Quaranta buyer internazionali tornano a casa con una missione: far conoscere la vera qualità dell’extravergine nei loro Paesi
Quaranta ambasciatori dell’eccellenza italiana hanno lasciato la provincia di Perugia con una responsabilità ben precisa: raccontare ai loro Paesi cosa significhi davvero olio extravergine di qualità. Provenienti da Danimarca, Svezia, Norvegia, Romania, Polonia, Olanda, Regno Unito, Croazia, Lituania, Malta, Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti, questi professionisti del settore alimentare hanno completato tre giorni intensi di formazione presso il frantoio Farchioni a Gualdo Cattaneo, con un obiettivo che va ben oltre il commercio: diffondere la cultura dell’olio italiano nel mondo.
Non è una semplice visita aziendale, ma un’immersione totale nel patrimonio olivicolo italiano. I partecipanti hanno raccolto le olive con le proprie mani, seguito ogni fase della lavorazione, dall’estrazione alla frangitura, fino all’imbottigliamento. Hanno poi concluso con la degustazione, armati delle competenze tecniche necessarie per distinguere un vero extravergine italiano da una semplice imitazione.

Una lezione di eccellenza italiana
Le lezioni sono state tenute da Michela Gasparrini, responsabile del laboratorio aziendale, e Maurizio Servili, docente di Scienze e tecnologie alimentari all’Università di Perugia. L’obiettivo didattico è stato esplicito: educare olfatto e gusto per riconoscere la vera qualità dell’olio extravergine italiano, una qualità che non è universalmente compresa sui mercati esteri.
«C’è una ricetta alla base della promozione dell’olio extravergine italiano: imparare a riconoscere la qualità», spiega Giampaolo Farchioni, titolare dell’azienda organizzatrice. «I nostri ospiti internazionali adesso sanno cosa comunicare una volta tornati a casa. Hanno visto con i loro occhi, toccato con le loro mani, assaggiato con i loro sensi educati. Non possono più ingannare i loro clienti: conoscono il valore reale di ciò che vendono».
Quando la qualità italiana incontra i mercati globali
L’olio extravergine è uno dei simboli della dieta mediterranea e dell’eccellenza italiana nel mondo. Eppure, sui mercati internazionali, spesso è poco conosciuto nella sua vera essenza. Mancano figure competenti in grado di spiegare al consumatore straniero la differenza tra un olio di qualità e un prodotto mediocre.
«L’olio extravergine è apprezzato all’estero, ma non adeguatamente conosciuto», riconosce Farchioni. «Spesso manca la disponibilità a sostenerne il prezzo perché non si comprende il valore. Questo corso trasforma i nostri ospiti in veri conoscitori, pronti a far comprendere ai loro clienti perché pagare per la qualità italiano è un investimento, non una spesa».

Dalla Danimarca al Giappone: portatori di cultura italiana
Ogni partecipante tornerà nel proprio Paese con una missione doppia: commerciale e culturale. Saranno loro a raccontare ai buyer locali, ai rivenditori, ai ristoratori come riconoscere un vero olio extravergine italiano. Saranno loro a educare i consumatori danesi, svedesi, coreani, giapponesi, americani sul valore intrinseco di questo patrimonio gastronomico italiano.
«Da sempre la nostra azienda punta al concetto di qualità al giusto prezzo», sottolinea Farchioni. «Ma per sostenere la fatiche dell’imprenditore che investe sulla qualità, serve diffondere maggiore cultura e consapevolezza nei mercati esteri. Questi professionisti faranno esattamente questo: diventeranno gli educatori dei loro mercati nazionali».
L’Umbria come porta d’accesso al patrimonio italiano
Il corso si è concluso con una visita a Perugia e momenti conviviali in mezzo agli oliveti, compresa una cena presso il Casolare di Costacilia, l’antico casolare di famiglia che rappresenta le radici della tradizione olivicola umbra.
«Le giornate di formazione hanno permesso ai partecipanti di vivere gli aspetti tipici della ruralità umbra che stanno alla base della bottiglia», spiega Farchioni. «Per la nostra famiglia è sempre un motivo di orgoglio tenere alto il nome dell’Umbria in tutto il mondo. Adesso lo faranno anche i nostri ospiti internazionali».
L’Umbria, cuore verde d’Italia e punto di riferimento mondiale della cultura olivicola italiana, diventa così la porta d’accesso attraverso la quale il mondo intero potrà comprendere il valore autentico dell’olio extravergine italiano. Una bottiglia, un assaggio, una conversazione alla volta.
