In Val Venosta un quattro stelle superior con 47 camere, cena a sette portate e progetto Piris Local. A 25 chilometri, Merano
Il Piris Jagdhof di Laces è un quattro stelle superior della Val Venosta, con 47 camere e la calda gestione della famiglia Pirhofer, proprietaria fin dalla costruzione dell’albergo negli anni Sessanta. Essendo associato a tre prestigiose catene, Belvita Hotels, Dolce Vita e Bike Hotel, ha una significativa attenzione al benessere, alla cucina gourmet, alla bicicletta e in generale a tutte le attività all’aria aperta. La spa occupa una parte importante della struttura, con sei saune tra finlandesi, a vapore, bio e laconium, due piscine, tre idromassaggi e quattro sale relax, ma è soprattutto la cucina a rappresentare uno dei tratti distintivi dell’esperienza alberghiera. Si parte al mattino con un grande buffet per la prima colazione, con molti piatti cucinati sul momento e serviti espressi. Nel pomeriggio è compresa una pausa dolce, secondo la formula dei tre quarti di pensione. Alla sera la cena al tavolo si compone di sette portate variate giorno per giorno e a seconda della stagionalità.
Roland e la cucina tra montagna e mare
Alla guida della cucina c’è Roland, originario di Silandro e da sei anni chef dello Jagdhof. Il suo percorso professionale è iniziato proprio qui come stagista, è proseguito con esperienze all’estero e lo ha poi riportato in Val Venosta. La cucina proposta dall’albergo combina prodotti e riferimenti della tradizione di montagna con elementi provenienti dalla cucina di mare. Il risultato è una proposta che non si limita alla gastronomia altoatesina, ma alterna carne, pesce, verdure e preparazioni di impostazione contemporanea.

Il menu classico
Il menu classico permette di leggere bene questa impostazione. Si comincia con la Piris Ciabatta e l’olio extravergine d’oliva, poi un buffet di insalate, salse e vinaigrette. L’antipasto può comprendere una terrina, fegato di pollame, tramezzino, mela cotogna, nocciola e mela: ingredienti diversi riuniti in una composizione che mette insieme prodotti locali e tecnica gastronomica.
La sequenza prosegue con un consommé di manzo con frittatine ed erbe aromatiche e quindi con i taglierini alle vongole, al pomodoro, vino bianco e prezzemolo. Questo piatto rende evidente l’idea di una cucina che non vuole rimanere confinata alla montagna.
Tra le portate principali bisogna effettuare una scelta. Da una parte il manzo, con petto brasato, broccoli e gratin di patate di montagna della Val Martello; dall’altra la triglia con cassoulet di fagioli, cipolla rossa ed erbe aromatiche. Il dessert porta ancora una volta il territorio nel piatto: prugne, pasta frolla, crema alla vaniglia e gelato al latte di neve della Val Venosta. Chiude il percorso un buffet di formaggi dell’Alto Adige e d’Italia, accompagnati da mostarde e frutta fresca.
Il menu vegetariano
Il menu vegetariano segue una logica autonoma, non semplicemente sostitutiva. Comprende spuma di burrata con pomodoro del contadino, basilico e crumble all’oliva; gnocchi con mascarpone, pera, scamorza e noce; quindi curry di lenticchie con citronella, verdure miste e riso basmati. Il dessert è una panna cotta al rosmarino con crumble alla mandorla e pesca.

Piris Local e la cantina
Un elemento centrale della filosofia gastronomica è appunto il progetto Piris Local. I piatti contrassegnati con questo riferimento sono preparati esclusivamente con ingredienti a chilometro zero provenienti dalla regione, con l’obiettivo di sostenere gli agricoltori locali e ridurre i trasporti. La proposta è completata da una cantina articolata, con vini altoatesini sia al calice sia in bottiglia e una selezione che comprende etichette italiane e internazionali. Il vino ha inoltre un referente nella famiglia, il figlio Hannes, che segue personalmente il settore, organizza degustazioni e accompagna gli ospiti nelle cantine della zona.
La ristorazione dello Jagdhof è costruita su tre elementi: stagionalità, rapporto con il territorio e varietà della proposta. La cucina venostana rimane il punto di riferimento geografico, ma viene interpretata senza rinunciare a ingredienti e tecniche che guardano anche oltre le Alpi.
Da Laces a Merano: Castel Trauttmansdorff
Il Piris Jagdhof è anche un ottimo punto di partenza per conoscere il territorio circostante. La località turistica più conosciuta è senza dubbio Merano, perla del turismo in Alto Adige fin dall’inizio del Novecento, che dista 25 chilometri circa. A Merano il rapporto tra natura, storia e turismo trova una sintesi particolare nel complesso di Castel Trauttmansdorff. Al centro dei suoi oltre 12 ettari di giardini sorge infatti il castello che ospita il Touriseum, il Museo provinciale del turismo dell’Alto Adige. È un luogo nel quale la Provincia autonoma di Bolzano ha concentrato due aspetti fondamentali della propria storia: il paesaggio e la lunga trasformazione del territorio attraverso il turismo.
Il Touriseum: 250 anni di turismo alpino
Il Touriseum è il primo museo dell’arco alpino interamente dedicato alla storia del fenomeno turistico. Il percorso permanente si sviluppa attraverso 20 sale e racconta circa 250 anni di turismo alpino, alternando il punto di vista dei visitatori a quello degli abitanti. Il tema non viene affrontato soltanto con documenti e oggetti: modellini, filmati, effetti sonori, installazioni e un grande flipper dedicato al turismo altoatesino rendono la visita particolarmente adatta anche a una fruizione familiare.
La storia raccontata dal museo è anche la storia di un cambiamento economico e sociale. Dalle prime esplorazioni delle Alpi alla nascita delle città di cura, dall’epoca dei grandi alberghi alla Prima guerra mondiale, fino allo sviluppo del turismo moderno, l’allestimento mostra come l’arrivo dei visitatori abbia modificato il territorio e la vita dei suoi abitanti. Il castello stesso diventa così parte della narrazione: fu scelto dall’imperatrice Elisabetta d’Austria per i suoi soggiorni meranesi e rappresenta una delle vicende che aiutano a comprendere la nascita della vocazione turistica della città.
I Giardini e la serra
All’esterno, i Giardini di Castel Trauttmansdorff propongono invece un viaggio nella botanica. Qui si incontrano paesaggi floreali e piante provenienti da diverse parti del mondo, inseriti nella cornice mediterranea di Merano. Le piante alpine ed esotiche convivono in differenti ambienti e il percorso permette di osservare il rapporto tra specie, paesaggio e clima. Il giardino comprende oltre 80 paesaggi e si sviluppa lungo un dislivello di circa 100 metri, offrendo anche punti panoramici sulla città e sulle montagne. Percorsi, corsi d’acqua e stazioni interattive trasformano la visita in un’esperienza che può avere anche una funzione didattica, particolarmente adatta a bambini e famiglie. La serra, realizzata nel 2014, completa questo rapporto tra botanica, divulgazione e osservazione delle piante.
Per maggiori informazioni sulla struttura alberghiera www.jagdhof.com, mentre per programmare una visita al Castel Trauttmansdorff e ai sui giardini www.trauttmansdorff.it.
