L’invasione dei volatili colpisce mais, girasoli e ceci. Gli agricoltori chiedono interventi urgenti per contenere i danni
La Toscana è sotto assedio. Piccioni, colombacci e tortore stanno devastando i raccolti di mais, sorgo, ceci e girasoli, causando perdite fino al 40% della produzione regionale. L’allarme lanciato da Cia Agricoltori Italiani Toscana fotografa una situazione critica che si estende ben oltre i confini regionali.
«Il fenomeno riguarda gran parte della regione», conferma Sandro Orlandini, presidente di Cia Toscana Centro. I numeri sono impressionanti: quando uno stormo prende di mira un terreno coltivato, consuma circa 12 chilogrammi di granelle al giorno. Il risultato? Danni che possono raggiungere il 60-80% delle granelle e compromettere il 30-40% dell’intero raccolto.
Un problema che travalica i confini toscani
Il fenomeno non riguarda solo la Toscana. Cresce il numero di agricoltori che lamenta danni alle colture causati da uccelli, quali cornacchie e storni, ma anche pappagalli e colombi. Nel Veneto gli agricoltori denunciano problemi simili con colombacci, piccioni, gazze e fagiani che minacciano le coltivazioni, mentre nei dintorni di Milano sono stati autorizzati abbattimenti di piccioni per «evitare danni all’agricoltura».

Il problema assume dimensioni nazionali. La presenza urbana di questi uccelli favorisce la contaminazione dei raccolti, poiché i piccioni non si limitano ad alimentarsi con erba o scarti, ma consumano direttamente le sementi. Questa dinamica complica le misure di contenimento perché gli animali si muovono tra ambienti diversi, urbani e rurali.
Le proposte di intervento
Gli agricoltori non restano a guardare. In Toscana chiedono che il colombaccio venga inserito tra le specie cacciabili già dalla pre-apertura del 1° settembre, senza aspettare l’apertura ufficiale della caccia prevista per il 15 settembre. Una richiesta che trova precedenti in altre regioni.
L’Emilia-Romagna ha già attivato un piano di controllo dei colombacci, confermato dal Tar regionale dopo un ricorso respinto. Il piano consente il prelievo dei colombacci tra il 1° aprile e il 15 settembre di ogni anno, per un totale massimo di 11.000 esemplari.
A livello nazionale, la Lega propone modifiche al ddl Maran per regolamentare il controllo di parrocchetti, piccioni e altre specie invasive, per proteggere agricoltura e ambiente urbano dai danni economici crescenti.
Soluzioni tecnologiche alternative
Non solo caccia. Esistono soluzioni innovative come i dissuasori per uccelli con tecnologia laser, che riducono l’attività degli uccelli di oltre il 70%, offrendo alternative più sostenibili al controllo tradizionale.
Un equilibrio difficile
La questione tocca un punto delicato dell’equilibrio ecosistemico. Mentre gli agricoltori subiscono perdite economiche concrete, gli ambientalisti ricordano che molte specie di uccelli sono in declino a causa dell’agricoltura intensiva. L’impresa è trovare soluzioni che proteggano sia le coltivazioni sia la biodiversità.
Gli agricoltori toscani sperano in interventi rapidi. Con la stagione di raccolta in corso, ogni giorno di ritardo significa ettari di produzione compromessi. La richiesta è semplice: strumenti normativi adeguati per difendere il lavoro di un anno intero dalla voracità di stormi sempre più numerosi e stanziali.
