Autoctono si nasce: 100 vitigni italiani a Milano

Il tour nazionale dei vitigni autoctoni chiude all’Hotel Melià il 22 gennaio con degustazioni di vini rari da 60 cantine

Quando un vino racconta una storia che nessun altro può narrare, probabilmente in quel bicchiere c’è un vitigno autoctono. Sono quelli che crescono solo in una valle, su una collina, in un fazzoletto di terra dove le radici affondano da secoli. Proprio di questi parlerà Milano il 22 gennaio all’Hotel Melià, quando Go Wine chiuderà il suo tour nazionale “Autoctono si nasce…” con la diciottesima edizione di un evento che è diventato un appuntamento imprescindibile per chi il vino lo beve seriamente.

Un viaggio nell’Italia che non si omologa

Oltre 100 vitigni in degustazione. Non i soliti noti, quelli che trovi ovunque. Qui si parla di Timorasso, Slarina, Raspato, Lecinaro. Nomi che a molti non dicono nulla, ma che per chi li coltiva rappresentano un pezzo di identità territoriale che resiste alla globalizzazione del gusto.

L’iniziativa celebra la biodiversità del vigneto italiano, mettendo al centro storie di viticoltori che hanno scelto di recuperare varietà che rischiavano di scomparire. Spesso parliamo di produzioni minuscole, dove una sola cantina o una manciata di produttori tengono in vita un patrimonio genetico e culturale che altrove è già stato dimenticato.

autoctono di nasce - repertorio
Autoctono di nasce – repertorio

Più di una degustazione

L’evento porta a Milano oltre 60 cantine da 18 regioni italiane. Non un’esposizione statica, ma un banco d’assaggio dove i produttori sono presenti in sala. Si può chiedere, approfondire, capire perché quel vino ha quel sapore e non un altro.

Dal Piemonte alla Sicilia, dalla Valle d’Aosta alla Puglia, il quadro che emerge è quello di un’Italia viticola che ancora sa difendere le proprie particolarità. Tra le varietà rappresentate ci sono classici regionali come Nebbiolo e Aglianico, ma anche rarezze come Mayolet valdostano, Uvalino piemontese o Pecorello calabrese.

Un appuntamento rodato

Il tour è nato oltre 15 anni fa e da allora gira l’Italia tra settembre e gennaio, toccando sei città diverse. Milano rappresenta tradizionalmente la tappa conclusiva, quella che apre anche il calendario annuale delle attività Go Wine nel capoluogo lombardo, dove l’associazione è attiva dal 2003.

Non è l’evento per quelli a cui piace bere sempre le stesse cose, ma per quelli curiosi di scoprire cosa può offrire un Grignolino che non assomiglia a nessun altro rosso, o per chi vuole capire perché il Friulano va chiamato così e non in un altro modo, allora vale la pena farci un salto.

Non aspettatevi l’ennesima fiera del vino con migliaia di etichette tutte uguali. Qui il focus è su quello che rende diverso ogni territorio, su quelle bottiglie che raccontano scelte coraggiose e visioni di lungo periodo.

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