Alla scoperta de La Chiostrina, il ristorante del Bernini Palace a Firenze. Cucina stagionale, un mix tra tradizione e sapori internazionali nel cuore della città
L’Hotel Bernini Palace è un cinque stelle, locale storico d’Italia, situato nel centro di Firenze, a pochi metri da piazza della Signoria; è un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza autentica nel cuore della città, dove la storia si respira in ogni angolo e dove l’ospitalità si coniuga con l’eccellenza del servizio e della ristorazione. È un luogo dove il passato dialoga con il presente, offrendo agli ospiti l’opportunità di vivere la città come facevano nell’800 i viaggiatori del Grand Tour, ma con tutti i comfort, le attenzioni e la tecnologia che oggi ci si aspetta da un cinque stelle contemporaneo. Con 73 camere su cinque piani, un piccolo garage e un servizio di valet parking, questo albergo, che fa parte del Gruppo Due Torri Hotels, è scelto in prevalenza da ospiti americani, ma anche inglesi, francesi e italiani.

Un ristorante intimo
La ristorazione è un punto di forza, con un grande buffet di prima colazione servito nella storica Sala Parlamento al secondo piano, che ricorda memorie del periodo in cui Firenze fu capitale d’Italia. Al piano terra, si trova invece il ristorante La Chiostrina, solo 35 coperti, aperto anche agli ospiti esterni. Il menù mette in chiaro la scelta di campo: cucina stagionale e materie prime riconoscibili, lavorate con tecniche classiche e qualche accento contemporaneo. Gli antipasti aprono con la zucca mantovana trasformata in sformato e arricchita da una mousse di caprino al pepe nero e funghi prataioli, un abbinamento che valorizza la dolcezza della zucca con una nota erbacea e la sapidità del formaggio. La scelta del topinambur per accompagnare il petto d’anatra e la presenza di verdure glassate alla soia mostrano un dialogo tra tradizione e sapori più internazionali.
Tra i crudi e le proposte di pesce si segnala un carpaccio di salmone marinato agli agrumi servito con maionese di avocado, cristalli di sale e mandorle tostate: un’esecuzione essenziale che punta su freschezza e contrasto di consistenze. L’antipasto Note di Toscana riunisce salumi e formaggi regionali con bruschetta al pomodoro e una mostarda di zucca, confermando l’attenzione alla territorialità.
Tradizione e attenzione alla qualità
I primi piatti esprimono analoghi intenti. Il riso della «Riserva San Massimo», un carnaroli originale coltivato in provincia di Pavia, diventa un risotto ai porcini e mantecato con burro d’alpe. I cappellacci ripieni di brasato con burro al ginepro e una leggera spolverata di parmigiano reggiano richiamano la grande scuola emiliano-toscana dei ripieni di ragù, mentre le trofie al pesto con patate e fagiolini rimandano a un’interpretazione fedele della tradizione ligure adattata al territorio con l’inserto di pecorino toscano e olio extravergine d’oliva. Non mancano proposte di estrazione marinara, come i ravioli ripieni di gambero accompagnati da stracciatella e una bisque delicata.

La sezione delle zuppe e dei piatti rustici valorizza ingredienti d’orto: minestrone di verdure fresche fatto in casa e la tradizionale pappa al pomodoro toscana, presentata nella versione classica arricchita da olio extravergine e basilico per confermare un menù pensato per seguire il calendario stagionale.
Dopo i secondi piatti di carne o di pesce, i dolci proseguono il filo dell’artigianalità: millefoglie alla Chantilly con scaglie di cioccolato, tortino al cuore caldo di cioccolato con crema chantilly e un classico semifreddo al croccantino servito con cioccolato caldo e pistacchi. Una selezione di gelati e sorbetti chiude il percorso in modo sobrio e coerente.

Equilibrio tra radici regionali, una cucina che privilegia la stagionalità, il rispetto delle materie prime e la tecnica sono la chiave stilistica dello chef Stefano Bellini, toscano ma con radici anche americane a Chicago da parte di madre, coadiuvato in sala dal maître Franco Crepaldi, che gestisce anche il grande bar, punto di incontro nella lobby, aperto dalle 11 del mattino a mezzanotte.
