In Italia ogni cittadino spreca 100 kg di cibo all’anno. Come ridurre questa tassa invisibile con app e soluzioni pratiche
Ogni anno buttiamo via quasi 400 euro di cibo. È come se ognuno di noi pagasse una tassa invisibile, senza ricevere nulla in cambio. Frutta troppo matura, verdura dimenticata in frigo, pane raffermo: piccoli sprechi quotidiani che, sommati, pesano sul portafoglio e sull’ambiente.
I dati presentati da Too Good To Go in occasione della Giornata Internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari del 29 settembre parlano chiaro: in Italia ogni persona spreca in media 100 kg di cibo all’anno, per un valore di 378 euro. L’equivalente di due mesi di spesa finiti direttamente nella pattumiera.

Un problema che peggiora
L’Italia è terza in Europa per quantità di cibo sprecato, con 8,2 milioni di tonnellate, dietro solo a Germania e Francia. Nel 2025 lo spreco settimanale per persona è sceso a 555,8 grammi, in calo rispetto ai 650 grammi precedenti, ma rimane sopra la media europea. Il costo complessivo dello spreco alimentare in Italia ha raggiunto i 14,1 miliardi di euro nel 2025.
Gli alimenti più sprecati sono frutta fresca, verdura, pane , insalata e tuberi. Prodotti freschi che, con qualche accortezza, potrebbero essere consumati prima che vadano a male.
Il 72% dello spreco alimentare avviene nelle nostre case, non nei ristoranti o nei supermercati. Siamo noi i primi responsabili, ma anche i primi a poter fare la differenza.
Come recuperare quei 378 euro
Esistono strumenti concreti per ridurre lo spreco e risparmiare. Too Good To Go, per esempio, ha sviluppato un’app che in sei anni ha già permesso di salvare oltre 30 milioni di pasti in Italia. Il meccanismo è semplice: negozi, ristoranti, bar e panifici mettono a disposizione a fine giornata il cibo rimasto invenduto in “Surprise Bag” o “Box Dispensa” a prezzi ridotti.
Acquistando una Surprise Bag a settimana e una Box Dispensa al mese, si possono risparmiare fino a 880 euro all’anno. Un risparmio significativo, soprattutto in un periodo di inflazione e caro vita. I 26.000 partner aderenti e gli 11 milioni di utenti italiani dimostrano che il sistema funziona.

Piccoli gesti quotidiani
Oltre all’app, Too Good To Go promuove il progetto “Etichetta Consapevole”, che invita i consumatori a usare i propri sensi prima di buttare un prodotto con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro”. Osservare, annusare, assaggiare: spesso un alimento è ancora buono anche dopo quella data.
La campagna “Contro lo spreco alimentare buttiamo le rivalità” vuole sensibilizzare su un concetto basilare: sprecare cibo non conviene a nessuno. Non alle nostre tasche, non all’ambiente. Lo spreco alimentare è responsabile del 10% delle emissioni globali di gas serra, e ridurlo è una delle azioni più efficaci contro il cambiamento climatico.
Educazione dalle basi
Per cambiare le cose serve anche educare le nuove generazioni. Il progetto “Too Good To Go Next Gen” fornisce materiali gratuiti a insegnanti e genitori per spiegare ai bambini dai 6 agli 11 anni le cause e le conseguenze dello spreco alimentare, promuovendo buone pratiche fin da piccoli.
Non servono grandi rivoluzioni. Bastano piccoli gesti: pianificare meglio la spesa, conservare correttamente gli alimenti, cucinare gli avanzi, fidarsi dei propri sensi prima di buttare. E quando possibile, usare le app antispreco per recuperare prodotti ancora buoni a prezzi convenienti.
Quei 378 euro l’anno possono tornare nelle nostre tasche. Basta volerlo.
