Cibo come medicina: la ristoceutica arriva in Sardegna

Al congresso di Olbia birre funzionali e pasti terapeutici per prevenire infarto e ictus, con il cuoco del Quirinale Pietro Catzola

Pietro Catzola ha lasciato i fornelli del Quirinale il 30 aprile scorso, dopo 37 anni a cucinare per il Presidente della Repubblica e i suoi ospiti. Tre settimane dopo era già a un congresso di cardiologia, a Olbia, a raccontare che Sergio Mattarella preferisce la zuppa di roveja agli spaghetti al pomodoro. La sua presenza al convegno «Appuntamento col cuore», organizzato da Across Sardinia il 23 maggio nella sala congressi dell’aeroporto Costa Smeralda e coordinato dal cardiologo Gianluca Sanna, non era folkloristica: serviva a illustrare, con la concretezza di chi cucina per i presidenti della Repubblica, che cosa significhi mettere la qualità nutrizionale al centro di ogni pasto. Accanto a lui, ricercatori e clinici hanno presentato la ristoceutica, disciplina decennale che studia le combinazioni tra alimenti funzionali, e le birre dealcolate arricchite con essenze sarde e probiotici.

Quando il piatto diventa terapia

La ristoceutica compie quest’anno dieci anni. Ideata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, studia le combinazioni tra alimenti funzionali diversi per ottenere effetti protettivi cumulativi sull’organismo. Vincenzo Lionetti, professore associato di Anestesiologia della stessa istituzione, ha spiegato il salto concettuale rispetto alla nutraceutica tradizionale: non più il singolo alimento funzionale, ma il pasto intero come unità di analisi.

«Si passa dal concetto nutraceutico di alimento funzionale al concetto ristoceutico di pasto e piatto funzionale» ha detto Lionetti. L’obiettivo è identificare associazioni tra cibi capaci di potenziare la protezione cardiovascolare e cerebrale, riducendo i fattori di rischio in modo sinergico. La disciplina seleziona alimenti ad alta qualità nutraceutica, ricchi di polifenoli, omega 3, antiossidanti, fibre e composti antinfiammatori, per influenzare metabolismo, sistema cardiovascolare e stato infiammatorio.

La prevenzione, secondo questo approccio, non passa soltanto attraverso farmaci, ma anche attraverso stili di vita e un’alimentazione calibrata sulle caratteristiche cliniche del singolo paziente.

Ristoceutica e birre funzionali
Ristoceutica e birre funzionali

Birra, probiotici e biodiversità microbica della Sardegna

Tra gli alimenti funzionali discussi al congresso, la birra dealcolata o a bassa gradazione ha occupato uno spazio inaspettato. Luca Pretti, ricercatore intervenuto sui temi della produzione funzionale, ha illustrato come alcune birre artigianali prodotte in Sardegna incorporino sostanze vegetali e microrganismi probiotici tratti dalla biodiversità microbica propria del territorio, con effetti riconosciuti sull’organismo umano.

«Per birre funzionali si intendono quelle birre dealcolate che presentano in ricetta sostanze provenienti, per esempio, dal mondo vegetale, che possono avere un effetto riconosciuto sull’organismo umano» ha precisato Pretti. Il mercato delle birre funzionali coinvolge ormai tanto l’industria quanto il settore artigianale, e apre una prospettiva produttiva che valorizza le essenze locali della Sardegna come ingredienti con identità terapeutica.

Pietro Catzola: 37 anni ai fornelli del Quirinale

Il congresso ha ospitato un ospite insolito per un evento di cardiologia: Pietro Catzola, sardo di Triei, per 37 anni nella brigata di cucina del Palazzo del Quirinale. Chiamato per la prima volta dal presidente Francesco Cossiga dopo un buffet preparato a bordo dell’Amerigo Vespucci. Catzola, il 30 aprile scorso, dieci giorni dopo aver compiuto 67 anni, ha lasciato i fornelli presidenziali.

Il suo ultimo menu al Quirinale: gnocchi al pomodoro, una ricciola al timo, sformatini di spinaci gratinati e, per chiudere, una seada. Il dolce più sardo che esista.

Intervistato da Cristina Ricci, Catzola ha raccontato una cucina presidenziale lontana dall’immaginario collettivo: «Sono arrivato al Quirinale credendo che i signori presidenti mangiassero caviale, champagne; non è così, mangiano come mangiamo noi a casa nostra, cose naturali, semplici, veramente una cucina francescana, come piace al presidente Mattarella». I piatti preferiti da Sergio Mattarella sono zuppe di legumi — in particolare di roveja, pisello selvatico — e spaghetti al pomodoro.

Mille persone a rischio cardiovascolare nel territorio olbiese

Il congresso ha affrontato anche i numeri del rischio cardiovascolare in Gallura. Secondo le stime presentate durante i lavori, circa 1.100 persone tra i 40 e i 69 anni nel territorio olbiese potrebbero sviluppare infarto o ictus nei prossimi dieci anni senza sapere di essere a rischio. Il modello proposto è quello della medicina d’iniziativa: chiamare attivamente i pazienti cronici ai controlli e intercettare i cittadini apparentemente sani ma esposti a rischio moderato o elevato.

Paolo Raggi, professore di Medicina e Cardiologia alla University of Alberta in Canada ed ex direttore del Mazankowski Alberta Heart Institute, ha sottolineato la necessità di un approccio multidisciplinare: cardiologi, endocrinologi, patologi e nefrologi devono lavorare insieme perché l’insufficienza cardiaca non è più un problema esclusivamente cardiologico, ma di cardio-metabolismo integrato.

Antonio Irione, direttore generale della Asl Gallura, ha collegato l’approccio multidisciplinare a un obiettivo pratico: una maggiore aderenza alle terapie, che si traduce in liste d’attesa più brevi e in una qualità delle cure concretamente superiore.

Robot in corsia da giugno, prima in ambito nautico

Il congresso ha riservato spazio anche alla robotica sanitaria. Antonio Usai, professore associato di Innovation Management dell’Università di Sassari, ha annunciato che da giugno 2026 Olbia sperimenterà i primi robot umanoidi, inizialmente in ambito nautico e poi trasferiti al settore sanitario con la funzione di supportare il personale nella distribuzione dei medicinali nei reparti. Nel prossimo quinquennio, un laboratorio per la robotica in Gallura testerà applicazioni per l’assistenza agli anziani e per l’accompagnamento della terza età.

La Sardegna, terra di centenari, si candida così a territorio di sperimentazione per un modello sanitario che integra alimentazione funzionale, tecnologia e medicina di prevenzione. Una coincidenza che Vincenzo Lionetti ha colto durante il suo intervento: celebrare la ristoceutica proprio nell’isola dei centenari «ha un senso maggiore».

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