A Montalcino l’enoturismo cresce del 30% sul pre-Covid. Il vino traina l’economia locale con 233mila visitatori
Quando viene stappata una bottiglia di Brunello a Montalcino, non si apre solo un vino. Si mette in moto un ingranaggio economico che vale quattro volte il prezzo di quella bottiglia: 117 euro di impatto sul territorio contro i circa 30 euro del valore franco cantina. Un effetto domino che nel 2024 ha portato 233mila persone a visitare questo angolo di Toscana, il 6,3% in più rispetto al 2023 e quasi il 30% sopra i livelli del 2019, prima della pandemia.
I numeri di un fenomeno
Non stiamo parlando di una località turistica qualunque. Montalcino conta 12 hotel (tre dei quali a 5 stelle) e 180 strutture extra-alberghiere, principalmente agriturismi. Ci sono due ristoranti stellati, enoteche e wine bar. Tutto ruota intorno al vino, con un indotto generato supera i 150 milioni di euro.
I dati elaborati dal Consorzio del Brunello su base Istat raccontano di un turismo di qualità: chi arriva resta in media 2,4 giorni, preferisce gli agriturismi (74% delle presenze) e nel 71% dei casi viene dall’estero. Non solo: quasi due visitatori stranieri su tre arrivano da fuori Europa.

Chi viene a Montalcino
Gli americani guidano la classifica con 50mila presenze nel 2024, segnando un +47% rispetto a cinque anni fa. Ma la crescita più interessante riguarda mercati meno scontati: i Paesi dell’Est Europa sono saliti dell’87%, mentre Australia, Sud Corea e Cina hanno registrato aumenti tra il 61% e il 115% dal 2019 a oggi.
Anche europei che sembravano già affezionati al territorio hanno aumentato le visite: la Spagna segna un +108%, la Polonia +89%, la Francia +43%. Gli italiani restano comunque il gruppo più numeroso con il 29% del totale dei pernottamenti, seguiti da statunitensi (21%), tedeschi (9%) e brasiliani (5,3%).
Il trend continua
Le stime provvisorie per il 2025 confermano la tendenza: nei primi otto mesi dell’anno si registra un ulteriore +0,6%, con 130mila presenze solo tra maggio e agosto. La domanda cresce soprattutto da Francia, Est Europa, Cina e Regno Unito.
Oltre i dazi e il calo dei consumi
«L’enoturismo è un moltiplicatore di ricchezza», ha spiegato Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del Brunello. Le aziende vitivinicole si trovano a navigare tra dazi americani e consumi in calo, ma l’accoglienza turistica rappresenta una fonte di reddito sempre più rilevante per l’intero territorio.
Il modello Montalcino dimostra che un prodotto di qualità, riconosciuto a livello internazionale, può trainare un’economia locale ben oltre la cantina. Ogni visitatore che percorre le strade del Brunello lascia tracce economiche in hotel, ristoranti, negozi e servizi. E ogni bottiglia stappata è solo l’inizio di una storia più grande.
