Amiens, dal Beffroi a Les Halles: storia, mercato e cucina

Dalla terrazza del Beffroi al banco di Chez Papoyo: Amiens unisce patrimonio Unesco, mercato popolare e ristorazione consapevole

Ad Amiens il Beffroi si vede da lontano. La torre campanaria medievale svetta nel centro città come ha fatto per otto secoli, cambiando funzione di volta in volta, sede dell’amministrazione, magazzino, prigione, senza perdere il ruolo di punto di riferimento visivo e simbolico. Dal 2006 fa parte del riconoscimento Unesco che tutela collettivamente i campanili civici del Nord della Francia e del Belgio, costruiti a partire dal Medioevo come segno dell’autonomia comunale.

Salire per capire

Chi sale i gradini che portano alla terrazza panoramica trova una delle letture più efficaci della città. Da lassù si vede la cattedrale gotica di Notre-Dame in tutta la sua proporzione, con la facciata che domina il centro storico senza che nessun altro edificio riesca a competere in altezza nelle immediate vicinanze. Si vede anche la Torre Perret, nei pressi della stazione: alta oltre 100 metri, costruita in cemento armato precompresso dall’architetto Auguste Perret nel dopoguerra, fu per anni l’edificio più alto di Francia e rimane oggi il segno più visibile della ricostruzione di Amiens dopo i danni dei due conflitti mondiali.

Il mercato di Les Halles
Il mercato di Les Halles

Due epoche, due scale, due materiali. La pietra medievale e il cemento del Novecento si guardano da questa terrazza senza che nessuno dei due prevalga sull’altro.

Al piano di sotto, la città reale

Ai piedi del Beffroi c’è Les Halles, il mercato coperto che gli abitanti di Amiens frequentano da generazioni. L’edificio è stato rinnovato di recente con una struttura in vetro e acciaio che si affianca alla torre senza imitarla, e l’interno è percorribile con la luce naturale che filtra sui banchi. Verdure dagli Hortillonnages, i caratteristici orti fluviali della città, formaggi della Piccardia, salumi, pane: Les Halles funziona come mercato di prossimità e come luogo d’incontro quotidiano.

La ristrutturazione ha portato anche un’offerta di ristorazione più strutturata, con diversi banchi dove è possibile mangiare sul posto.

Mercato di Les Halles
Mercato di Les Halles

Chez Papoyo: cucina di stagione con un’agenda

Tra i banchi di Les Halles, Chez Papoyo è l’indirizzo che ha attirato più attenzione. Lo chef Thomas Dumont propone una lista corta, scritta a mano su una lavagnetta e cambiata secondo disponibilità e stagione. Niente menù stampato, niente ingredienti fuori posto.

Dumont definisce la sua proposta «cucina impegnata»: ogni scelta di approvvigionamento risponde a criteri precisi, che riguardano il rapporto con i produttori locali, la gestione degli scarti e la riduzione dello spreco. Non è un bistrot che si limita a dichiarare la provenienza dei prodotti: lo chef considera la cucina uno strumento per intervenire su catene di approvvigionamento spesso opache e su abitudini di consumo difficili da cambiare.

Il risultato nel piatto è una cucina essenziale, di territorio, senza orpelli. L’ambiente è semplice, i prezzi contenuti.

Papoyo al mercato di Les Halles
Chez Papoyo al mercato di Les Halles

Un percorso che si chiude

Il circuito tra il Beffroi, Les Halles e Chez Papoyo non richiede più di mezza giornata, ma copre secoli di storia urbana e qualche domanda attuale sul modo in cui una città produce, vende e consuma cibo. Amiens non è una destinazione enogastronomica di primo piano nel panorama francese, ma offre materiale concreto per chi vuole capire come funziona un mercato di prossimità ancora vivo e come può lavorare un cuoco con un’idea chiara di quello che vuole fare.


Per informazioni: www.amiens-tourisme.com

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