Protocollo con l’ispettorato antifrodi: venditori informati, canali di segnalazione dedicati e più tutele per chi compra online
Chi compra online un formaggio, un salume o una bottiglia a denominazione d’origine ha un presidio in più. Temu e l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) hanno firmato un protocollo d’intesa per difendere le Indicazioni Geografiche sul marketplace. L’accordo è stato siglato a Roma, durante l’evento per il 40° anniversario dell’Icqrf, e punta a ridurre il rischio che imitazioni e false denominazioni finiscano nel carrello.
L’Icqrf fa parte del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) ed è l’autorità italiana che esegue i controlli ufficiali sui prodotti agroalimentari e vitivinicoli. Ha competenze specifiche sulle Indicazioni Geografiche, cioè i nomi che legano un prodotto a un territorio e a un disciplinare di produzione: le Dop e le Igp, a cui si affiancano le denominazioni del vino. L’ispettorato fa parte della rete europea delle autorità che si occupano di queste tutele e vigila sugli organismi di controllo e certificazione.

Che cosa prevede il protocollo
Il perno dell’accordo è la prevenzione. Temu e Icqrf forniranno ai venditori informazioni e indicazioni su come comportarsi con i nomi protetti e si incontreranno a intervalli regolari per valutare iniziative comuni, anche contro le pratiche commerciali sleali. L’intesa istituisce poi un quadro permanente di scambio di informazioni, con punti di contatto dedicati per i chiarimenti normativi, le questioni operative e il coordinamento del monitoraggio.
Per Temu, un portavoce ha spiegato che l’accordo permette di unire prevenzione, informazione e supporto ai venditori a «un costante scambio di informazioni» e a meccanismi per affrontare le possibili violazioni. Felice Assenza, capo dipartimento dell’Icqrf, ha definito l’intesa un passo nella strategia dell’ispettorato per la tutela delle Indicazioni Geografiche sui mercati digitali internazionali. Secondo Assenza, collaborare in modo strutturato con i grandi marketplace è necessario per contrastare le violazioni online.
Come funziona la segnalazione
Accanto al protocollo, Temu ha aperto una categoria dedicata alle Indicazioni Geografiche nel proprio Brand Registry globale, l’archivio in cui i titolari dei diritti registrano i propri marchi. I titolari delle denominazioni, di norma i consorzi di tutela, e i loro rappresentanti autorizzati possono iscrivere una Indicazione Geografica con i dati di registrazione e la documentazione di supporto, che la piattaforma verifica.
Dopo l’approvazione si può segnalare direttamente, attraverso il Brand Protection Center di Temu, ogni inserzione che sembri violare la denominazione. Il canale riguarda i titolari dei diritti e non chi compra, ma è il passaggio che permette di arrivare agli annunci irregolari. Temu descrive la procedura come più chiara e lineare di prima per le segnalazioni sulle Indicazioni Geografiche.

Garanzie per il compratore
Il consumatore non deve fare nulla di diverso: la tutela lavora a monte. I venditori ricevono indicazioni sui nomi protetti prima di pubblicare un annuncio, e chi detiene i diritti ha una via ufficiale per far emergere quelli sospetti, con un’autorità pubblica italiana in contatto diretto con la piattaforma. Per chi cerca un prodotto a denominazione, il risultato atteso è una probabilità minore di trovare, venduto con un nome protetto, qualcosa che con quel nome non c’entra.
Più sicuro non significa privo di rischi. Al momento non sono stati indicati quanti annunci siano stati o saranno controllati, in quanto tempo vengano esaminate le segnalazioni e quali conseguenze attendano i venditori che violano le regole. Il sistema, inoltre, funziona se i titolari delle denominazioni si registrano e segnalano: senza iscrizioni, il registro resta vuoto. I risultati si valuteranno nei mesi a venire, a partire dagli incontri periodici previsti dall’intesa.
Che cosa guardare prima di pagare
Anche con il protocollo, qualche controllo resta utile. Sull’etichetta dei prodotti alimentari registrati nell’Unione europea compare di norma il logo Dop (rosso e giallo) o Igp (blu e giallo), insieme al nome del produttore o del confezionatore. Un’offerta che usa un nome protetto senza questi elementi, o a un prezzo molto lontano da quello di mercato, merita una verifica prima dell’acquisto.
