Wine Research Team: 27 milioni Pnrr per l’IA nel vino

A Pollenzo 11 programmi Pnrr per il Wine Research Team: IA, sostenibilità e dati al servizio della filiera vitivinicola italiana

Ventisette milioni di euro dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per riportare tecnologia e ricerca al centro della viticoltura italiana. Il Wine Research Team (Wrt), network con sede a Orvieto fondato nel 2014 su impulso dell’enologo Riccardo Cotarella, ha scelto Pollenzo per presentare undici programmi di innovazione finanziati dal Pnrr: nove destinati alle aziende associate, due sviluppati con la Fondazione Edmund Mach e con l’Università di Scienze gastronomiche.

L’appuntamento dello scorso 5 giugno ha riunito rappresentanti del mondo della ricerca, delle imprese e dell’università nella città piemontese che ospita la sede della stessa Unisg e che, da sempre, porta il nome di Carlo Petrini.

L’intelligenza artificiale al centro del dibattito

Il tema che ha catalizzato la discussione è l’intelligenza artificiale applicata alla filiera. Annabella Pascale, presidente della Tenuta di Artimino e relatrice sul punto, ha illustrato come il settore disponga già di grandi quantità di dati provenienti da droni, satelliti e sistemi di monitoraggio in campo. Il nodo, ha spiegato, non è la raccolta: «L’obiettivo è integrare queste informazioni per migliorare la gestione delle risorse, dall’acqua all’energia, e supportare decisioni più consapevoli».

Su questa linea si è mosso anche l’intervento del professor Attilio Scienza, che ha indicato una priorità concreta: costruire grandi banche dati nazionali capaci di far funzionare i sistemi previsionali sulle specificità della viticoltura italiana. Non dati generici, insomma, ma patrimoni informativi calibrati sulle varietà, i suoli e i climi del vigneto Italia.

Ai in viticoltura
Ai in viticoltura

Il ruolo del Pnrr e la visione di Pollenzo

Andrea Fino, per l’Università di Pollenzo, ha definito i fondi del Pnrr «un’opportunità irripetibile» per produrre conoscenza e visione strategica per l’intera filiera. Una lettura condivisa dal presidente del Wrt, Vincenzo Tassinari, che ha ricordato come il network sia nato per consentire a imprese di diverse regioni di fare ricerca in modo condiviso: «Il Wine research team è nato proprio per riuscire a stare insieme e fare ricerca e innovazione nel settore del vino».

I cambiamenti climatici, le trasformazioni dei consumi e la pressione economica sono le tre variabili che Tassinari ha indicato come decisive per il settore. In questo contesto, investire in innovazione non è una scelta opzionale.

Il ricordo di Carlo Petrini

L’incontro ha avuto anche un momento di memoria istituzionale. Alla presenza di Chiara Petrini, sorella del fondatore di Slow Food scomparso di recente, è stata consegnata una targa commemorativa in suo onore. In collegamento video, Riccardo Cotarella, presidente del Comitato scientifico del Wrt, ha ricordato Petrini come una figura capace di lavorare «per il bene dell’intero settore», al di là delle appartenenze e degli interessi di parte.

La scelta di Pollenzo come sede dell’evento non è stata casuale: la città cuneese è da anni uno dei luoghi simbolo del pensiero gastronomico italiano, sede dell’Università fondata dallo stesso Petrini.

In autunno la nuova identità del network

L’appuntamento di Pollenzo segna l’avvio di una fase nuova per il Wrt. In autunno il network presenterà una identità rinnovata, un nuovo logo e le iniziative programmate per i prossimi anni. Al momento, il Wrt riunisce una trentina di aziende distribuite in diverse regioni italiane: Fondazione Edmund Mach e Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo figurano tra i partner istituzionali dei progetti Pnrr.

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