Idratazione, dieta mediterranea e movimento: i consigli del professor Gasbarrini per proteggere il metabolismo durante l’estate
Le ondate di calore che in queste settimane stanno interessando gran parte dell’Italia non mettono a rischio solo il cuore e l’equilibrio idrico. Lo segnala Giovanni Gasbarrini, professore emerito di Medicina interna all’Università Cattolica del Sacro Cuore, secondo cui le temperature elevate e prolungate possono alterare anche il metabolismo, il controllo della glicemia, l’appetito e la funzionalità dell’apparato digerente. A pagarne le conseguenze sono soprattutto le persone più fragili: anziani e chi soffre di obesità, diabete, prediabete, sindrome metabolica o insulino-resistenza.
«La sfida dei prossimi anni sarà integrare la medicina del clima con la medicina della prevenzione, riconoscendo che fattori ambientali e salute metabolica sono sempre più strettamente interconnessi» afferma Gasbarrini.
Un adulto su tre convive con l’insulino-resistenza
Il dato di partenza riguarda la diffusione del fenomeno: oggi oltre un adulto su tre presenta una qualche forma di insulino-resistenza. Si tratta di una condizione in cui muscoli, fegato e tessuto adiposo diventano progressivamente meno sensibili all’azione dell’insulina.
Nelle fasi iniziali il pancreas compensa aumentando la produzione dell’ormone. Con il tempo, però, questa risposta non basta più e compaiono alterazioni della glicemia, accumulo di grasso viscerale, aumento dei trigliceridi e steatosi epatica, fino a diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Non solo glucosio
L’insulino-resistenza, precisa l’esperto, non riguarda soltanto il metabolismo del glucosio. È una condizione sistemica, legata a un’infiammazione cronica di basso grado, ad alterazioni del metabolismo lipidico e a un dialogo alterato tra intestino, microbiota, fegato e sistema endocrino.

La dieta mediterranea come strumento di prevenzione
Durante l’estate, secondo Gasbarrini, è preferibile un’alimentazione ispirata alla dieta mediterranea: alimenti freschi, poco processati e ad alta densità nutrizionale. Frutta e verdura di stagione forniscono in un colpo solo acqua, fibre, vitamine, sali minerali e composti bioattivi.
Tra le indicazioni: privilegiare cereali integrali, legumi, pesce, olio extravergine di oliva e fonti proteiche magre, limitando gli alimenti ultraprocessati, ricchi di zuccheri semplici, grassi saturi e sodio. Pasti moderati e distribuiti nell’arco della giornata riducono il carico metabolico post-prandiale e aiutano il controllo della glicemia; nelle ore più calde è meglio evitare pasti abbondanti o grassi, che richiedono un maggiore lavoro digestivo.
Idratazione, sonno e attività fisica
Accanto alla dieta, Gasbarrini indica altri quattro fattori protettivi: una corretta idratazione, un’attività fisica adattata alle condizioni climatiche, un sonno di buona qualità e un monitoraggio clinico regolare. Interventi semplici, sottolinea, ma sostenuti da solide evidenze scientifiche, in molti casi sufficienti a ridurre il rischio di scompenso metabolico.
L’idratazione, in particolare, è tra gli strumenti più efficaci per proteggere il metabolismo durante il caldo, mentre l’attività fisica regolare migliora la sensibilità all’insulina anche nei mesi estivi.
