L’ottava edizione di Benvenuto Vermentino, in programma a giugno, è l’occasione per approfondire il rapporto tra questo vino e i Colli di Luni dove nasce

Un angolo di Liguria che si incastra nella Toscana. Un confine più politico che geografico, come spesso succede. Il territorio di riferimento della denominazione Colli di Luni Doc è molto particolare, qui la storia ha lasciato forte la sua presenza. Basta pensare all’antico porto romano di Luni, per arrivare in tempi più recenti dove son stati recuperati chiese e castelli che affondano le proprie radici sin nel medioevo. La vite, in queste terre, è sempre stata presente, qui i vini raccolgono il meglio della collina e del mare che con la sua brezza ricorda a tutti la sua vicinanza. Questa è la terra del Vermentino.

Un giro per quest’angolo di Liguria tra colline e il mare all’orizzonte

A giugno ci sarà sarà, a Castelnuovo Magra (Sp), l’ottava edizione del Benvenuto Vermentino. Il 10 e l’11 si potranno le nuove annate di questo vino che unisce Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica. Tipico di questa zona del Mediterraneo. I produttori, un gruppo di operatori e giornalisti del settore hanno potuto scoprire in anteprima l’annata 2016 con alcune bottiglie del 2015. Una degustazione alla cieca per non essere in alcun modo influenzati da etichette o nomi. In tutto erano più di 20 bottiglie.

Partiamo dalla fine, perché prima c’è stato un giro in alcune cantine della zona, dove si è potuto scoprire le metodologie usate in cantina e visitare le vigne. Ma tornando alla degustazione. È emerso un generale spostamento verso l’alto dei vini degustati, tutti esprimevano in modo perfetto le caratteristiche organolettiche che il Vermentino dei Colli di Luni deve avere. Solo uno era un poco più ruffiano, lasciando al Souvignon (vitigno permesso da disciplinare) il compito di rendere il profumo più intenso. Questo vino, infatti, ha la caratteristica di essere delicato, al naso non dà sensazioni forti, ma si insinua con note più leggere. Anche in bocca non è esplosivo, ma avvolge il palato con la sua sapidità, mineralità e acidità. Un vino dunque che si fa scoprire sorso dopo sorso, capace di dare piacevoli e fresche sensazioni senza essere troppo invasivo e prepotente.

Un vino dunque da scoprire, come è da scoprire il territorio dove nasce. Nella due giorni di giugno, i visitatori che frequenteranno i ristoranti della zona, in particolare Trattoria Armanda, Ristorante La Valle, Ristorante dei Pini, Mulino del Cibus e Palomita Bianca, proporranno dei menu studiati per far incontrare i piatti tipici del territorio con il Vermentino. Ma non saranno solo queste di degustazione. Tutta Castelnuovo Magra, a partire dall’Enoteca Regionale della Liguria, si mobiliterà per far conoscere tutto quello che c’è in questo angolo di Liguria e di Toscana. La Doc è sovraregionale e comprendete territori di tutte e due le regioni.

Durante la manifestazione ci sarà spazio anche per la cultura e per la natura. Vigneti e uliveti saranno protagonisti di percorsi di trekking, mentre la torre medievale del Palazzo dei Vescovi di Luni e gli scavi dell’antica città romana di Luni saranno al centro dell’offerta culturale.

Nel giro delle cantine della zona, per comprendere meglio come nasce questo vino. Abbiamo potuto scoprire diversi modi di interpretarlo, di diversi rapporti con la terra. A Fosdinovo (Massa-Carrara) c’è l’Azienda Agricola Pascale Francesca, una giovane realtà che ha scelto di lavorare con metodi biologici e che sta iniziando adesso a produrre vini internamente, prima si affidava a strutture esterne per la parte di cantina. I vini provati, tra cui il Vermentino Nero che si può produrre in Toscana, sono frutto di un attento lavoro in cantina e rispecchiano appieno le caratteristiche che i prodotti di questo territorio devono avere.

Anche l’Azienda Agricola Il Monticello, a Sarzana (Sp), ha scelto di lavorare in modo diverso: sono biodinamici. Sono partiti nel 1982 per hobby, ma adesso la cantina è diventata la loro principale attività. Hanno una linea di prodotti molto interessante, che spazia dal Vermentino in purezza a un Passito prodotto con Vermentino, Albarola e Colombana. C’è anche una grossa presenza di ulivi dai quali l’azienda trae un gustoso olio dove la varietà Razzola domina sulle altre, il blend ottenuto si contraddistingue per la morbidezza e la freschezza in bocca.

Il giro delle cantine è proseguito con l’Azienda Agricola La Pietra del Focolare, che pratica una viticoltura tradizionale e che ha la cantina in centro al paese di Ortonovo (Sp). Azienda a conduzione femminile e anche i vini proposti si contraddistinguono per l’eleganza. Un’offerta che ruota attorno al Vermentino, che viene prodotto con diverse metodologie di lavorazione: l’etichetta L’aura di Sarticola prevede che una parte delle uve venga pigiata ancora con i piedi, come si faceva una volta.

Questo giro si è concluso visitando i vigneti dell’Azienda Agricola Ottaviano Lambruschi che nasce a metà degli anni ’70, quando Ottaviano lascia le cave di marmo per dedicarsi alla viticoltura, in particolare del Vermentino. Oggi lo si può considerare il padre del Vermentino dei Colli di Luni. Le sue vigne, le più antiche, sono suggestive dove le viti ancora oggi crescono appoggiandosi ai fili che venivano usati in cava per tagliare il marmo.

Un piccolo viaggio in questa terra, segnata nel passato da guerre, dal lavoro nelle miniere, da una terra che non regala nulla, ma i cui frutti sanno farsi apprezzare. Con Benvenuto Vermentino è l’occasione per unire enogastronomia con la scoperta di un suggestivo angolo d’Italia.