Un progetto da 1,5 milioni di euro porta il distillato italiano sugli scaffali britannici accanto a whisky e gin
Londra si prepara ad accogliere un nuovo ospite nei suoi pub e wine bar: la grappa italiana. Non più solo whisky scozzese e gin artigianale, ma anche il nostro distillato di vinacce, protagonista di un ambizioso piano triennale che punta a conquistare il palato britannico.
Un progetto da oltre un milione e mezzo
L’iniziativa si chiama “Hello Grappa: The UK Experience” e vale 1,5 milioni di euro, finanziati interamente dall’Unione Europea. Tre anni per raccontare agli inglesi cosa sia davvero la grappa, andando oltre gli stereotipi del “liquore forte della nonna” che ancora resiste nell’immaginario collettivo.
Il programma è promosso da AssoDistil, l’associazione italiana dei distillatori, ed è la terza edizione di un percorso iniziato nel 2017. L’obiettivo? Far conoscere le peculiarità di un prodotto che gode della certificazione IG (Indicazione Geografica), garanzia di qualità e territorio.

Perché proprio il Regno Unito
La scelta non è casuale. Il mercato britannico degli spirits è vivace, curioso, sempre alla ricerca di novità. I consumatori inglesi apprezzano i distillati di qualità e sono disposti a sperimentare, caratteristiche che rendono il Regno Unito un terreno fertile per la grappa italiana.
«Questo risultato conferma che puntare su prodotti di eccellenza con certificazione IG rappresenta la strategia vincente», spiega Sandro Cobror, direttore di AssoDistil. Un approccio che in otto anni ha portato l’associazione a ottenere quattro progetti europei per un valore totale di oltre 9 milioni di euro.
Tradizione e contemporaneità
La grappa non è solo un distillato: è un pezzo di cultura italiana, il risultato di tecniche tramandate da generazioni. Ogni bottiglia racconta una storia fatta di vitigni, territori e maestria artigianale. Ora l’obiettivo è far capire tutto questo anche oltremanica, dove il Made in Italy alimentare gode già di ottima reputazione.
Il progetto punta anche sulla sostenibilità, tema sempre più centrale per i consumatori europei. La grappa, ricavata dagli scarti della vinificazione, è un esempio perfetto di economia circolare: nulla si butta, tutto si trasforma.
Nei prossimi tre anni, londinesi e inglesi troveranno la grappa sempre più presente: degustazioni, eventi, presenza nei locali e una campagna di comunicazione mirata. L’idea è far scoprire la varietà di questo distillato, dalle più morbide e giovani alle riserve invecchiate in legno, capaci di competere con i migliori cognac.
Un’occasione per chi vive nel Regno Unito di ampliare il proprio repertorio di sapori. E per la grappa italiana, una sfida importante in un mercato competitivo e sofisticato.
