Cioccolato nero e alga spirulina i superfood alla base degli snack di The Algae Factory, una start up con sede in Olanda, fondata da due giovani italiani

Il futuro è delle alghe, come già aveva anticipato un convegno organizzato da Coop in occasione dell’Expo. Si moltiplicano, in particolare, le start up che avviano coltivazioni di spirulina, un’alga che cresce in acque dolci grazie all’energia luminosa. In Europa sono già un centinaio, una decina le italiane. Tra le più innovative c’è The Algae Factory. L’azienda punta sulla produzione e commercializzazione di superfood a base di questo cianobatterio. I soci sono due 33enni, Pier Luigi Santoro, origini pugliesi, il fondatore, e Stefania Abbona, cuneese, amministratore delegato. Entrambi si sono conosciuti in Olanda, dove la società ha sede.

Metà della produzione di spirulina viene lasciata in Africa per combattere la malnutrizione con il progetto Bite for bite

«Ho studiato Agraria a Firenze – racconta Pier Luigi – dove ho cominciato a occuparmi di alghe con una piccola produzione a Grottaglie, in Puglia. Poi sono emigrato in Olanda, dove mi sono occupato di fiori. Mi sono perfezionato alla Wageningen University, tra le più avanzate in agricoltura e food. Lì ho incontrato Stefania, food technologist, che veniva da New York e anche lei si occupava di alghe. Tre anni fa abbiamo creato la società».

The Algae Factory ha fatto incetta di importanti premi. A San Francisco, il Sial di Parigi, Alimenta2Talent a Milano, il programma di accelerazione per progetti di impresa dedicato a start up innovative per l’economia circolare, sviluppato dalla Fondazione Parco Tecnologico Padano (Ptp Science Park) e co-finanziato dal Comune di Milano.

L’azienda produce e commercializza superfood a base di alga. Si tratta di barrette energetiche (circa 35 grammi) a base di raw chocolate, fondente al 70 per cento (solo massa di cacao, che arriva in parte dall’Africa e in parte dal Sudamerica), e spirulina essiccata in fiocchi, circa 3 grammi, un valore ideale di consumo giornaliero secondo la Fao. La gamma comprende anche uno snack con spirulina, cioccolato e aggiunta di semi di canapa (coltivata in Puglia). E prossimamente varianti con mandorla da Toritto (sempre pugliese), Nocciola Igp delle Langhe e Pistacchio di Bronte Dop. Una sorta di mix tra healthy food e gourmet.

«Noi siamo un’azienda internazionale fatta di italiani – precisa Pier Luigi – per noi il gusto è fondamentale. Vogliamo sviluppare prodotti a base di spirulina che facciano bene ma siano anche buoni. Tra i nostri clienti ci sono molti sportivi ma anche uffici di grosse aziende ad Amsterdam e a Londra. Vendiamo online, soprattutto in Inghilterra, Francia, Olanda e Usa. Nel Nord Europa la cultura del superfood è più sviluppata. Ma anche in Italia sta crescendo: le maggiori richieste arrivano da Milano e Brescia. Stiamo sviluppando anche una linea innovativa di coloranti a base di alghe. Pensiamo poi di fare anche del pane e prodotti da forno. E stiamo facendo esperimenti anche con altre alghe, Chlorella, Nannochloropsis».

La spirulina viene coltivata in Togo e Madagascar, in vasche aperte. E diventa ingrediente dei prodotti in Olanda, da dove vengono inviati in tutto il mondo. La finalità è sociale. «Abbiamo scelto l’Africa perché lavoriamo con Antenna Foundation – specifica – un’organizzazione no profit che si occupa da più di vent’anni di malnutrizione. Abbiamo inventato un social model, “Bite for bite”. Ogni morso a una nostra barretta aiuta le popolazioni in Africa. Lasciamo là la metà della nostra produzione per combattere la malnutrizione».

Le proprietà nutrizionali della spirulina sono eccezionali. Contiene tutti gli amminoacidi essenziali e vanta un apporto proteico doppio rispetto alla soia. Contiene potenti antiossidanti (clorofilla, carotenoidi, ficocianina), vitamine (soprattutto del gruppo B) e minerali come ferro, magnesio e zinco.

«Nella spirulina sono molto presenti gli acidi grassi essenziali in purezza, omega-6 ma anche omega-3 – racconta Stefania Abbona, laurea al Politecnico di Torino in Ingegneria logistica e della produzione, master a New York in Hospitality management, e specializzata in sicurezza alimentare, tema che oggi continua ad approfondire frequentando un master a Wageningen – La spirulina ha un alto contenuto di ferro, di qui il sapore un po’ ferroso. Se la qualità è buona, il retrogusto può ricordare il pistacchio: se non è il massimo, vira su un odore di pesce. Principalmente arriva dalla Cina, India, Europa dell’Est ma anche Usa. Noi vendiamo anche il prodotto grezzo, che piace molto in aggiunta a smoothy, yogurt, beveroni, succhi di frutta, insalate (centro grammi sono venduti a 12 euro)».

«Dal punto di vista della sicurezza alimentare – aggiunge – è importante sapere come la spirulina viene prodotta. Tutto dipende dalla qualità dell’acqua. Se non è pura, ci possono essere residui di metalli pesanti nel prodotto. Noi facciamo periodiche analisi in un laboratorio specializzato per controlli di qualità, a Montpellier, in Francia, oltre a controlli indipendenti in Olanda per verificare gli standard».