Il club per chi possiede una seconda casa di pregio debutta in Italia: le settimane inutilizzate diventano crediti per viaggiare
A fine settembre la casa al mare si chiude e quella in montagna resta in attesa della neve. Per molti proprietari di seconde abitazioni l’autunno è la stagione in cui quegli spazi restano vuoti, proprio quando la campagna italiana dà il meglio a tavola, fra il tartufo nei boschi e l’olio nuovo nei frantoi.
Su questo tempo morto punta ThirdHome, club privato nato negli Stati Uniti e riservato ai proprietari di seconde case di pregio, che questo mese ha annunciato il debutto ufficiale in Italia. Il principio è semplice: chi mette a disposizione alcune settimane della propria casa riceve crediti con cui soggiornare nelle altre proprietà del circuito, oltre 30.000 in più di 100 Paesi.
Per chi cerca un fine settimana fuori stagione, il catalogo può essere un punto di partenza. Con qualche avvertenza, meglio conoscerla prima di fare le valigie.

Crediti al posto dello scambio
Il sistema si regge su una valuta interna, i Keys. A differenza del classico scambio di case, due proprietari non devono accordarsi sulle stesse date: le settimane cedute generano crediti, da spendere in un altro momento e in un’altra località.
A ogni soggiorno si aggiunge una quota di scambio che, secondo l’azienda, va in genere da 450 a 1.250 euro a settimana, contro i 5.000-25.000 euro che costerebbe l’affitto di un immobile equivalente. ThirdHome parla di un risparmio fino al 90%.
La maggior parte delle case ha quattro o più camere da letto. Il circuito è quindi pensato per famiglie numerose e gruppi di amici, meno per la coppia in cerca di due notti tranquille.
Toscana, laghi e Champagne
Tra le destinazioni citate dall’azienda compare la Toscana, che tra ottobre e novembre ha il calendario più ricco dell’anno: la raccolta delle olive, l’olio appena franto, il tartufo bianco delle Crete senesi e di San Miniato. Il comunicato indica poi fra le zone di seconde case più richieste dagli acquirenti stranieri il Lago di Como, la Costiera Amalfitana, le Dolomiti e le città d’arte, che dopo l’estate diventano decisamente più vivibili.
Oltre confine, il nome speso per attirare l’attenzione è quello di Karl Lagerfeld: nel network figura anche l’ex château dello stilista in Champagne. Per un appassionato di bollicine il richiamo è evidente, anche se il comunicato non dice dove si trovi di preciso la dimora né quanti crediti servano per soggiornarvi.
Perché proprio l’Italia
L’azienda giustifica la scelta con i numeri. In Italia circa un proprietario su quattro possiede una seconda casa. Secondo l’ultimo rapporto di Patrigest, il dipartimento di ricerca del Gruppo Gabetti, realizzato con Santandrea Luxury Houses, i contribuenti con un reddito annuo superiore a 120.000 euro sono cresciuti del 39% dal 2008.
Nello stesso studio il segmento delle seconde case di lusso segna un +22% nell’ultimo anno, mentre gli investimenti in nuovi complessi residenziali di fascia alta erano stimati oltre i 300 milioni di euro per il 2025. Il 79% riguarda Milano.
Il fondatore e amministratore delegato di ThirdHome, Wade Shealy, la spiega così: «Pochi Paesi al mondo possono vantare una concentrazione così straordinaria di seconde case, un lifestyle riconosciuto globalmente e una domanda internazionale costante». Secondo Shealy, i proprietari italiani cominciano a vedere nella casa di vacanza qualcosa che può aprire altri viaggi, senza doverla vendere.
Chi può entrare
Il club non è aperto a chiunque. Per aderire serve una seconda casa che superi la selezione dell’azienda, tarata sugli immobili di fascia alta. Dal lancio sperimentale a oggi la comunità italiana ha superato i 300 membri fondatori e ThirdHome prevede di triplicarli entro la fine del 2026.
Informazioni su iscrizione, costi di adesione e durata minima dei soggiorni si richiedono sul sito thirdhome.com, dove è possibile anche presentare la domanda di ingresso nel club.
