Alla scoperta dell’esperienza gastronomica firmata dallo chef Carmine Buonanno tra sapori mediterranei e innovazione nel cuore di Roma
Nel panorama competitivo dell’alta hotellerie romana, la proposta gastronomica dell’Aleph Rome Hotel si distingue per un approccio che coniuga rigore tecnico e narrazione del territorio. Al centro di questa visione si colloca l’Executive Chef Carmine Buonanno, la cui carriera riflette un percorso di formazione d’eccellenza nelle principali realtà della ristorazione italiana.
Il passato dello chef
La formazione dello chef affonda le radici in una solida esperienza presso il ristorante due stelle Michelin Don Alfonso a Sant’Agata sui Due Golfi, dove sotto la guida di Alfonso Iaccarino ha appreso l’arte dell’equilibrio tra l’impatto estetico del piatto e l’integrità della materia prima.
Questo bagaglio, arricchito successivamente dal ruolo di executive chef presso il Gran Melia Villa Agrippina a Roma, trova oggi all’Aleph una maturazione definitiva. La sua cucina è un dialogo costante tra le origini campane, che portano in dote i sapori decisi dell’entroterra beneventano, e la tradizione romana, filtrata attraverso una sensibilità mediterranea contemporanea.

Un percorso gastronomico completo
La proposta culinaria di Buonanno, inserita nel contesto di un hotel a cinque stelle, segue una scansione temporale che copre l’intera giornata dell’ospite.
Si comincia con la prima colazione, non intesa come semplice servizio accessorio, ma come un momento di valorizzazione dei prodotti locali attraverso un angolo dedicato allo slow food, dove trovano spazio salumi e formaggi selezionati del Lazio.
Il pranzo al 1930 Coffee Bar
Il pranzo presso il 1930 Coffee Bar, che deve il suo nome all’anno di costruzione del palazzo, adotta un registro più agile e dinamico rispetto alla cena, focalizzandosi su una proposta di qualità che include sandwich gourmet, insalate strutturate e poke moderni.
Una proposta pensata per rispondere alle esigenze di una clientela internazionale e business che soggiorna in albergo o che è di passaggio nel quartiere intorno a via Veneto, uno dei più eleganti della capitale.
La cena: stagionalità e sperimentazione
Il culmine della ricerca di Buonanno si manifesta nella cena e nelle occasioni speciali, dove il menu stagionale diventa un laboratorio di sperimentazione. Una lettura della lista dei piatti proposti rivela un’attenzione maniacale alla provenienza degli ingredienti: il carciofo romanesco viene abbinato alla nocciola di Viterbo e alla spuma di Parmigiano Reggiano; il gambero rosso di Mazara è servito in carpaccio con gel di agrumi; il risotto viene mantecato con burro affumicato e arricchito da canocchie e raffinato caviale.
Questi ed altri abbinamenti dimostrano la volontà di inserire elementi inconsueti all’interno di una cornice aromatica familiare ai commensali.

Cucina e mixology: l’esperienza del rooftop
Non meno rilevante è l’integrazione tra cucina e mixology, curata dal Bar Manager Lorenzo Politano. Sul rooftop, presso l’Organics Skygarden, la proposta di piccoli assaggi firmata dallo chef è pensata per armonizzarsi con cocktail innovativi come il Love at First Sight a base di Vodka Altamura e Bitter Fusetti.
A impreziosire il tutto, nella bella stagione, si aggiunge la vista panoramica che spazia sui tetti del centro di Roma.
Il ristorante Onyx e l’identità gastronomica dell’Aleph
L’ecosistema gastronomico dell’Aleph, cinque stelle del marchio Curio by Hilton, è costruito intorno al Ristorante Onyx con il suo spettacolare bancone in onice sapientemente illuminato, nonché alla maestria dello chef.
Questa proposta posiziona la struttura come un punto di riferimento per chi ricerca una cucina sana, tracciabile e profondamente legata alla rotazione stagionale delle materie prime.
