I vini Baracchi nascono dalla passione che questa famiglia mette nella cura delle viti e nel rispetto del territorio: una storia d’amore che dura una vita

«Alla bella vita». Questo è il modo in cui la storica famiglia cortonese Baracchi, produttrice di vino dal 1860, celebra i propri numerosi successi. «La bella vita» è un motto di gioia, un invito a godere del sano piacere che può dare un ottimo vino, un buon piatto e una vista mozzafiato come quella che si gode dal Relais & Chateaux “Il Falconiere”, residenza a cinque stelle di proprietà Baracchi, ove sono collocate le Cantine. E per Baracchi da festeggiare vi è molto. Il Brut Rosé Sangiovese millesimato è stato premiato come uno dei cinquanta spumanti più buoni al mondo (50 Great Sparkling Wines 2016). Con ben 94 punti lo spumante Baracchi si è aggiudicato la medaglia d’oro. È un riconoscimento davvero meritato dal momento che ricompensa l’innovativa e audace intuizione del proprietario Riccardo Baracchi che, tra i primi in Italia, decise di utilizzare vitigni autoctoni per dar vita a spumanti metodo classico, oggi di gran moda lungo tutto lo Stivale. Riccardo Baracchi è stato sicuramente uno dei protagonisti di questa vera rivoluzione.

Vini di personalità che nascono dalla passione e dalle idee di Riccardo Baracchi

Anche l’altro spumante, il Brut Trebbiano millesimato 2012, e il Supertuscan Igt Ardito, hanno portato all’azienda di Cortona (provincia di Arezzo) diversi premi. I riconoscimenti sono davvero tanti e riguardano sia la produzione di vini d’eccellenza sia i piatti della chef stellata Silvia Baracchi che, in occasione di S. Valentino, ha presentato il proprio libro “Rosso di gusto” che diletta il lettore con ricette intriganti e storie d’amore.

La passione per l’enologia e la volontà di fare un gran vino, per Riccardo Baracchi, nascono da lontano. Lo studio dell’alchemica scienza enologica e la profonda conoscenza del proprio territorio, delle sue peculiarità mineralogiche e pure delle locali storie di vita si sono fuse magistralmente in una vera dedizione alla qualità. E il vino Baracchi è decisamente di alta qualità. Le vigne sono curate nei dettagli, accudite con premura come fanciulle da allevare. I rami delle viti sono bassi per non affaticare la pianta, sempre perfettamente sfogliati nella fascia dove rigogliosa ingrossa l’uva, altamente selezionata per garantire la migliore qualità. L’assenza di fogliame, rigorosamente tolto a mano, consente la perfetta maturazione dei grappoli e la salute della loro buccia perché come afferma Baracchi “La grandezza di un vino la fa la buccia”.

Curare con tale dedizione 32 ettari di vigneti non è certo gioco facile, soprattutto se si considera che questi sono collocati in tre distinte località, ciascuna con le proprie peculiarità geologiche. I vitigni impiantati in ogni sede Baracchi si accordano con il territorio locale e con il suo clima, producendo grandi vini capaci di esaltare le potenzialità di quella specifica terra. La natura sabbiosa e drenante dei terreni di San Martino, ove ha sede la cantina, è esaltata con vigne Syrah e Sangiovese, capaci di trasmettere al meglio l’essenza di questa terra con vini di grande eleganza e armonia. Le vigne di Gabbiano - località a metà strada tra Cortona e Montepulciano e caratterizzata da un terreno argillo-calcareo - sono tutte Cabernet e Syrah: danno vita a vini di forte struttura e potenza. Infine, i terreni ciottolosi e di impasto misto dei vigneti di Montanare sono ideali per Merlot e Trabbiano. Qui, al limite del bosco e a ben 700 metri di altitudine, è stato audacemente piantato il delicato Pinot Nero, vitigno straordinario capace di dare vini longevi e piacevolissimi. Così è nato il portentoso Pinot Nero Baracchi Toscana Igt, costituito esclusivamente da questo vitigno e caratterizzato da un danzante gioco di fermezza di carattere e delicato sentore floreale. Tale attenzione al territorio e al vitigno si riassume nella filosofia Baracchi secondo cui un grande vino si fa innanzitutto in vigna e poi in cantina.

Quali sono i frutti lucenti di una tale cura? Per citarne alcuni: il Syrah Riserva Cortona Doc. Intenso, morbido e rotondo nel finale, i suoi sentori sono di frutti di bosco e spezie. Un Trebbiano in purezza che si declina in spumante, in passito e in due bianchi fermi Astore e Ut. Tutti bianchi eleganti, profumati di frutti estivi e caratterizzati da un equilibrio piacevolmente acidulo. Il noto Smeriglio nelle tre versioni 100 per cento Syrah, 100 per cento Merlot e 100 per cento Sangiovese, sempre vini coinvolgenti, rotondi, talvolta profumati di viola, in ogni caso equilibrati e appassionanti. Infine ma non ultimo, l’esuberante Brut Rosé, lo spumante suadente dal sottilissimo perlage che stuzzica il palato con la sua freschezza e l’olfatto con i suoi profumi di ciliegia, cioccolato bianco e mandorla: le sue bollicine conquistano.

La storia dell’azienda Baracchi è avvincente e coinvolge perché è la storia di una terra antica, un tempo sepolta dal mare e poi risorta nel verde di una vallata – la Valdichiana – che ancora oggi ci sorprende con il riemergere di preziosi fossili marini. La sua mineralità ancestrale, la sua grande armonia tradotta in musica dal teorico musicologo Guido d’Arezzo – noto anche come Guido monaco – continuano a parlarci e a emozionarci nella pienezza di un bicchiere di vino Baracchi che, a ogni sorso, bisbiglia «quanto sia bella la vita».