AICIG punta i piedi al Parlamento Europeo durante l'aggiornamento sui negoziati con gli Stati Uniti

Giuseppe Liberatore, presidente di AICIG (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) era presente in rappresentanza dell'Italia, con il Segretario Generale Leo Bertozzi, al Parlamento Europeo il 29 giugno 2016, per fare il punto sulle trattative per il TTIP (Transatlantic Trade and Investiment Partnership), il trattato per il libero scambio con gli Stati Uniti.

Il nostro auspicio è che le istituzioni dell'UE continuino a lavorare a una migliore protezione delle IG UE negli Stati Uniti e che non venga concluso alcun accordo se il principio della tutela delle IG non è incluso

Ferma la posizione italiana espressa da Liberatore: «AICIG ringrazia la Commissione Europea e il Parlamento Europeo per il loro sostegno in materia di protezione delle indicazioni geografiche in tali negoziati. Il nostro auspicio è che le istituzioni dell'UE continuino a lavorare a una migliore protezione delle IG UE negli Stati Uniti e che non venga concluso alcun accordo se il principio della tutela delle IG non è incluso».

Il presidente dell'associazione che rappresenta, 60 realtà tra DOP e IGP equivalenti a più del 90% del valore economico totale delle IG italiane ovvero 6,4 miliardi di euro in produzione e 2,8 miliardi di euro in esportazioni, ha aggiunto: «Il 95 % dei nomi IG europei che sono sulla lista presentata dalla Commissione europea non sono controverse negli Stati Uniti e non in conflitto con marchi americani esistenti. I problemi si presentano con alcune denominazioni tipo formaggi che negli USA sono considerate termini generici e quindi non sottoponibili a tutela».

Per questo, l'AICIG richiede che venga vietato negli Stati Uniti l'Italian Sounding per i prodotti che non siano di origine italiana. «Sarebbe un modo per proteggere i nostri diritti di proprietà intellettuale e altresì i consumatori americani da una pubblicità ingannevole», ha spiegato Liberatore, sottolineando: «Siamo pronti ad aiutare i negoziatori UE per giungere al miglior accordo possibile, se necessario con un maggiore coinvolgimento dei Consorzi».

Sarà sufficiente? Il TTIP sarà vantaggioso? Il totale delle DOP e IGP italiane, equivalenti a un valore di 13,4 miliardi di euro secondo l'ultimo rapporto Ismea Qualivita, rappresenta un asset di primaria importanza per l'agroalimentare nazionale e pertanto si rende necessaria una protezione adeguata, soprattutto negli Stati Uniti che sono i più grandi importatori di prodotti IG italiani al di fuori dell'UE, assorbendo circa il 7% di tutte le nostre esportazioni alimentari ovvero 196 milioni di euro.

Del resto non si porrebbe la questione se, come ha evidenziato nella premessa del proprio intervento Liberatore, non ci fossero opportunità: «Il TTIP potrebbe essere molto positivo per i prodotti italiani  se le barriere, tariffarie e non tariffarie ,in particolare, fossero riviste verso il basso».

Presenti all'incontro, tra gli altri,

Phil Hogan Commissario Europeo per l'Agricoltura, Cécile Billaux Membro del Gabinetto del Commissario Europeo per il Commercio Cecilia Malmstrom, Vincent Labarthe Presidente di AREPO-Association of European Regions for Products of Origin e Bernard Farges Presidente di EFOW-European Federation of Origin Wines.