dall&#8217;Ispra su 28 metri quadrati.</p>
<p>Le prove sono proseguite nel 2025 su superfici più ampie al Centro Ricerche sul Riso dell&#8217;Ente Nazionale Risi, a Castello d&#8217;Agogna, con il primo raccolto in autunno. Quest&#8217;anno i campi sono due: 78 metri quadrati nel Pavese e 164 nel Novarese.</p>
<h3>Cosa sono le Tea</h3>
<p>Le Tea sono tecniche di miglioramento genetico che intervengono in modo mirato sul Dna di una pianta, senza inserire geni di altre specie. È la differenza principale rispetto agli Ogm transgenici. Lo strumento più diffuso, utilizzato anche in questo esperimento, è la «forbice genetica» Crispr-Cas9 che ha fruttato a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna il premio Nobel per la chimica nel 2020 e che permette di spegnere o correggere un singolo gene.</p>
<p>Le varianti ottenute possono coincidere con mutazioni che compaiono in natura o con quelle prodotte dagli incroci tradizionali. La differenza sta nella precisione: la modifica viene introdotta dove serve, senza attendere che si presenti per caso.</p>
<p>Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il 17 giugno 2026 il regolamento sulle nuove tecniche genomiche, chiamate Ngt. Le piante Ngt-1, con un massimo di 20 modifiche, sono equiparate a quelle convenzionali: niente etichetta sul prodotto finale, obbligo di indicazione solo per le sementi. Le Ngt-2, che hanno un numero maggiore di modifiche, restano soggette alle regole degli Ogm.</p>
<h3>Perché il futuro passa anche da qui</h3>
<p>Il brusone, causato dal fungo <em>Pyricularia oryzae</em>, è la principale malattia del riso e contro di esso esistono pochi fungicidi efficaci. Una varietà meno suscettibile permetterebbe di ridurre i trattamenti: è lo scopo dichiarato del progetto. Tra i vantaggi attribuiti alle Tea dalla Regione Lombardia ci sono anche una maggiore adattabilità al cambiamento climatico e un uso più razionale dell&#8217;acqua. L&#8217;Italia è il primo produttore europeo di riso, e il brusone è uno dei problemi che le risaie devono affrontare ogni anno.</p>
<p>Il tema della collaborazione è centrale nelle parole dei protagonisti. Brambilla parla di un risultato «frutto di una stretta collaborazione» tra università ed ente, reso possibile anche dal contributo di Governo e Regioni al percorso normativo e autorizzativo. La presidente dell&#8217;Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, ricorda che la filiera è sensibile alle innovazioni che permettono di coltivare prodotti di qualità e che i risultati arrivano più facilmente quando ricerca pubblica, istituzioni e settore agricolo lavorano insieme, con beneficio per chi coltiva e per i consumatori.</p>
<p>Sul regolamento europeo restano però posizioni contrarie. FederBio e AssoBio parlano di un passo indietro su trasparenza, tracciabilità ed etichettatura, mentre Slow Food teme monocolture e una maggiore dipendenza dalla chimica.</p>
<p>La risposta sul riso arriverà dalle analisi sulle pannocchie raccolte, che diranno se la resistenza al brusone si accompagna a rese e qualità adeguate. Al momento non sono state indicate date per i risultati, mentre il regolamento europeo diventerà applicabile due anni dopo la sua entrata in vigore.</p>
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		<title>Il Derthona Timorasso esce dai Colli Tortonesi e va a Roma</title>
		<link>http://de-gustare.it/il-derthona-timorasso-esce-dai-colli-tortonesi-e-va-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bere]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Dalla masterclass sull&#8217;annata 2024 al banco con 14 produttori: la tappa romana per far conoscere un bianco nato tra sei valli</h2>
<p>Un vino nato tra le valli del Tortonese deve farsi conoscere anche lontano da casa. Con questo obiettivo il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi ha portato il Derthona Timorasso a Roma, negli spazi di Wegil a Trastevere, per una tappa di Derthona on tour che si è svolta lunedì 12 ottobre. Una giornata di degustazioni, tra masterclass e banco d&#8217;assaggio, pensata per chi il Timorasso lo racconta, lo compra e lo serve.</p>
<h3>Un vitigno quasi scomparso</h3>
<p>La scelta di uscire dal territorio ha una ragione precisa. All&#8217;inizio del nuovo secolo il Timorasso era a un passo dall&#8217;estinzione: restavano appena 3,5 ettari. Oggi occupa oltre 500 ettari dei 1.280 vitati sui Colli Tortonesi, e nel 2025 la produzione complessiva ha toccato quota 1.750.000 bottiglie.</p>
<p>Non è un vitigno semplice. Chiede particolari attenzioni in vigna e dà il meglio lungo le sei valli (Ossona, Grue, Curone, Scrivia, Borbera e Spinti) che da nord a sud disegnano il territorio. Altitudini ed esposizioni cambiano anche all&#8217;interno della stessa valle, e i terreni sono argillosi e compatti, spesso formati dalle marne di Sant&#8217;Agata Fossili, le stesse che corrono lungo la dorsale da Barolo fino alla Toscana.</p>
<figure id="attachment_66173" aria-describedby="caption-attachment-66173" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-66173" src="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri.jpg" alt="Derthona Bottiglie e bicchieri" width="1920" height="1280" srcset="http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri.jpg 1920w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri-300x200.jpg 300w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri-1024x683.jpg 1024w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri-768x512.jpg 768w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri-1536x1024.jpg 1536w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri-150x100.jpg 150w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri-696x464.jpg 696w, http://de-gustare.it/wp-content/uploads/2026/10/Derthona-Bottiglie-e-bicchieri-1068x712.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-66173" class="wp-caption-text">Derthona Bottiglie e bicchieri</figcaption></figure>
<h3>Dalla valle alla Capitale</h3>
<p>Una denominazione così legata ai suoi luoghi rischia di restare un fatto locale, anche quando la critica e il mercato le dedicano sempre più attenzione. Le tappe del tour servono a ridurre questa distanza, portando i vini davanti a un pubblico che con il territorio ha poca familiarità.</p>
<p>A Roma la giornata è cominciata al mattino con una degustazione guidata da Fabio Turchetti, giornalista, scrittore e docente universitario. Il confronto, riservato ai professionisti e a posti limitati, ha messo a fianco dieci Derthona dell&#8217;annata 2024 per ragionare sull&#8217;evoluzione e sulle prospettive della denominazione.</p>
<h3>Il territorio nel piatto e nel bicchiere</h3>
<p>Dopo la masterclass la pausa è stata affidata a due prodotti simbolo dei Colli Tortonesi: il formaggio Montebore e il Salame Nobile del Giarolo. Un modo per presentare il vino insieme alla cucina del luogo da cui arriva.</p>
<p>Nel pomeriggio la giornata è continuata con il banco d&#8217;assaggio, dove 14 produttori delle Terre Derthona hanno fatto assaggiare le loro interpretazioni del Derthona Timorasso Doc e ne hanno raccontato di persona annate e zone di provenienza. In una prima fase il banco è stato riservato agli operatori del settore, nel tardo pomeriggio si è aperto anche ai winelovers. Ai banchi si potevano assaggiare pure altre tipologie della denominazione, prodotte dalle aziende presenti.</p>
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