La Borsa Internazionale del Turismo riparte da un nuovo concept: meno stand, più contenuti e relazioni tra Travel Makers
A Milano, il turismo non si vende più soltanto: si racconta, si costruisce, si ripensa insieme. Bit 2026 ha segnato una svolta per la manifestazione che da anni rappresenta il punto di riferimento del settore in Italia. Via libera a un format che ha messo al centro le persone, con sei arene tematiche, centinaia di appuntamenti e una riflessione costante su dove sta andando il viaggio.
Un settore che si ritrova (e si interroga)
L’inaugurazione ha visto la presenza del ministro del Turismo Daniela Santanchè, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e della presidente del Consiglio Comunale di Milano Elena Buscemi. Dal palco, il ministro ha rilanciato il tema dell'”undertourism”: quel 96% del territorio italiano ancora da scoprire, dalle isole minori ai borghi dell’entroterra.

«Siamo l’Italia degli ottomila campanili, che possono diventare ottomila destinazioni turistiche», ha dichiarato Santanchè. «Oltre a fare un grande lavoro di networking, questa Bit mette al centro le persone, per un turismo che si focalizza sull’uomo nella sua sostenibilità: non solo quella ambientale, che è certamente importante, ma anche quella economica e sociale».
Roberto Foresti, vicedirettore generale di Fiera Milano, ha collocato Bit in un contesto più ampio: «In un quadro in cui il turismo è sempre più una leva di sviluppo duraturo per i territori, Bit 2026 si propone come piattaforma di confronto, ispirazione e crescita». Non a caso, la manifestazione ha condiviso in questi giorni la location con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina, evento che da solo genererà un impatto economico stimato oltre i 5,3 miliardi di euro, con 2,5 milioni di turisti attesi.
Travel Makers: la nuova community del viaggio
Il fulcro di questa edizione è stato il Travel Makers Fest, un palinsesto di talk, panel e workshop distribuiti su sei arene tematiche. Non più solo operatori e buyer, ma una community trasversale che include storyteller, content creator, professionisti e viaggiatori consapevoli. Tutti accomunati da un ruolo attivo nella filiera del viaggio: chi lo progetta, chi lo racconta, chi lo vive.
Tra gli interventi di rilievo, ha spiccato quello di Simon Anholt, ideatore del Nation Brands Index. Anholt ha presentato dati inediti che fotografano la relazione tra immagine di un Paese e flussi economici: la correlazione tra reputazione nazionale e entrate da turismo, commercio e investimenti esteri supera il 60%. L’Italia, sempre presente nella Top Ten negli ultimi 17 anni, si è posizionata quest’anno al quarto posto e ottenendo una valutazione A+ nel Sovereign Profile Ratings 2025, che combina punteggio e familiarità tra gli intervistati.
Olimpiadi in contemporanea: un doppio palcoscenico
La coincidenza con le Olimpiadi non è stata solo logistica. Il Milano Ice Park, venue olimpica realizzata all’interno del quartiere fieristico, ha ospitato in contemporanea alcune delle competizioni sul ghiaccio. Un’occasione per mostrare come grandi eventi sportivi e turismo possano intrecciarsi, creando valore per le destinazioni.
Chi c’era (e cosa si aspetta)
Tra gli espositori presenti, oltre a tutte le regioni italiane, c’erano anche enti del turismo internazionali (dall’Egitto alla Corea del Sud, dalla Giordania a Singapore), compagnie aeree, tour operator e consorzi. Non sono mancate realtà innovative come aggregatori digitali, piattaforme di travel insurance e nuovi player dell’hospitality.
Bit 2026 è stata dunque un laboratorio aperto: un luogo dove fare business, ma dove si costruisce anche una visione condivisa del settore. Meno fiera tradizionale, più piattaforma di confronto. Con l’obiettivo dichiarato di generare valore lungo tutta la filiera, prima, durante e dopo l’evento.
