L’atmosfera del Natale è cambiata, c’è stata una commercializzazione di questa festa, l’esempio di questo cambiamento è il panettone
A volte sarò un “vecchio” brontolone, ma mi manca il Natale di una volta. Era un Natale fatto di piccoli gesti quotidiani che partivano ben prima del 25 dicembre. Si allestiva l’albero tutti insieme, un rito familiare, una condivisione di un momento che preparava allo spirito natalizio; poi si allestiva il presepe, ogni anno si faceva diverso, si aggiungeva una statua a quelle tramandate da generazione in generazione o si trovava del muschio fresco o una carta particolare per allestire una nuova scenografia. Nelle case con i gatti ho visto presepi distrutti, ma l’atmosfera era gioiosa e di festa. Un’attesa che cominciava ai primi di dicembre e aveva il culmine nei giorni della Festa.
Un ricordo indelebile è il “panettone”. Quel profumo inconfondibile significava che il Natale era alle porte e il tempo dei cenoni e dei pranzi in famiglia era vicino. Il “normale” panettone era quello dolce che nasceva a Milano, preparato con uvetta e canditi sotto il periodo natalizio, da portare a tavola accompagnandolo con un vino dolce, come un Moscato d’Asti. Oltre al sapore c’era un aspetto ludico che coinvolgeva tutti noi bambini: le scatole si foravano all’altezza degli occhi, diventavano elmi, e tutti noi ci trasformavamo in guerrieri senza paura…
Oggi di questa atmosfera c’è solo un ricordo: il Natale si è trasformato in un momento commerciale. Il panettone è l’esempio perfetto per spiegare questa trasformazione. La produzione di questo dolce un tempo iniziava la prima settimana di dicembre e dopo qualche giorno appariva nei negozi e nelle pasticcerie; oggi già ai primi di novembre, subito dopo Halloween, un’altra “ricorrenza” commerciale, sugli scafali appaiono i primi panettoni. Ma il panettone viene ormai prodotto tutto l’anno, fanno guide e classifiche sui migliori panettoni, così facendo hanno tolto l’immagine romantica che l’ammantava: da dolce natalizio per eccellenza a prodotto sempre disponibile. Soprattutto è stato trasformato in qualcosa che non è più tradizione, ha perso canditi e uvetta, sostituiti da creme di mille gusti diversi, cioccolato, frutta disidrata e chi più ne ha più ne metta, qualcuno oggi lo ha fatto anche salato, usando pomodori e olive. Saranno anche buoni, ma per favore non chiamatelo più panettone.
