Dolcevita Valdorcia, nuovo cluster nella campagna senese UNESCO, unisce Locanda in Tuscany, Vitaleta e Rocca d’Orcia per eventi e soggiorni
C’è un cipresso solitario su una collina che chiunque abbia mai sfogliato un calendario sulla Toscana conosce a memoria. Si trova vicino a San Quirico d’Orcia, si chiama Vitaleta, ed è diventato uno dei paesaggi più fotografati d’Italia. Ora, in quello stesso angolo di Val d’Orcia, qualcuno ha deciso di costruire qualcosa di più di un semplice albergo.
Tre strutture, una gestione
Dolcevita Valdorcia è il nome che raccoglie sotto un’unica regia tre proprietà distinte nel cuore della Val d’Orcia: Locanda in Tuscany, il punto di partenza del progetto, già consolidato sul mercato del turismo di lusso; Vitaleta, la new entry più recente, con vista su quel cipresso diventato simbolo; e Rocca d’Orcia Suites & Villas, che completa il portfolio con soluzioni per soggiorni più strutturati.

A guidare il gruppo sono Claudia Giuliani, Luca Bernetti ed Elisa Colli. Il modello scelto è quello del “cluster diffuso”: strutture fisicamente separate ma gestite in modo centralizzato, con servizi condivisi e un’unica identità di brand. Un approccio che permette di offrire a chi arriva in Val d’Orcia una gamma di opzioni coordinate, senza la frammentazione tipica di chi prenota strutture indipendenti.
Non solo camere
La proposta va oltre il pernottamento. Le tre strutture si posizionano esplicitamente sul mercato degli eventi — matrimoni in prima linea, ma anche shooting fotografici, produzioni cinematografiche, ritiri aziendali e convention di fascia alta (il segmento che in gergo si chiama MICE: Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions).
A completare l’offerta, tre punti di ristorazione — definiti “outlet d’autore” — aperti non solo agli ospiti delle strutture ma anche a chi si trova in zona e vuole fermarsi a pranzo o a cena. Un dettaglio non trascurabile in un territorio dove l’enogastronomia è parte integrante dell’esperienza di viaggio.
I numeri del piano
Per chi guarda ai dati: il gruppo punta a chiudere il 2026 con circa 1,4 milioni di euro di ricavi legati agli eventi, contro i poco meno di 920.000 euro stimati per il 2025. Un salto del 55% in un anno, che il management giustifica con l’entrata a pieno regime delle nuove strutture e con un portafoglio prenotazioni già in buona parte definito.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a 90 eventi all’anno entro il 2026, rispetto ai circa 25 del biennio precedente. Il traguardo di lungo periodo — la “piena maturità commerciale”, come la definisce il piano — è fissato al 2029.

Perché la Val d’Orcia
La scelta della location non è casuale, né soltanto estetica. La Val d’Orcia è Patrimonio UNESCO dal 2004, ma la sua notorietà internazionale — alimentata da decenni di fotografie, film e servizi di moda — ha trasformato questo territorio in una destinazione riconoscibile in tutto il mondo, specialmente tra i viaggiatori anglosassoni e nordamericani che cercano l’Italia “autentica”.
Per chi organizza un matrimonio o un evento qui, il paesaggio è già parte del servizio. Le colline ondulate, i cipressi, i borghi medievali, i vini della zona (Brunello di Montalcino e Orcia DOC su tutti) non hanno bisogno di essere costruiti: ci sono già. Il lavoro di una struttura come Dolcevita Valdorcia è offrire la cornice logistica e organizzativa all’altezza di quello scenario.
Cosa aspettarsi
Per chi fosse interessato a soggiornare — indipendentemente dagli eventi — le strutture offrono suite e ville con diverse configurazioni, adatte sia a coppie che a piccoli gruppi. La posizione geografica permette di raggiungere facilmente Montalcino, Pienza, Montepulciano e Bagno Vignoni, che insieme formano uno dei circuiti enogastronomici più ricchi della Toscana.
