Nonostante il momento di crisi il mercato russo è importante per il vino italiano. Diversi eventi per tenere alta l’attenzione sui prodotti made in Italy

Italia e Russia, storia di un amore, soprattutto quando si parla di cibo e vino, un amore che ultimamente attraversa qualche turbolenza, soprattutto da quando sono in vigore le sanzioni. Una situazione che non dipende direttamente dal nostro Paese.

Lo stile italiano a tavola piace ai russi

La fotografia della situazione attuale l’ha fatto Pietro Mastrobernardino, presidente dell’Istituto del vino Grandi Marchi, una realtà che raggruppa alcune delle più importanti cantine italiane: «Il mercato russo è da sempre strategico per l’alta gamma dei vini italiani e ritornerà a esserlo in futuro, quando si allenteranno la crisi geopolitica e quella del rublo. Siamo convinti che mai come ora sia necessario continuare a presidiare un mercato da 181 milioni di euro e già ben strutturato sul fronte della ristorazione, dei wine shop, con un pubblico di wine e professional lover già educato al vino italiano».

Per mantenere alta l’attenzione sui prodotti made in Italy si terrà il 7 giugno una cena-evento al Metropol di Mosca, uno storico albergo, realizzato in stile Art Nouveau prima della rivoluzione. Si tratta di una serata che unirà cibo e vino, per esaltare l’italianità dei prodotti portati a tavola. In cucina ci sarà lo chef Isaac Correa, di origine americana, pioniere della cucina fusion in Russia, uno dei cuochi più famosi a Mosca.

La Russia è sempre stata attratta dal vino italiano, tanto che la domanda di questo prodotto è cresciuta più qui che in tutti gli altri mercati emergenti nell’ultimo decennio. «I dati del primo trimestre di quest’anno – ha evidenziato Mastroberardino – registrano finalmente la prima inversione di tendenza, dopo un 2015 chiusosi a circa -30 per cento per l’export di vino italiano in Russia. Infatti, da gennaio a marzo l’Italia ha esportato 29 milioni di euro, in crescita del 6,5 per cento: una percentuale tre volte superiore alle importazioni totali di vino in questo Paese (fonte: export vino italiano per Dogane Russe 2015 – primo trimestre 2016 - ndr)».

Ma le iniziative in Russia continueranno anche nei prossimi giorni e coinvolgeranno, oltre Mosca, anche San Pietroburgo. Ci saranno seminari e degustazioni. Inoltre, saranno presentate offerte per attirare in Italia i turisti russi che vogliono scoprire i luoghi dove viene prodotto il vino italiano. Infatti, molte delle realtà che fanno parte dei Grandi Marchi hanno delle strutture ricettive in grado di accogliere gli enoturisti russi e di tutto il mondo. Se Maometto non va alla montagna, è la montagna che va da Maometto.