Monini tra gli sponsor dell’evento di Komen Italia al Circo Massimo: sport, dieta mediterranea e diagnosi precoce contro il tumore al seno
La prima tappa della 27ª edizione della Race for the Cure, la manifestazione promossa da Komen Italia per la lotta ai tumori del seno, si terrà a Roma dal 7 al 10 maggio. Al Circo Massimo andrà in scena un villaggio della salute aperto a tutti, con visite mediche, attività sportive e una corsa su tre percorsi — 2, 5 e 10 km — che da 27 anni è insieme rito collettivo e presidio di consapevolezza. Tra gli sponsor di questa edizione c’è Monini, l’azienda umbra dell’olio extravergine di oliva, che ha scelto di esserci per ribadire il legame tra sana alimentazione e cultura della prevenzione.
Le Donne in Rosa sono le protagoniste riconoscibili della corsa: donne che hanno affrontato o stanno affrontando un tumore al seno, che sfilano con la loro maglia caratteristica tra chi corre, chi cammina e chi porta a spasso i bambini. Il messaggio è diretto: 56.000 donne in Italia ogni anno ricevono questa diagnosi, il carcinoma mammario è il tumore più diagnosticato nel Paese. I dati del “Report I numeri del cancro in Italia 2025“ stimano 53.686 nuovi casi nel solo 2024, mentre 925.000 donne vivono oggi dopo una diagnosi di tumore della mammella. La sopravvivenza a cinque anni si attesta all’88%, ma la probabilità di superare la malattia scende drasticamente a seconda di quando si interviene: passa dal 99% nel primo stadio all’81% nel secondo, per scendere al 36% nel terzo. La diagnosi precoce, dunque, non è uno slogan.

Lo sport come terapia — e come prevenzione
La Race for the Cure non è solo una raccolta fondi in movimento. Convoca ogni anno decine di migliaia di persone in un contesto che mette fisicamente insieme il concetto di cura e quello di attività fisica. Un accostamento non casuale: le evidenze scientifiche sul rapporto tra esercizio e tumore al seno si sono accumulate negli ultimi anni fino a cambiare le linee guida oncologiche.
Uno stile di vita attivo può ridurre il rischio di tumore al seno del 12-14%, mentre per chi ha già affrontato la malattia l’attività fisica regolare può dimezzare il rischio di recidive. I meccanismi biologici sono molteplici: l’esercizio abbassa i livelli circolanti di estrogeni e insulina, riduce l’infiammazione sistemica, migliora la risposta immunitaria. Nel caso del tumore al seno, l’esercizio fisico è in grado di ridurre la mortalità del 50%, un effetto comparabile a quello di alcuni farmaci.
L’attività fisica e uno stile di vita attivo possono abbassare il rischio di mortalità fino al 53% rispetto a uno stile di vita sedentario. L’altra faccia del problema è la sedentarietà: i sedentari sono aumentati dal 23% nel 2008 al 28% nel 2023, una curva che va esattamente nella direzione sbagliata.
Cosa mettono nel piatto la scienza e la dieta mediterranea
Correre è una cosa. Mangiare bene è un’altra. Le due abitudini, però, condividono una solida base di letteratura scientifica quando si parla di prevenzione oncologica. E l’olio extravergine di oliva è tra gli alimenti più studiati in questo ambito.
Lo studio Predimed, avviato nel 2003 su iniziativa del Ministero della salute spagnolo, ha seguito per quasi cinque anni 4.282 donne tra i 60 e gli 80 anni, suddivise tra dieta mediterranea arricchita con olio extravergine, dieta con frutta secca e dieta povera di grassi. Un aumento del 5% delle calorie da olio extravergine di oliva è stato associato a una riduzione del 28% del rischio di cancro al seno.

Il dato non si spiega con un solo componente. L’olio extravergine d’oliva è ricco di acidi grassi monoinsaturi e composti fenolici che hanno proprietà antiossidanti: neutralizzano le sostanze ossidanti e attivano segnali molecolari con effetti cellulari protettivi. Una ricerca dell’Università della Calabria ha individuato in idrossitirosolo e oleuropeina — i principali polifenoli dell’extravergine — le molecole più attive su questo fronte.
La dieta mediterranea sembra essere inversamente associata all’incidenza e alla mortalità per cancro al seno, anche se gli studiosi sottolineano che nessun alimento agisce da solo. Il modello alimentare nel suo complesso — frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, olio extravergine come grasso principale — è la variabile rilevante, non il singolo ingrediente.
Prevenzione, consapevolezza e industria alimentare
La scelta di Monini di affiancare Komen Italia alla Race for the Cure porta con sé una riflessione su come le aziende del comparto alimentare possano collocarsi nel dibattito sulla salute pubblica. Maria Flora Monini, della Direzione Comunicazione Immagine e Relazioni Esterne dell’azienda, ha dichiarato: «Diffondere consapevolezza può fare la differenza e collaborare con realtà impegnate su questo fronte ci permette di amplificare un messaggio fondamentale».
Il Villaggio della Salute al Circo Massimo — cuore dell’evento romano — offre visite mediche gratuite, screening e attività sportive per quattro giorni. Dopo Roma, la manifestazione toccherà Bari (15-17 maggio), Bologna e Matera (settembre), Brescia (settembre), Napoli (ottobre) e Pescara (ottobre). La corsa finale di domenica 10 maggio chiude la tappa capitolina sui tre percorsi aperti a competitivi e non. Le iscrizioni e il programma completo sono disponibili su raceforthecure.it.
