In dirittura d’arrivo il Testo Unico sul vino che porterà significativi risparmi sulla burocrazia che attanaglia i viticoltori, 50 giorni di lavoro in meno

Forse non avrà un impatto immediato per i consumatori e per gli appassionati di vino, ma cosa può fare una cantina con 50 giorni liberi? Da dove arrivano? Dal Testo Unico sul vino, la nuova legge che semplificherà la vita a tutte le aziende agricole.

Meno burocrazia e più efficienza, i viticoltori possono così fare altro

In Senato è stato dato il via libera all’unanimità e adesso torna alla Camera per l’approvazione finale. Una volta che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo Testo Unico sul vino permetterà alle aziende vitivinicole di tagliare del 50 per cento il tempo necessario a soddisfare l’attuale burocrazia, che oggi richiede circa 100 giorni per soddisfare tutto quello che è contenuto nelle 4mila pagine dell’attuale normativa.

Il tempo recuperato potrà così essere usato per far utente interessanti cose e non per oziare, ma conoscendo i vignaioli si dedicheranno anima e corpo per rendere ancora migliori i loro prodotti. L’attuale sistema normativo rende necessario adempiere a oltre 70 pratiche che coinvolgono oltre 20 soggetti, peggio del Lascia passare A38 di Asterix.

I viticoltori considerano la burocrazia come uno dei maggiori ostacoli al loro lavoro e il nuovo Testo Unico porterà alla semplificazione delle comunicazioni e degli adempimenti a carico dei produttori, sarà rivisto anche il meccanismo di certificazione e controllo dei dei vini a denominazione di origine con una riduzione dei costi, sarà introdotta anche la tracciabilità dei vini Igt e una serie di norme per garantire la trasparenza sulle importazioni dall’estero.

Un lavoro durato due anni che dovrebbe, una volta terminato l’iter legislativo, tradursi in un risparmio sia di tempo sia di denaro per il viticoltore. Un risparmio che potrebbe tradursi in vantaggi anche per i consumatori.