Panettone o pandoro? La scelta non cambia le calorie

Come gestire i dolci natalizi senza rinunciare al piacere della tavola, secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità

Dicembre è arrivato e con lui la maratona dei pranzi e dei cenoni. Cena aziendale, pranzo con i parenti, aperitivo con gli amici, vigilia, Natale, Santo Stefano, Capodanno. Un susseguirsi di appuntamenti a tavola che mette a dura prova non solo l’agenda, ma soprattutto il fisico. E poi ci sono loro: panettone e pandoro, immancabili protagonisti di ogni tavola natalizia, che ti guardano dalla credenza con aria innocente mentre tu cerchi di convincerti che “solo una fettina” non farà la differenza.

Ma quanto pesa davvero quella fettina? E soprattutto, c’è davvero una scelta più leggera tra i due classici lievitati?

La sfida tra pandoro e panettone

Partiamo dalle cattive notizie: dal punto di vista calorico, non c’è santo che tenga. Laura Rossi, direttrice del reparto Alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto Superiore di Sanità, è chiara: «Sono tutti molto calorici, molto ricchi di zuccheri e molto ricchi di grassi».

Il pandoro contiene più burro nell’impasto e arriva a 400-420 kcal per 100 grammi. Il panettone sta leggermente sotto, tra 350 e 400 kcal, ma non illudiamoci: se ha meno grassi, compensa con canditi e uvetta, quindi più zuccheri. Alla fine dei conti, si equivalgono. «Entrambi sono molto energetici», conferma Rossi.

Panettone e pandoro
Panettone e pandoro

Il trucco per non esagerare

La strategia suggerita dall’esperta è semplice ma efficace: cambiare il momento in cui li mangiamo. «Evitare di consumare questi dolci alla fine di cenoni e pranzi già molto ricchi», spiega Rossi. Meglio riservarli per la merenda o la colazione, quando lo stomaco non è già appesantito da antipasti, primi, secondi e contorni vari.

In pratica: il panettone dopo il cenone della vigilia? Pessima idea. Il panettone con il caffè del mattino di Natale? Scelta più sensata.

Artigianale o industriale?

Molti si chiedono se valga la pena spendere di più per un prodotto artigianale. Dal punto di vista delle calorie, la risposta è no: sono praticamente identici. La differenza sta altrove: ingredienti più freschi, lievitazione naturale e manuale (spesso più lunga), maggiore sofficità e scioglievolezza. Un panettone artigianale dura anche meno, proprio perché non ha gli stessi stabilizzanti di quello industriale.

Ma attenzione: che sia artigianale o da supermercato, il contenuto calorico resta alto.

Le farciture sono il vero nemico

Se c’è qualcosa che fa davvero lievitare le calorie, sono le farciture. Creme, cioccolato, granelle, frutta secca: tutto ciò che rende il dolce più goloso lo rende anche più energetico. Un panettone o pandoro classico sono già bombe caloriche, ma quelli farciti vanno ben oltre.

E gli altri dolci?

Chi pensa di cavarsela optando per altre specialità natalizie deve ricredersi. «È difficile trovare prodotti che scendono al di sotto delle 400 kcal per 100 grammi», avverte Rossi. Gli struffoli, le paste fritte tipiche di diverse regioni? Oltre a zucchero e miele, c’è la frittura che assorbe l’olio di preparazione. Risultato: densità calorica elevatissima.

La verità è che «nessuno di questi dolci è veramente leggero, qualora esistesse un dolce leggero».

Sopravvivere alle feste

Cosa fare allora? Rinunciare? Assolutamente no. Il Natale è fatto anche di questi piaceri. L’importante è essere consapevoli e strategici: porzioni limitate, orari intelligenti (sì alla colazione, no al dopo cena), e magari qualche passeggiata digestiva in più.

Perché alla fine, tra panettone e pandoro, la vera scelta è una sola: godersi le feste senza esagerare.

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