ERT1050, nuova cantina Oniwines sul Monte Baldo, vigneti estremi, architettura integrata e primo spumante metodo classico di Brentonico
A mille metri di quota, dove le vigne sembrano sfidare la gravità, è nato un progetto che ridefinisce il concetto di viticoltura estrema. Siamo sull’altopiano di Brentonico, nel cuore del Parco del Monte Baldo – quel “Giardino d’Italia” conosciuto dai botanici di tutta Europa per la sua straordinaria biodiversità – dove il gruppo Oniwines ha inaugurato ERT1050, la sua sesta cantina.
Il nome non è casuale: “ERT” in dialetto trentino significa costa di monte, mentre “1050” è l’altitudine del vigneto più alto. Dieci ettari di Chardonnay che crescono in un ambiente dove ogni fase del lavoro, dalla coltivazione alla vinificazione, è plasmata dall’altitudine e dal clima montano.
La cantina che dialoga con la montagna
L’architettura di ERT1050 è pensata per mimetizzarsi nel paesaggio. Il tetto verde fonde la struttura con l’altopiano, il cemento bocciardato richiama le strade bianche dei sentieri, le superfici brunite evocano la corteccia degli alberi. Il piano inferiore, parzialmente interrato, ospita la zona di vinificazione e affinamento: un ambiente raccolto dove la luce naturale è ridotta al minimo per rispettare i ritmi lenti del vino. Al piano superiore, una sala degustazione con grandi vetrate si affaccia sull’altopiano come un cannocchiale che inquadra le vigne e il paesaggio circostante.

Gli interni giocano con i toni della natura: dal verde intenso all’arancio autunnale, ogni dettaglio richiama i cambiamenti stagionali del bosco e della montagna.
Il primo Trentodoc dell’altopiano
Il debutto enologico di ERT1050 è un Trentodoc Brut Metodo Classico D.O.C. Trento, prodotto con uve 100% Chardonnay e affinato 24 mesi sui lieviti. Il risultato è uno spumante che è l’espressione diretta di un territorio dove l’altitudine non è solo un numero, ma uno stile.
ERT1050 si aggiunge alle cinque cantine già esistenti: Villa Bucci nelle Marche, Tenimenti Leone nel Lazio, La Giuva in Veneto, Podere Guardia Grande in Sardegna e Pico Maccario in Piemonte. Tutte fanno capo a Oniwines, la divisione vinicola del Gruppo Oniverse, fondato dalla famiglia Veronesi – la stessa di Calzedonia, Intimissimi e Signorvino.
Federico Veronesi, classe 1992 e CEO di Oniwines, guida il progetto dal 2015. La strategia è chiara: aggregare cantine con forte identità territoriale, modernizzarne l’immagine senza snaturarne l’anima, valorizzare vitigni autoctoni e portarli sui mercati internazionali. Il fatturato attuale si aggira sui 5 milioni di euro per circa un milione di bottiglie prodotte, con l’obiettivo di crescere puntando su qualità e distribuzione.
Il mercato statunitense vale circa un quarto del fatturato totale, ma l’attenzione resta focalizzata sull’Italia. Ogni cantina mantiene la propria specificità: Villa Bucci è sinonimo di Verdicchio biologico, La Giuva esplora una Valpolicella di altura con vitigni autoctoni, Pico Maccario rappresenta Langhe e Monferrato con Barolo e Barbaresco.

Il territorio: tra Adige e Garda
Il Monte Baldo è un massiccio delle Prealpi Gardesane che si estende per 40 chilometri tra le province di Trento e Verona, con una dorsale parallela al lago di Garda. L’altopiano di Brentonico si trova sul versante trentino, a cavallo tra la Valle dell’Adige e il lago.
Conosciuto come “Giardino d’Italia”, il Monte Baldo ospita 1.655 specie vegetali, molte delle quali rare o endemiche. Il paesaggio alterna boschi di faggi e abeti, praterie alpine, pascoli e piccole valli.
La viticoltura in quota è un fenomeno recente in questa zona, spinto dal cambiamento climatico e dalla ricerca di temperature più fresche per la coltivazione della vite. Diversi produttori stanno investendo sull’altopiano, puntando principalmente su uve base spumante come Pinot Nero e Chardonnay.
Non mancano però le preoccupazioni. Una lettera aperta di cittadini di Brentonico ha espresso preoccupazione per l’espansione della viticoltura fino a 1.200 metri di altitudine, citando rischi legati all’uso di pesticidi, alla pressione sulle risorse idriche e alla perdita di biodiversità. Il dibattito è aperto: come conciliare sviluppo economico e tutela ambientale in un territorio fragile?
Le parole del protagonista
Federico Veronesi definisce ERT1050 «un progetto che unisce natura, sfida e conoscenza», sottolineando come ogni bottiglia racconti la storia della montagna e l’identità di un territorio unico. L’idea di fondo è che il paesaggio sia il primo ingrediente e l’altitudine uno stile capace di generare bollicine eleganti e autentiche.
Con ERT1050, Oniwines porta il concetto di viticoltura estrema a un nuovo livello. Non si tratta solo di produrre vino in condizioni difficili, ma di costruire un’esperienza che integri architettura, territorio e prodotto. Il risultato è uno spumante che sa di montagna, di sfida e di un futuro dove il vino italiano cerca nuove strade – letteralmente – in altura.
