In Valle Isarco, tra vigneti, borghi medievali e vini bianchi d’alta quota, la stagione prende forma con un ritmo tutto suo
Albrecht Dürer si fermò qui. Non per caso, non di passaggio. Il maestro tedesco rimase abbastanza a lungo da lasciare che la luce di Chiusa (BZ) si imprimesse nella memoria e nelle opere. Quella luce — radente, quasi pittorica, capace di rendere luminose anche le facciate color pastello dei vicoli medievali — in primavera torna a fare il suo lavoro. E il borgo, incastonato nella Valle Isarco a 523 metri d’altitudine, tra Bolzano e Bressanone, si offre agli occhi di chi arriva prima della folla estiva.
Un borgo tra Medioevo e contemporaneità
Inserita nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia”, Chiusa non vive di rendita. Il centro storico — acciottolato, fiorito, affrescato — ospita gallerie, atelier e spazi espositivi che raccontano un presente aperto alla sperimentazione. La definizione di “Città degli artisti” non è solo un’etichetta turistica: è il risultato di una stratificazione culturale che si percepisce camminando, sostando, osservando.
A dominare il paesaggio, arroccato su una rupe di roccia chiara, il Monastero di Sabiona. Luogo di spiritualità millenaria e punto panoramico d’eccezione, viene considerato l'”Acropoli del Tirolo”. La salita che porta fino a lì, in primavera, offre uno dei contrasti visivi più potenti della stagione: la roccia nuda da un lato, i vigneti che si risvegliano dall’altro.

I dintorni: fiori, castelli e krokus
A pochi minuti da Chiusa, ogni comune racconta una storia diversa.
A Barbiano, il Sentiero delle Prugne si trasforma in primavera in un corridoio di petali bianchi che si chiude sulle cascate. Velturno sorprende con il suo castello rinascimentale, incastonato tra tremila castagni. Villandro e la sua alpe aprono a orizzonti d’alta quota, dove al disgelo i prati si ricoprono di Krokus: migliaia di fiori bianchi e violetti che sbocciano non appena la neve si ritira, trasformando i pascoli in qualcosa che sembra uscito da un’illustrazione botanica.
Sempre sull’alpe, il Sentiero del Pino Mugo porta a una malga dove si produce ancora olio essenziale secondo i metodi tradizionali. Per chi preferisce pedalare, la pista ciclabile della Valle Isarco — circa cento chilometri da Brennero a Bolzano, adatta alle famiglie — percorre vigneti, borghi e corsi d’acqua con un ritmo accessibile a tutti.
I vini bianchi: il carattere del territorio nel bicchiere
La Valle Isarco è tra le zone viticole più settentrionali d’Italia, e la sua produzione di vini bianchi è tra le più riconoscibili delle Alpi. Un mosaico geologico unico — porfido, calcare, argilla, quarzi — dà vita a etichette minerali, eleganti, con una freschezza che riflette direttamente l’altitudine e la latitudine dei vigneti.
Dal Müller-Thurgau al Sylvaner, dal Kerner al Grüner Veltliner, fino al Riesling e al Gewürztraminer: ogni vitigno trova qui un’interpretazione riconoscibile, lontana dagli eccessi aromatici che spesso caratterizzano le versioni di pianura.
La cucina: semplicità che si affina nel dettaglio
La tavola in Valle Isarco non cerca di stupire. Canederli soffici, speck profumato, formaggi d’alpeggio, strudel fragranti: i piatti parlano di un territorio preciso, con una materia prima che non ha bisogno di essere trasformata per essere buona. La primavera porta con sé anche le erbe aromatiche spontanee, protagoniste di molte preparazioni stagionali.

Gli eventi da segnare in agenda
Gusto di Primavera & Mercatino delle Erbe — Velturno, 2 maggio 2026
La piazza principale di Velturno ospita una giornata dedicata al risveglio dei sensi: specialità contadine, vini del territorio, musica folk e una cucina a vista con piatti a base di erbe aromatiche a cura della chef Tina Marcelli. Fino alle 16, il Mercatino delle Erbe offre prodotti biologici, tisane, cioccolatini alle erbe e torte artigianali. Tra le presenze musicali, l’ensemble Pichler e gli Schuhplattler, danzatori in costume tradizionale che eseguono una danza alpina ritmata e spettacolare.
Giornata delle Cantine Aperte — Chiusa, Velturno, Villandro, 9 maggio 2026
Tag der offenen Keller, la giornata delle cantine aperte, è l’occasione per incontrare i vignaioli, visitare tenute e cantine, seguire da vicino il lavoro artigianale che trasforma l’uva in vino. Le degustazioni permettono di approfondire le diverse tecniche di coltivazione e capire cosa rende i bianchi della Valle Isarco così riconoscibili per freschezza, mineralità e finezza aromatica.
Festival del Vino Bianco Valle Isarco — Sabiona26 — Chiusa, 5 giugno 2026
L’appuntamento con i grandi vini bianchi della valle trova quest’anno una nuova sede: il Giardino dei Cappuccini (Kapuzinergarten), cornice intima e raccolta nel cuore di Chiusa. Una ventina di cantine e sommelier esperti accompagnano i visitatori in un percorso di degustazione che intreccia cultura del territorio e piacere della condivisione.
