Dall’Istituto Superiore di Sanità un nuovo strumento gratuito che traduce il linguaggio scientifico della nutrizione per tutti
Quando leggete “ultraprocessato” sull’etichetta di un prodotto, sapete davvero cosa significa? E la differenza tra microbioma e microbiota? O quella tra probiotici e prebiotici? Se la risposta è no, non siete soli. Il linguaggio della nutrizione è diventato un labirinto di termini tecnici, neologismi e parole straniere che spesso creano più confusione che chiarezza.
Per questo motivo, la Federazione delle Società Italiane di Nutrizione (FeSIN) ha appena presentato all’Istituto Superiore di Sanità la seconda edizione del suo Glossario “Alimentazione e Nutrizione in parole”. Un progetto ambizioso: 200 termini scientifici spiegati in modo chiaro, accessibile gratuitamente a tutti.
Quindici anni dopo, un aggiornamento necessario
La prima edizione del Glossario FeSIN risale a quindici anni fa. Da allora, il mondo della nutrizione è cambiato profondamente. «La terminologia scientifica evolve nel tempo e questi cambiamenti hanno reso necessario un aggiornamento», spiega la professoressa Alessandra Bordoni, Segretario Generale della FeSIN.

Il risultato sono quasi il doppio delle parole rispetto alla versione precedente: da poco più di 100 a 200 termini. Un segnale inequivocabile di quanto il settore si sia evoluto e di quante nuove definizioni fossero diventate indispensabili.
Un metodo scientifico per fare chiarezza
A lavorare al nuovo Glossario sono state quattro società scientifiche federate: SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana), SINUPE (Società Italiana di Nutrizione Pediatrica), SISA (Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione) e ASAND (Associazione Scientifica Alimentazione, Nutrizione e Dietetica), con il contributo di ADI e SINPE.
La novità principale, oltre al numero di parole, è il metodo. Questa volta si è applicata una metodologia oggettiva di consenso, per garantire che ogni definizione fosse condivisa e scientificamente corretta. Dove possibile, le definizioni derivano da documenti di riferimento nazionali e internazionali: EFSA, OMS, ESPEN.
Dai social media alla tavola: parole da conoscere
Quali termini sono entrati nel nuovo Glossario? Innanzitutto, parole che usiamo tutti i giorni ma che spesso fraintendiamo: “allergia alimentare”, “intolleranza alimentare”, “porzione standard”, “fame”.
Poi ci sono i termini diventati popolari grazie ai social media: “alimento fermentato”, “antiossidanti”, “sarcopenia”, “sostenibilità del sistema alimentare”. Parole che sentiamo ovunque, ma di cui non sempre conosciamo il significato preciso.
Il Glossario fa anche chiarezza su concetti spesso confusi tra loro: microbioma e microbiota non sono la stessa cosa, così come prebiotici, probiotici, postbiotici e simbiotici hanno funzioni diverse e ben definite.
Neologismi e nuove evidenze scientifiche
Alcuni termini sono veri e propri neologismi, come “globesità” (la combinazione di globalizzazione e obesità), o riflettono concetti nuovi come “alimento ultraprocessato” e “sensibilità al glutine non celiaca”. Altri arrivano da altre lingue, come “approccio One Health” o “Nutrition Care Process”.
Le nuove evidenze scientifiche hanno portato all’inclusione di termini come “bioaccessibilità”, “biodisponibilità”, “carico glicemico”, “epigenetica” e “nutrizione di precisione”. Alcuni termini esistenti sono stati aggiornati per renderli più attuali: “componente bioattivo dell’alimento”, “etichetta nutrizionale”, “etichettatura fronte-pacco”, “obesità”.
Uno strumento per tutti, gratuito e digitale
Il nuovo Glossario sarà disponibile gratuitamente in due versioni: stampata e digitale. La versione digitale si potrà scaricare dal 13 novembre 2025 dal sito della FeSIN (www.fesin.it) e da quelli delle società federate.
«Speriamo che questo strumento possa diventare un punto di riferimento per l’uso corretto delle parole in Alimentazione e Nutrizione e possa evitare le tante ambiguità e i frequenti errori di interpretazione che costellano la comunicazione in questo settore», conclude la professoressa Bordoni.
Un obiettivo semplice ma fondamentale: permettere a tutti – professionisti, giornalisti, insegnanti, consumatori – di parlare la stessa lingua quando si tratta di cibo e nutrizione. Perché sapere cosa significano le parole è il primo passo per fare scelte consapevoli a tavola.
