L’edizione 2016 del Laboratorio del Gusto Terra Matta, organizzata dal Consorzio Chiaramonte, ha come tema la biodiversità nella cucina mediterranea

La biodiversità raccontata attraverso il confronto tra la cultura culinaria nazionale e mediterranea. È questo il tema dei quattro appuntamenti dell'edizione 2016 del Laboratorio del Gusto Terra Matta, che ha preso il via il 14 aprile, sotto l'egida come sempre del Consorzio Chiaramonte. Nato dalla volontà del Comune di Chiaramonte Gulfi e dei produttori di olio e vino e dei ristoratori e albergatori della zona, l'obiettivo del consorzio è la promozione dell’eccellenza enogastronomica chiaramontana, di sicura qualità.

Protagoniste le eccellenze del territorio di Chiaramonte Gulfi

Attorno a questa eccellenza, e alle sue diverse componenti – dall'olio al vino, dal formaggio alla carne – si è costruita un'alleanza tra cibo e letteratura: autori come Vincenzo Rabito e Serafino Amabile Guastella hanno scritto pagine memorabili di straordinario realismo riferite alle tradizioni culinarie. Oggi, grazie alla riscoperta del maiale nero, al riconoscimento del marchio Dop per l’olio extravergine di oliva, alla presenza di numerose aziende che operano nel settore delle conserve, alle cantine vinicole e ai produttori di olio, Chiaramonte è un distretto produttivo di inestimabile valore. Un valore che il Laboratorio del gusto Terra Matta vuole esprimere appieno.

Quest'anno il ciclo dei quattro appuntamenti vedrà la partecipazione di 5 chef provenienti da 4 regioni italiane diverse: Gianluca Tore, Giovanni Torrente, Rocco Pace, Filippo Drago e Anis Ammar.
È stato proprio quest'ultimo, il tunisino Ammar, ha tagliare il simbolico nastro inaugurale della manifestazione, con un appuntamento che, secondo le parole di Mario Molè, presidente del Consorzio Chiaramonte «ha voluto risvegliare la nostra memoria: abbiamo avuto la possibilità di scoprire antichi sapori e gustare prodotti della nostra tradizione rivisitati secondo la cucina dello chef tunisino Anis Ammar».

L'executive chef del ristorante Il Rugantino di Milano ha mostrato al pubblico in sala la preparazione de La vignarola, un piatto antico della tradizione romana, e il Leblebi, piatto tunisino a base di ceci. Ai commensali è stato servito anche un Raviolo di melanzane con fungo di carrubo e fonduta di zucca, cucinato dalle sapienti mani di Vito Presti, chef del ristorante ospitante. Il tutto accompagnato dai vini Altavilla della Corte – Cantina Firriato e Maskaria – Terre di Giurfo, presentati da Debora Interrigi, quarta miglior sommelier junior d’Italia e studentessa dell’Istituto alberghiero Principi Grimaldi – sezione Chiaramonte Gulfi. Sui piatti e a tavola, infine, gli eccellenti oli Fior di Olive – Terre sul Dirillo e Fil d’Oro – Frantoio Gatto, soci del Consorzio.

Lo stretto rapporto tra cibo e letteratura è stato sottolineato dal giornalista enogastromonico Carlo Ottaviano. «Per me il cibo è narrazione. Ogni alimento ha la magia di poter raccontare chi c’è dietro, chi lo fa, chi lo produce. Il cibo unisce, crea condivisione e l’evento di questa sera è la diretta dimostrazione».

Prossimo secondo appuntamento con il Laboratorio del Gusto Terra Matta giovedì 28 aprile, presso il ristorante U Dammusu. Di scena, gli chef Giovanni Torrente (vincitore Cous Cous Fest 2002) e Rocco Pace (vincitore Cous Cous Fest 2015) che cucineranno il cous cous con il maiale.