Cresce del 37% l’interesse per le esperienze legate all’olio: visite, degustazioni e percorsi nei territori dell’oro verde
Dimenticate le solite vacanze. Il futuro del turismo italiano profuma di olio extravergine d’oliva e passa per sentieri tra uliveti secolari, frantoi aperti al pubblico e degustazioni guidate. Non è una moda passeggera: i numeri parlano chiaro. Tra il 2021 e il 2024, l’interesse per le esperienze turistiche legate all’olio è cresciuto del 37%. Quasi due terzi dei viaggiatori italiani – il 64% – dichiara di voler partecipare a un’esperienza a tema olio.
«Questo trend è conseguenza di un desiderio sempre più forte di scoprire e vivere appieno il patrimonio enogastronomico del Belpaese», spiega Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico e docente all’Università di Bergamo. «L’olio extravergine d’oliva è tra i prodotti più rappresentativi, subito dopo il vino».
Puglia e Toscana in testa
La classifica delle destinazioni premia Puglia e Toscana, a pari merito al primo posto con il 41% delle preferenze degli italiani, seguite da Emilia-Romagna e Sicilia. Non sorprende: la Puglia produce oltre la metà dell’olio extravergine nazionale, mentre la Toscana ha una tradizione consolidata nell’accoglienza enogastronomica.

Cosa cercano i turisti
Le richieste stanno evolvendo. Visite in frantoio e degustazioni rimangono il cuore dell’offerta, ma i viaggiatori vogliono di più: esperienze multisensoriali che uniscano scoperta, benessere e coinvolgimento in modalità creative e sostenibili. La Generazione Z, in particolare, cerca autenticità e immersione totale.
«L’oleoturismo si sta avviando verso una più marcata multisensorialità», continua Garibaldi. «Non si tratta solo di assaggiare l’olio, ma di capire la fatica, la cura e la sapienza che si nascondono dietro ogni goccia».
Le aziende si adeguano
Il settore ha colto il segnale. Le aziende olivicole italiane stanno ampliando la propria offerta per accogliere i visitatori in modo esperienziale, trasformando l’olio da semplice prodotto a racconto di territorio, cultura e identità. Anche ristoranti, strutture ricettive, musei e agenzie di viaggio si stanno muovendo nella stessa direzione, creando una rete integrata tra agricoltura, turismo e accoglienza.
Come sottolinea il frantoiano Andrea Brun: «L’olio lo fanno le persone. Il frantoio è un luogo dove fare esperienze, dove poter vedere e toccare con mano il sacrificio dell’uomo: dalla raccolta delle olive alla produzione in una terra molto complessa da gestire».

Evolio Expo 2026: vetrina internazionale
In questo scenario si inserisce la seconda edizione di Evolio Expo, la fiera internazionale dedicata all’olio extravergine di oliva, in programma dal 29 al 31 gennaio 2026 presso la Fiera del Levante di Bari. Organizzata da Senaf con il sostegno della Regione Puglia, Pugliapromozione e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, la manifestazione dedica ampio spazio all’oleoturismo come leva strategica per la valorizzazione dei territori.
Oltre al focus sul turismo, la fiera affronterà altri due temi chiave: “Olio, Ambiente, Paesaggio e Identità” e “Olio e Salute”.
Collaborazioni territoriali
Interessante l’accordo siglato durante Olioliva 2025 tra le Camere di Commercio Riviere di Liguria e Cuneo, che punta a una promozione turistica congiunta tra Liguria e Piemonte. L’assessore ligure Luca Lombardi ha spiegato: «È un’intesa concreta per rafforzare l’immagine turistica delle due regioni. Il verde delle montagne e il blu del mare formano un legame in chiave di turismo sostenibile».
L’entroterra ligure, con i suoi uliveti di Taggiasca, diventa così protagonista di un nuovo modello di vacanza, quello del Turismo Verde Esperienziale, dove l’olio è il fil rouge che unisce paesaggio, tradizioni e futuro.
Prospettive positive
«Le prospettive sono positive», conclude Garibaldi. «Il dinamismo mostrato dalle realtà territoriali può essere da stimolo per una sempre maggiore diffusione di esperienze turistiche a tema olio capaci di veicolare i valori e le peculiarità di questo prodotto di eccellenza».
In un’epoca che corre sempre più veloce, l’oleoturismo offre l’occasione di rallentare, di sporcarsi le mani (metaforicamente), di capire cosa significa prendersi cura di un territorio. E di tornare a casa con qualcosa di più di una bottiglia d’olio: una storia da raccontare.
