Spezie degli Emirati: storia di scambi e nuove scoperte

Dal turismo crescente verso Dubai e Abu Dhabi nasce la curiosità per i sapori emiratini, che rivelano antiche connessioni mediterranee

Il turismo verso gli Emirati Arabi Uniti ha registrato numeri record negli ultimi anni, con Dubai e Abu Dhabi che attirano sempre più italiani. Questa crescita ha portato con sé una scoperta interessante: molte spezie della tradizione emiratina sono già familiari alle nostre cucine, frutto di secoli di commerci mediterranei che hanno creato ponti gastronomici tra culture apparentemente lontane.

La cucina emiratina rivela infatti radici comuni con quella italiana. Spezie come il cumino, la curcuma e il coriandolo sono presenti nei nostri piatti regionali da generazioni, eredità delle rotte commerciali veneziane e genovesi che collegavano l’Europa ai mercati dell’Oriente. Quello che oggi scopriamo come “esotico” è spesso il ritorno di sapori che i nostri antenati conoscevano bene.

Spezie protagoniste della cucina mediterranea e araba
Spezie protagoniste della cucina mediterranea e araba

Le spezie essenziali della cucina emiratina

La tradizione culinaria degli Emirati si basa su un gruppo di spezie fondamentali, ognuna con un ruolo specifico nella costruzione dei sapori.

Il cardamomo verde domina la scena aromatica, presente nel caffè arabo (gahwa), nei dolci e nei piatti di riso. I suoi baccelli vengono pestati al momento per rilasciare tutto l’aroma, una pratica che ricorda l’uso del cardamomo nella pasticceria siciliana.

Lo zafferano mantiene il suo status di spezia preziosa, utilizzato con parsimonia per colorare e profumare riso e dolci tradizionali come i luqaimat. Viene spesso fatto macerare nell’acqua di rose prima dell’uso, tecnica che intensifica il sapore e ricorda le preparazioni della pasticceria napoletana.

Il loomi, lime nero essiccato, rappresenta invece una peculiarità locale. Questi frutti vengono bolliti, essiccati al sole e poi aggiunti interi o tritati a stufati e zuppe per dare una nota aspra che bilancia i sapori ricchi della carne.

Il baharat: il cuore speziato della cucina

Ogni famiglia emiratina ha la sua ricetta per il baharat, la miscela di spezie che è l’anima di molti piatti. La versione tradizionale include pepe nero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, cardamomo e coriandolo. Questa combinazione ricorda da vicino le miscele di spezie utilizzate nella cucina siciliana e ligure, eredità diretta dei commerci medievali.

Il baharat viene utilizzato generosamente per marinare carni, condire il riso nel machboos (piatto tipico della penisola arabica a base di riso, pollo e spezie) e aromatizzare stufati. La sua versatilità lo rende indispensabile come il nostro mix di erbe aromatiche.

Un piatto di machboos
Un piatto di machboos

Spezie familiari in vesti nuove

Tra le spezie emiratine troviamo molte conoscenze della nostra tradizione. La curcuma colora e aromatizza stufati e risi, proprio come accade in alcune ricette del Sud Italia, in particolare in Sicilia. Il cumino, macinato o in semi, profuma carni e legumi con la stessa intensità che conosciamo in diversi piatti che vanno dal Trentino alla Sicilia.

Il coriandolo, utilizzato sia in semi che fresco, aggiunge note agrumate ai piatti di pesce e alle miscele di spezie, un uso che ritroviamo in molte preparazioni in diverse zone dell’Italia, in particolare in alcuni insaccati al Sud.

Anche il fieno greco, seppur meno comune nelle nostre cucine, compare in alcune ricette tradizionali del Sud, dove viene utilizzato per le sue proprietà benefiche, proprio come accade negli Emirati durante il Ramadan o nel periodo post-parto.

Za’atar e timo: ponti mediterranei

Il za’atar emiratino combina timo, origano, sesamo tostato e sumac. Questa miscela, che viene cosparsa su pane, utilizzata come condimento con olio d’oliva o nelle marinature, ricorda le nostre erbe aromatiche mediterranee. Il timo selvatico che cresce sulle colline italiane trova qui una nuova espressione, mescolato al sumac per creare un equilibrio tra sapore erbaceo e acidità.

Un mercato in crescita

L’interesse crescente per la cucina emiratina, e araba più in generale, sta creando nuove opportunità commerciali. Affianco a importatori di ingredienti tipici stanno aprendo sempre più ristoranti specializzati nelle principali città italiane. Questo movimento non rappresenta solo una moda gastronomica, ma è il riconoscimento di una affinità culinaria che affonda le radici nella storia dei commerci mediterranei.

Le cucine emiratina e araba ci insegnano che la globalizzazione gastronomica non è un fenomeno recente: le spezie hanno sempre viaggiato, creando ponti tra culture e generando contaminazioni che oggi ritroviamo nei nostri piatti quotidiani. Quello che cambia è la consapevolezza di questi legami e la possibilità di esplorarli con maggiore facilità.

spot_img

Ultimi Articoli

A Cembra torna Caneve en festa, la cena di caneva in caneva

Otto tappe tra Trento Doc, Lambrusco e grappa negli...

Céréal propone le Madeleine senza glutine per i celiaci

Sette monoporzioni con farina di riso, senza latte e...

Il Würstel Merano di Pfitscher unisce suino e bovino

Grana grossa, suino e bovino, affumicatura lenta: il Meraner,...