I probiotici aiutano le difese immunitarie?

Yogurt e alimenti fermentati potrebbero aiutare a prevenire raffreddori e mal di gola, ma la ricerca è ancora in corso

Le infezioni delle vie respiratorie superiori – che includono raffreddore comune, sinusite, mal di gola e otiti – rappresentano uno dei motivi più frequenti di visite mediche. Mentre la maggior parte di questi disturbi è causata da virus, in particolare il rinovirus responsabile del raffreddore, le strategie di prevenzione efficaci sono ancora limitate.

Negli ultimi anni, però, la ricerca scientifica ha iniziato a esplorare il potenziale ruolo dei probiotici nella prevenzione di queste infezioni. Gli studi suggeriscono che alcuni ceppi di batteri benefici, assunti regolarmente attraverso integratori o alimenti fermentati, potrebbero aiutare a ridurre la frequenza, la durata e l’intensità delle infezioni respiratorie.

Lo yogurt a colazione aiuta a stare meglio
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Chi è più a rischio

I bambini sotto i 5 anni risultano i più vulnerabili alle infezioni respiratorie, seguiti da chi lavora a stretto contatto con loro, come educatori e insegnanti. Le ricerche mostrano anche una maggiore incidenza negli uomini rispetto alle donne, mentre negli anziani il rischio torna ad aumentare.

Particolarmente esposti sono inoltre i fumatori, le persone con asma o rinite allergica, chi ha subito trapianti o interventi di rimozione della milza, e coloro che presentano anomalie anatomiche delle vie respiratorie.

I risultati della ricerca

Almeno 150 trial clinici pubblicati hanno analizzato gli effetti dei probiotici nella prevenzione delle infezioni respiratorie, coinvolgendo popolazioni di diversi paesi tra cui Italia, Giappone, Francia, Germania, Cina, Svezia e Stati Uniti.

Una revisione sistematica di 17 studi condotti su neonati e bambini ha mostrato che l’uso di probiotici contenenti Lactobacillus o Bifidobacterium, somministrati per periodi da quattro giorni a nove mesi, ha ridotto la necessità di prescrivere antibiotici per le infezioni respiratorie acute.

Un’analisi più ampia su 22 studi randomizzati, che ha coinvolto oltre 10.000 partecipanti di età compresa tra 2 e 84 anni, ha evidenziato che i prodotti lattiero-caseari fermentati con probiotici hanno mostrato un effetto protettivo significativo contro alcune infezioni respiratorie, inclusi polmonite e raffreddore comune.

Focus sugli anziani

Con l’avanzare dell’età, il microbioma intestinale perde diversità e resilienza, aumentando il rischio di infezioni. Le infezioni respiratorie rappresentano la causa più comune di ricovero ospedaliero tra gli over 65.

Una revisione di otto studi clinici su soggetti di 60 anni e oltre ha concluso che diversi ceppi di lattobacilli sono risultati più efficaci del placebo nel ridurre l’incidenza delle infezioni respiratorie acute negli anziani.

La questione del peso corporeo

Le persone in sovrappeso e obese presentano un rischio maggiore di infezioni virali respiratorie, ma gli studi su questa popolazione sono ancora limitati. Una ricerca su 220 partecipanti tra 30 e 65 anni con BMI tra 25 e 34,9 ha mostrato che l’assunzione di una miscela di probiotici per sei mesi ha ridotto del 27% i sintomi delle infezioni respiratorie superiori, con benefici ancora maggiori nei soggetti sotto i 45 anni o con BMI inferiore a 30.

Lo yogurt è molto versatile e può diventare un piatto salato come il Tzatziki
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Alimenti vs integratori

La maggior parte degli studi ha esaminato i benefici di yogurt e altri prodotti lattiero-caseari fermentati. Gli effetti positivi sembrano derivare non solo dai probiotici aggiunti, ma anche dai metaboliti prodotti durante il processo di fermentazione dalle colture starter tradizionalmente utilizzate nello yogurt.

I probiotici possono essere assunti sotto forma di capsule, compresse o attraverso alimenti e beverande fermentate. Tuttavia, i prodotti alimentari offrono benefici sinergici che gli integratori potrebbero non garantire.

I ceppi più studiati

La ricerca ha identificato alcuni ceppi particolarmente promettenti, tra cui Lactobacillus plantarum HEAL9 e Lactobacillus paracasei. La concentrazione di batteri vivi (CFU – unità formanti colonie) e la durata dell’assunzione sembrano fattori determinanti per l’efficacia.

La revisione più recente della Cochrane Library, pubblicata nel 2022 e basata su 24 studi con quasi 7.000 partecipanti, ha concluso che i probiotici potrebbero ridurre del 24% il numero di persone che sviluppano almeno un’infezione respiratoria e del 41% quelle che ne sviluppano tre o più, accorciando la durata dei sintomi di circa un giorno.

Come agiscono i probiotici

Il meccanismo d’azione dei probiotici nella prevenzione delle infezioni respiratorie potrebbe coinvolgere una connessione intestino-polmoni, attraverso la quale la manipolazione del microbioma intestinale influenzerebbe le difese immunitarie respiratorie.

Le ricerche suggeriscono che i probiotici potrebbero:

  • Promuovere la produzione di cellule immunitarie nell’intestino
  • Sopprimere le cellule immunitarie infiammatorie
  • Stimolare componenti dell’immunità innata e acquisita

Nonostante i risultati promettenti, la ricerca sui probiotici e le infezioni respiratorie è ancora in fase esplorativa. La grande varietà di ceppi utilizzati, le diverse concentrazioni, i sistemi di somministrazione e la durata dei trattamenti rendono difficile il confronto tra gli studi.

I ricercatori concordano sulla necessità di studi più standardizzati e di durata maggiore, soprattutto nelle popolazioni anziane. Tuttavia, le evidenze attuali supportano ulteriori ricerche sul ruolo potenziale dei probiotici nella prevenzione delle infezioni virali respiratorie, particolarmente negli adulti più anziani e nelle persone in sovrappeso.

Nel frattempo, l’inclusione di alimenti fermentati nella dieta quotidiana – yogurt, kefir, crauti, kimchi – rappresenta una strategia alimentare che, oltre ai potenziali benefici immunitari, apporta nutrienti preziosi e arricchisce la varietà gastronomica della tavola.

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