Cucina connessa, IA e motori garantiti 25 anni. È in atto una rivoluzione nel mondo degli elettrodomestici e cambia come si cucina
C’è stato un tempo in cui scegliere un forno significava valutare temperature, litri e potenza. Oggi significa decidere se vuoi che il tuo elettrodomestico impari come cucini, ti suggerisca le ricette giuste e chiami l’assistenza prima ancora che tu te ne accorga.
Non è fantascienza. È quello che sta accadendo sul serio nel mercato degli elettrodomestici premium, e i numeri di Miele per il 2025 — 5,16 miliardi di euro di fatturato, +2,3% rispetto all’anno precedente — raccontano qualcosa di più interessante dei soli risultati finanziari: descrivono una trasformazione profonda nel modo in cui pensiamo agli strumenti che usiamo per cucinare e prenderci cura della casa.
La cucina non è più solo un luogo fisico
Il segmento che ha trainato la crescita di Miele nel 2025 è quello delle soluzioni per la cucina. Non è un caso. La cucina è diventata il centro gravitazionale della casa, un luogo dove si concentrano investimenti, attenzione al design e ora anche tecnologia connessa.
All’IFA 2025 — la fiera dell’elettronica di consumo di Berlino, da anni palcoscenico delle novità del settore — Miele ha presentato due prodotti che segnalano bene la direzione: un cassetto per la cottura a vapore e il sistema di cottura M Sense, connesso in rete. A questi si affianca una cucina outdoor modulare, che risponde alla crescente voglia di portare l’esperienza gastronomica fuori dalle mura domestiche.
Il messaggio è chiaro: la cucina non è più solo un ambiente fisico, ma un ecosistema di dispositivi che si parlano, si aggiornano e interagiscono con chi li usa.

L’intelligenza artificiale a tavola
Tra le innovazioni più significative ci sono due funzionalità che fanno capire dove sta andando il settore. La prima si chiama Smart Food ID: è un sistema che riconosce gli alimenti e suggerisce automaticamente i programmi di cottura più adatti. La seconda è AI Diagnostics, che monitora il funzionamento dell’elettrodomestico e segnala in anticipo eventuali anomalie, riducendo la necessità di interventi urgenti.
Entrambe puntano nella stessa direzione: togliere complessità all’utente, semplificare la gestione della cucina e — non secondario — ridurre gli sprechi. Un forno che imposta correttamente la cottura abbassa il rischio di bruciare o scuocere; un’asciugatrice che si auto-diagnostica ha una vita più lunga.
Questo tipo di intelligenza embedded nei prodotti è destinato a diventare standard, non eccezione. E chi produce elettrodomestici di fascia alta lo sa bene.
Durare di più, inquinare di meno
C’è un altro segnale forte arrivato nel 2025: Miele ha introdotto una garanzia di 25 anni sui motori di lavatrici, asciugatrici e lavasciuga. Un’offerta che non ha precedenti nel settore e che dice qualcosa di preciso sull’economia degli elettrodomestici.
Per decenni il mercato ha funzionato secondo una logica di sostituzione accelerata: prodotti che durano poco, sostituiti spesso, con un ciclo di acquisto che genera sia fatturato che rifiuti. La garanzia venticinquennale è una rottura esplicita con questa logica. Un motore che dura un quarto di secolo è meno venduto, ma è anche un argomento commerciale potente in un’epoca in cui la sostenibilità è diventata un criterio di acquisto reale.
Non è solo marketing. Nel 2025 Miele ha ricevuto la medaglia d’oro EcoVadis per le performance di sostenibilità e il Federal Ecodesign Award per “Vooper”, un aspirapolvere progettato secondo i principi dell’economia circolare. Il prodotto è pensato per essere riparato, smontato e riciclato. È una direzione progettuale che fatica ad affermarsi su larga scala, ma che comincia a produrre riconoscimenti concreti.
Il professionista e il cuoco casalingo si avvicinano
Un dato spesso trascurato quando si parla di elettrodomestici è la progressiva contaminazione tra tecnologie professionali e uso domestico. Miele opera in entrambi i segmenti — il settore professionale ha superato nel 2025 1 miliardo di euro di fatturato — e questa doppia presenza ha conseguenze dirette sulla qualità dei prodotti per uso casalingo.
Le soluzioni sviluppate per ospedali, alberghi e laboratori alimentano lo sviluppo di prodotti più robusti, più efficienti e più precisi anche per la cucina di casa. È un meccanismo di trasferimento tecnologico che il settore degli elettrodomestici premium ha sempre sfruttato, ma che oggi funziona con tempi più rapidi grazie alla digitalizzazione.

Investire quando il mercato frena
Il contesto in cui questi numeri sono stati raggiunti non è stato favorevole. La domanda di elettrodomestici in Europa ha continuato a mostrare segnali di debolezza, le catene di approvvigionamento restano fragili e la pressione concorrenziale — soprattutto dai produttori asiatici — non accenna a diminuire.
In questo scenario, Miele ha completato un programma di ottimizzazione dei costi da 500 milioni di euro attraverso circa 3.300 interventi, e ha al tempo stesso investito complessivamente 468 milioni di euro nel biennio 2024-2025 in stabilimenti, centri di sviluppo e nuovi spazi di esperienza aperti a Brno, Londra e Montreal.
La scelta di investire anche in anni difficili — rinnovando il 60% della gamma entro il 2028 — riflette una logica industriale di lungo periodo che distingue il segmento premium da quello di volume.
Per il consumatore finale, tutto questo si traduce in scelte di acquisto più complesse e, potenzialmente, più soddisfacenti. Un elettrodomestico connesso offre funzionalità che crescono nel tempo grazie agli aggiornamenti software. Una garanzia lunga riduce il costo totale di possesso. Un prodotto progettato per durare è più sostenibile e, spesso, più piacevole da usare.
Il prezzo rimane più alto rispetto alle alternative di fascia media. Ma il ragionamento sul valore cambia quando si considera non il costo d’acquisto, ma quello nel tempo.
La cucina connessa e intelligente non è ancora alla portata di tutti. Ma la direzione è tracciata.
